Attualità, Home — 7 marzo 2017 alle 15:30

OSPEDALI VIETATI ALLE DONNE CHE INDOSSANO IL BURQA. PROPOSTA SHOCK DELLA REGIONE LIGURIA, LA VICEPRESIDENTE VIALE:”MISURA FORTEMENTE ANTI-DISCRIMINATORIA A DIFESA DELLA LIBERTÀ”

Lo ha annunciato la vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Sonia Viale durante la seduta odierna del Consiglio regionale, alla vigilia della ricorrenza dell’8 marzo

di Redazione

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“Ritengo corretto che la Regione Liguria assuma una misura fortemente anti-discriminatoria a difesa della libertà delle donne ovvero disponga il divieto di ingresso nelle strutture sanitarie di persone che indossino il burqa. Questo anche nel rispetto delle normative di sicurezza vigenti che vanno applicate anche nelle nostre strutture”.

Lo ha annunciato la vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Sonia Viale durante la seduta odierna del Consiglio regionale, alla vigilia della ricorrenza dell’8 marzo, giornata internazionale della donna per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze di cui sono state e sono ancora oggi oggetto, in diverse parti del mondo. La misura, già adottata dalla Regione Lombardia, sarà oggetto di un’apposita delibera di Giunta.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato la vicepresidente Viale – è dire un chiaro no a quella che è la discriminazione simboleggiata dall’utilizzo del burqa. È un tema che deve essere portato all’attenzione della comunità ligure: le discriminazioni attuate attraverso la copertura del volto e del capo della donna sono l’anticamera di quello che non vogliamo.

Riteniamo – ha aggiunto l’assessore alla Sanità - che l’8 marzo sia un simbolo di libertà della donna di scegliere come muoversi e come operare. Il burqa, al contrario, è simbolicamente l’atto di discriminazione sessuale più palese e maggiormente indice di fanatismo che si ritrova in alcuni paesi in cui la democrazia è dimenticata.

Ritengo – ha concluso – che in una giornata simbolo debbano anche essere fatti atti simbolici che si aggiungono agli atti quotidiani e concreti che ognuno di noi realizza ogni giorno a favore delle donne”.

 
 
 
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