Attualità, Home — 20 febbraio 2014 alle 18:12

CASO CENTRALE TIRRENO POWER – SEL: “Siamo preoccupati perché rischia di riproporsi una situazione già vissuta in altre parti del nostro Paese, con il risultato che a pagare il prezzo più alto siano i cittadini e i lavoratori”.

“Le notizie che giungono ormai da settimane delineano un tragico precipitare della situazione di Tirreno Power e, soprattutto, un accrescimento della preoccupazione dei cittadini per la loro salute. Sinistra Ecologia Libertà propone da sempre il superamento della produzione energetica a combustibile fossile e si batte perché il nostro paese si doti di un efficace e virtuoso Piano energetico nazionale. La Federazione di […]

di Gabriele Piccardo

tirreno“Le notizie che giungono ormai da settimane delineano un tragico precipitare della situazione di Tirreno Power e, soprattutto, un accrescimento della preoccupazione dei cittadini per la loro salute.

Sinistra Ecologia Libertà propone da sempre il superamento della produzione energetica a combustibile fossile e si batte perché il nostro paese si doti di un efficace e virtuoso Piano energetico nazionale. La Federazione di Sinistra Ecologia Libertà di Savona vuole essere protagonista in questo lavoro di costruzione di politiche positive e propositive, anche perché il territorio savonese ha pagato troppo, sempre per le scelte del passato in materia energetica, e rischia di pagare ancora di più se non ci saranno coraggiose decisioni future.

Esprimiamo, quindi, profonda preoccupazione per ciò che sta avvenendo attorno alla vicenda della centrale Tirreno Power di Vado Ligure.

Sel sostiene che la delibera regionale che autorizza il raddoppio a carbone dell’impianto di Vado Ligure è un errore, perché non è stata tenuta in considerazione la delicatezza della situazione e perché ripropone un modello di sviluppo sbagliato che ha altissime probabilità di generare ulteriore sofferenza.

Non vedere la situazione per quello che è, non considerare che un modello basato su modalità produttive obsolete e dannose o, peggio, girare la testa dall’altra parte non può che produrre disastri umani e sociali. Siamo preoccupati perché rischia di riproporsi una situazione già vissuta in altre parti del nostro Paese, con il risultato che a pagare il prezzo più alto siano i cittadini e i lavoratori. Non si può lasciare un intero territorio in balia dell’assenza di programmazione, non si può non vedere che i modelli pervicacemente proposti vanno superati.

Occorre rimettere in discussione quella delibera e partire da subito con una discussione ampia che ponga al centro della discussione due punti fondamentali:

Come e con quali tempi superare la produzione di energia mediante il carbone sul sito di Vado Ligure;

Come garantire i livelli occupazionali nell’immediato e quali prospettive alternative di sviluppo economico territoriale intraprendere per dare risposte concrete ai cittadini”.

SEL Liguria – SEL Federazione di Savona