Cultura e manifestazioni, Home — 20 aprile 2017 alle 19:30

ANCHE IMPERIA STA CON GABRIELE DEL GRANDE. PRESIDIO IN PIAZZA DE AMICIS A SOSTEGNO DEL GIORNALISTA FERMATO IN TURCHIA:”LIBERATELO!”/FOTO E VIDEO

Si è svolta oggi la manifestazione in piazza De Amicis, a Oneglia per chiedere il rispetto dei diritti e il rilascio del giornalista Gabriele Del Grande, fermato in Turchia ormai dieci giorni fa.

di Redazione

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Si è svolta a partire dalle 18 del tardo pomeriggio di oggi, giovedì 20 aprile, la manifestazione in piazza De Amicis, a Oneglia per chiedere il rispetto dei diritti e il rilascio del giornalista Gabriele Del Grande, fermato in Turchia ormai dieci giorni fa.

Martedì 18 Aprile alle 14.30 Gabriele del Grande, giornalista freelance e regista, è riuscito a chiamare la famiglia. È la prima telefonata concessa da domenica 9, quando è stato fermato dalle autorità turche al confine con la Siria, nella regione di Hatay. Era in Turchia dal giorno 7 Aprile.

SARA BICCHIERINI

“Stiamo aspettando nuovi sviluppi. Domani mattina l’ambasciatore di Ankara andrà di nuovo al centro di detenzione amministrativa in cui è stato rinchiuso Gabriele Del Grande e speriamo che questa volta li facciano incontrare, cosa che finora non è avvenuta. La Farnesina sta lavorando attivamente e siamo fiduciosi. Noi siamo qui per un atto simbolico, per dire che anche Imperia c’è e sta con Gabriele e apprezza il suo lavoro come giornalista, scrittore e regista. Questo presidio è in contemporanea con il grande presidio che ci sarà a Milano oggi, a cui hanno aderito molte associazioni e cittadini. Sappiamo che più di 5 mila persone avevano manifestato la loro adesione al presidio di Milano e simbolicamente ci siamo anche noi”.

Sara Bicchierini legge alcune passaggi del racconto degli ultimi giorni di Gabriele in Turchia, dopo il fermo

“Va zaino in spalla e chiacchera. Passa ore a parlare con le persone nella loro lingua, senza mediatori, in maniera spontanea. Non va alla ricerca dello scoop, ma di quanto ci può fare riflettere. Abbiamo lavorato insieme quando i giornalisti potevano entrare nei Cie. Gabriele scriveva articoli e inchieste. Dal 2011 li hanno chiusi e abbiamo deciso di documentare quello che c’era intorno.

Quando è andato in Siria la prima volta, nel 2011, era in apprensione, ma da quando abbiamo dei bambini era poco interessato ad andare. Ed ora era li, al confine Turco, per ricostruire in un libro la memoria di quella guerra.

Come sono nate le prime proteste? Com’è stata la fuga dalla Siria? Lui si fida di me, mi avrebbe detto la verità altrimenti, non aveva alcuna intenzione di passare il confine con la Siria”.

Alexandra lo ha detto perché Gabriele sarebbe stato fermato perchè sembrava avesse intenzione di passare il confineha poi aggiunto Sara – Cosa che non è vera, lui era li per fare interviste ai profughi siriani”.

DANIEL DELMINISTRO

“Siamo anche oggi qua a Imperia e in concomitanza con altre città italiane, per chiedere fondamentalmente una cosa, che però ne contiene varie altre.

Il motivo per cui siamo scesi oggi in questa piazza anche a Imperia è per chiedere l’immediata liberazione di Gabriele Del Grande, giornalista, scrittore e regista, detenuto in Turchia e privato di ogni diritto in quanto detenuto.

Gabriele è stato arrestato al confine tra la Turchia e la Siria in territorio turco, nella provincia di Hatay, nella gironata di domenica 9 e ad oggi risulta ancora detenuto.

Soltanto martedì 18, 9 giorni dopo, alle 14.30 Gabriele è riuscito ad ottenere il permesso di fare una telefonata e ha contattato la sua compagna, con la prima telefonata concessa da quando è stato ermato ad Hatay.

Gabriele dice ‘sto parlando con 4 poliziotti che mi guardano e mi ascoltano. Mi hanno fermato al confine e dopo avermi tenuto nel centro di identificazione ed espulsione di Hatay, sono stato trasferito a Mugla, sempre in un centro di identificazione ed espulsione, in isolamento. I miei documenti sono in regola ma non mi è permesso di nominare un avvocato, né mi è dato sapere quando finirà questo fermo. Sto bene, non mi è stato torto un capello, ma non posso telefonare. Hanno sequestrato il mio cellulare e le mie cose, sebbene non mi venga contestato alcun reato’”.

 
 
 
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