Attualità, Consigli comunali, Cronaca, Home, Politica — 18 settembre 2013 alle 01:45

8 MILA EURO DI SPESE EXTRA IN 11 ANNI – Nel mirino anche l’ex presidente del consiglio Emilio Varaldo. Parodi: “Dati che dimostrano come sono cambiati i tempi”

I costi per la collettività del Presidente del Consiglio Comunale sono finiti nel mirino della critica nel corso del consiglio comunale attualmente in corso, per via di una mozione presentata dalla minoranza (Imperia Bene Comune, Movimento 5 Stelle, Pdl, Imperia Riparte, La Svolta) sul compenso dell’attuale Presidente, Paolo Strescino. Lo stesso Strescino ha annunciato, nel corso del suo intervento, di […]

di Gabriele Piccardo
Emilio Varaldo

Al centro Emilio Varaldo

I costi per la collettività del Presidente del Consiglio Comunale sono finiti nel mirino della critica nel corso del consiglio comunale attualmente in corso, per via di una mozione presentata dalla minoranza (Imperia Bene Comune, Movimento 5 Stelle, Pdl, Imperia Riparte, La Svolta) sul compenso dell’attuale Presidente, Paolo Strescino. Lo stesso Strescino ha annunciato, nel corso del suo intervento, di aver recuperato i dati relativi alle spese extra dell’ex presidente del consiglio Emilio Varaldo. “Imperia Post” è riuscita a recuperare i dati in anteprima.
L’ex presidente del consiglio comunale Emilio Varaldo è costato alle casse del Comune di Imperia circa 8 mila euro in spese extra nel corso degli 11 anni di mandato. Nel dettaglio, 3.691 euro derivano da spese telefoniche, così suddivise: 83,38 euro nel 2002, 579,56 euro nel 2003, 286,22 euro nel 2004, 246,24 euro nel 2005, 815,52 euro nel 2006, 1054,56 euro nel 2007, 273,71 euro nel 2008, 150,62 euro nel 2009, 85,53 euro nel 2010, 71,47 nel 2011, 44,30 nel 2012. I successivi 4 mila euro sono riconducibili a spese per missioni fuori città, in territorio nazionale o all’estero.

“È giusto divulgare questi dati – commenta il capogruppo del Laboratorio per Imperia Diego Parodi – così la popolazione si rende conto di com’è cambiata la figura del presidente del consiglio. Paolo Strescino non ha un telefono di servizio, usa il proprio, non sostiene alcuna spesa di missione, si è pagato con i suoi soldi la macchina del caffè. Ha proposto una diminuzione di oltre il 30% del proprio emolumento e questo dimostra la sua credibilità e la sua professionalità. È spessissimo presente in Comune, mentre i suoi precedessori erano presenti solo in occasione dei consigli comunali. Se volevano un segnale, un segnale forte c’è stato”.

“Questa sera siamo ritornati indietro di due anni – ha aggiunto Paolo Strescino – Hanno trasformato un dibattito che poteva anche essere costruttivo in una questione personale. Pretendono il rispetto delle istituzioni, ma poi non lo praticano. Alcuni consiglieri comunali del Pdl, come sempre, sono andati ben oltre il limite consentito dal buon gusto e dalla buona educazione. Fortunatamente le elezioni ci sono appena state”.

Mattia Mangraviti