Attualità, Home — 25 febbraio 2014 alle 11:08

PROCESSO LA SVOLTA – LE INTERCETTAZIONI TRA LE FORZE DELL’ORDINE E LA FAMIGLIA MARCIANO’. Marcianò: “Palermo, mi dice tutto quello, tutto!”

Riprende, dopo una settimana di stop a causa dello sciopero degli avvocati, il processo relativo all’operazione anti ‘ndrangheta denominata “La Svolta” messa a segno dal comando provinciale dei Carabinieri di Imperia, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Genova, nel dicembre del 2012 nei Comuni di Ventimiglia, Bordighera e Diano Marina. Si ricomincia con il contro esame del Maresciallo Camplese che […]

di Selena Marvaldi

PROCESSO LA SVOLTA  (137)Riprende, dopo una settimana di stop a causa dello sciopero degli avvocati, il processo relativo all’operazione anti ‘ndrangheta denominata “La Svolta” messa a segno dal comando provinciale dei Carabinieri di Imperia, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Genova, nel dicembre del 2012 nei Comuni di Ventimiglia, Bordighera e Diano Marina.

Si ricomincia con il contro esame del Maresciallo Camplese che va avanti a spiegare le varie intercettazioni raccolte durante le indagini e, questa volta, l’argomento delicato è quello delle relazioni tra le forze dell’ordine e i vari membri del gruppo legato alla famiglia Marcianò.

Il primo ad essere controllato è tale Palermo Salvatore, ispettore in servizio alla Polizia di Frontiera di Ventimiglia. Non sono stati documentati rapporti diretti, ma svariate conversazioni come persona a loro vicina. Il 26 maggio 2011 vengono intercettate delle conversazioni tra Allavena Omar, Marcianò Giuseppe, Marcianò Vincenzo del ’48 in cui si fa riferimento al comportamento benevolo di Palermo nei loro confronti: “Chi era, se non mi dice facevo vent’anni, quello, Palermo, luogotenente, e mi dice tutto, mi dice tutto!”

Si parla anche del fatto che l’ispettore Palermo aveva subito conseguenze per aver partecipato al funerale di Francesco Marcianò nel 1996 e una commissione disciplinare voleva radiarlo.

Altra intercettazione riguarda Nilo Luigi, appuntato della guardia di finanza in servizio a Ventimiglia, è stato anch’esso intercettato in una conversazione telefonica presso il ristorante “Le Volte” con Marcianò Giuseppe, Marcianò Vincenzo ’48 (risultato essere poi il suocero di Nilo Luigi). Si parla di una problematica disciplinare che aveva e chiede un aiuto a Marcianò Giuseppe grazie alle sue conoscenze.

Risulta poi che, sempre nel 2011, si sia cercato di mandare un pacco in carcere tramite l’aiuto di una guardia carceraria.