Home, Imperia — 28 febbraio 2014 alle 07:30

IL SILENZIO DELL’ASSESSORE AI SERVIZI SOCIALI FABRIZIO
RISSO SUL CASO DELLA FAMIGLIA SBAI

ImperiaPost lancia una sottoscrizione. Chiunque volesse dare
una mano può effettuare una ricarica Postepay. Ecco gli estremi

di Gabriele Piccardo
Da sinistra: Fabrizio Risso e Riadh Sbai

Da sinistra: Fabrizio Risso e Riadh Sbai

Toc toc… Assessore? Servizi Sociali? Sindaco? C’è qualcuno? A più di 72 ore dall‘articolo relativo alla drammatica situazione della famiglia Sbai, nessuno ha ritenuto di rispondere alle domande che abbiamo posto all’amministrazione comunale, in particolare all’assessore ai servizi sociali Fabrizio Risso, né tanto meno di parlare con la famiglia sotto sfratto esecutivo che rischia di vedersi portar via i propri figli per lo stato di indigenza in cui vive.

Nel frattempo, però, l’articolo è stato letto da migliaia di persone e una di queste , che ringraziamo, ci ha contattato per dare un aiuto concreto a Riadh e alla sua famiglia per permettergli di fare la spesa e dar da mangiare ai suoi figli. Fortunatamente, nella serata di ieri, si è presentato a “casa” della famiglia Sbai l’ufficiale giudiziario del Tribunale di Imperia che ha concesso alla famiglia Sbai altri 45 giorni prima di intervenire con la forza pubblica e sgombrare il “tugurio” in cui vivono.

Nel frattempo, Riadh non se n’é stato con le mani in mano, ha continuato a cercare un’altra casa, anche una stanza, che potesse ospitare lui e la sua famiglia. Le agenzie immobiliari, però, chiedono garanzie, referenze, una busta paga e magari anche l’albero genealogico che dimostri l’onegliesità da almeno tre generazioni. Quando siamo tornati nella stalla trasformata in mini tugurio, in via Littardi, per consegnare la busta consegnataci da un benefattore alla famiglia Sbai, gli occhi di Riadh erano visibilmente commossi e per un istante sono tornati a sperare che i problemi della sua famiglia, di sua moglie e dei suoi tre figli, potessero finire.

La realtà, però, è ben diversa e il rinvio dello sfratto posticipa soltanto l’inevitabile se qualcuno, pagato per farlo, non interverrà. Altre famiglie, tra cui alcune italiane, vivono in condizioni simili a quelle di Riadh e non è accettabile che la risposta da parte del Comune, dell’assessore, del Sindaco, del dirigente dei servizi sociali sia… il silenzio.

ImperiaPost lancia una sottoscrizione in favore della famiglia Sbai. Chiunque volesse dare una mano alla famiglia può effettuare una ricarica Postepay al numero: 4023 6006 4351 2595 intestata a Riadh Sbai codice fiscale SBARDH78D08Z352I. Lo ricordiamo, se i tre bambini venissero affidati alle varie strutture, il Comune dovrà pagare circa 50 euro al giorno per una spesa mensile di 4500 euro.

 

Riproponiamo le domande che questa volta indirizziamo, oltre che all’assessore ai servizi sociali Fabrizio Risso e al dirigente del settore Sonia Grassi, anche al sindaco di Imperia Carlo Capacci.

- È possibile che nel 2014 dei genitori debbano allontanarsi dai propri i figli solo per motivi economici?

- Se si vuole mettere tutto sul piano economico, non costerebbe meno fornire un alloggio provvisorio tipo le “case parcheggio” piuttosto che far spendere 4500 euro al mese per l’inserimento dei minori (tra cui un neonato di 11 mesi) in strutture pubbliche?

- Perché gli assistenti sociali non sono mai andati a verificare le condizioni della “casa” della famiglia Sbai seppur sollecitate a farlo?

- Com’è possibile che il Comune permetta di prendere la residenza in tuguri simili considerati dallo stesso ufficio urbanistica abusivi?

- Com’è possibile che il Comune si accorga di tale fatto solo dopo molti anni e dopo innumerevoli persone che hanno abitato nel complesso in questione?

- È possibile che a fronte di emergenze abitative del genere l’assessore ai servizi sociali Fabrzio Risso (PD) rifiuti la proposta di stanziare 50 mila euro provenienti dal fondi di riserva?

- Perché il contratto lavorativo con il Comune da 339 euro non è stato rinnovato anche nel mese di gennaio e febbraio visto che lo stato di grave indigenza persiste?

- Quali sono le iniziative adottate dall’amministrazione comunale per far fronte al fenomeno, sempre più frequente, degli sfratti per morosità?

- L’amministrazione comunale, attraverso i servizi sociali, cos’ha intenzione di fare concretamente per dare una mano alla famiglia Sbai oltre a ribadire che non ci sono case disponibili?

Chi volesse dare un aiuto concreto alla famiglia Sbai può scrivere alla mail: redazione@imperiapost.it

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