Attualità, Home — 12 agosto 2017 alle 19:28

IMPERIA. FESTA DI COMPLEANNO INTERROTTA DALLA POLIZIA PER UN APPLAUSO. LA RABBIA DELLA TITOLARE:”DIVENTEREMO UNA CITTÀ RICOVERO”/ IL CASO

Ora ho paura di fare la fine di Giulia di “Bacan”, a cui hanno tirato un secchio d’acqua addosso.

di Redazione
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“Vietato applaudire”. A un anno esatto di distanza dal blitz della polizia all’unplugged festival del 2016, un nuovo episodio di forzato silenzio tra le vie del centro di Oneglia. Questa volta non la musica né una piazza gremita, bensì è stato sufficiente un semplice applauso a una festa di compleanno per spingere qualcuno a interpellare le forze dell’ordine, chiedendone l’intervento immediato.
Intervento che non si è fatto aspettare, facendo materializzare ben quattro agenti che hanno intimato ai presenti di cessare immediatamente i rumori, tanto che la piccola festa è subito terminata. La titolare del bar-ristorante, dov’era in corso la celebrazione dei 18 anni di un ragazzo, si è indispettita e ha cercato di intervenire in sostegno dei suoi clienti, senza successo.
“Se andiamo avanti così questa città diventa un ricovero” - inizia così lo sfogo di Fiorella Gandolfo, titolare del bar-ristorante “Controcorrente”, in via Bonfante 4, a Oneglia. “Ieri sera a mezzanotte meno venti mi sono vista arrivare ben quattro agenti di polizia, che mi hanno intimato di far terminare la festa di compleanno di un ragazzo, che stava festeggiando insieme ai suoi amici. Gli agenti mi hanno detto che sono stati chiamati da una donna, infastidita dall’applauso scaturito al momento del soffio della candelina sulla torta. Ora ho paura di fare la fine di Giulia di Bacan“, a cui hanno tirato un secchio d’acqua addosso.
Era l’11 di agosto, non il 2 novembre! Inoltre, non avevo neanche la musica accesa, neanche un dj, solo un innocente applauso di alcuni amici, a un ragazzo che è diventato maggiorenne. Non pretendo che Imperia sia come Diano Marina, dove ad agosto in ogni piazza c’è un concerto, ma almeno mi facciano lavorare. Per noi commercianti questo atteggiamento è un danno. Se si sparge la voce di una cosa del genere, la gente non andrà più nei locali. Mi chiedo se l’amministrazione abbia intenzione di fare qualcosa, o voglia aspettare che chiudiamo tutti”.

 

 
 
 
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