Golfo Dianese, Home — 11 settembre 2017 alle 17:53

DIANO MARINA. PROCESSO VOTO DI SCAMBIO. SENTITI TOSO, DI FALCO, PARRELLA E ROBERTO ELENA:”ALLO STUDIO LEGALE BASSO…”/ L’UDIENZA

L`avvocato Trevia ripercorre la storia finanziaria della GM S.p.A. snocciolando dati relativi alle consulenze che riguardano anche lo studio legale Basso (figlie dell’ex sindaco Angelo Basso)

di Redazione

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Imperia. Nuova udienza questa mattina del processo che vede sul banco degli imputati con l’accusa di voto di scambio “light” il sindaco di Diano Marina Giacomo Chiappori, il suo vice Cristiano Za Garibaldi, l’ex assessore allo sport Francesco Bregolin, l’ex assessore Bruno Manitta (oggi consigliere comunale), l’amministratore unico della G.M. S.p.A. Domenico Surace, Giovanni Surace (padre di Domenico, ndr) e Giovanni Sciglitano (commerciante ambulante).

Stamane dinnanzi al giudice monocratico Alessia Ceccardi è comparso nuovamente l’ispettore capo Maurizio Toso in forza alla Squadra Mobile della Questura di Imperia. Presenti in aula solo Bruno Manitta e Domenico Surace. Il pubblico Ministero Alessandro Bogliolo ha deciso di rinunciare ai testi: Rodolfo Leone e Antonino Germanotta. Il consigliere comunale Davide Carpano, risulta assente per motivi di lavoro.

La parola passa ai legali delle difese che procedono al controesame della deposizione di Toso. 

L’avvocato Bosio, difensore di Giovanni Sciglitano, interroga l’ispettore Toso.

BOSIO:Parliamo della vicenda relativa al presunto spostamento del banco del mercato di Diano Marina. Ha verificato se esistono eventuali riferimenti relativi allo spostamento del banco o delle  intercettazioni telefoniche?

TOSO:“Non ricordo se c’era una pratica ufficiale per lo spostamento del banco del mercato, non abbiamo fatto verifiche in comune. Non ricordo se fosse stata richiesta. Carpano, nel suo interrogatorio, aveva individuato quello che era il banco, per spiegare il senso della chat con l’avvocato Angela Basso. Dalle indagini che abbiamo compiuto il banco si trovava alla fine del mercato, la richiesta era per lo spostamento in una zona più centrale. Il banco doveva essere spostato in via Genola, lato mare. Il vigile Corrado di Falco ci ha detto che sarebbe dovuto essere spostato là. È stata fatta una richiesta del consigliere Carpano al comando locale per una relazione di pericolosità del banco. Poi, però, non fu stato fatto nessuna verifica. Non ci sono stati contatti tra Sciglitano e Surace Giovanni, Domenico e Bregolin. 

L’avvocato Trevia, difensore di Domenico e Giovanni Surace, Manitta procede al controesame.

TREVIA: Domenico Surace o Giovanni hanno mai avuto contatti telefonici, frequentazioni con esponenti della malavita? Criminalità organizzata? ‘ndrangheta locale o Calabrese.

TOSO: “No”. Surace Domenico è amministratore della GM e uno dei chioschi è stato affidato ad un gruppo che che aveva dei cugini condannati per associazione mafiosa. Non ricordo altri contatti oltre a questo”.

TEVIA: “Sul gruppo “ristretto” ha fatto degli accertamenti o indagini?”

TOSO: “Gli stessi indagati hanno definito il loro gruppo “ristretto”. Il gruppo avrebbe deciso quali deleghe assumere. In un intercettazione ambientale Za Garibaldi ha detto:”Il Sindaco ha dato che deleghe ce le siamo scelte noi”. Quando c’erano delle problematiche in comune si riuniva il gruppo ristretto. Non ricordo fatti specifici a cui avrebbe messo mano il gruppo ristretto.

GM SPA.

L’AVVOCATO TREVIA: “Costituta nel 2002 poi gestione nel 2005. Può dire che tipo di risultato ha dato al tribunale il bilancio in quegli anni?”

TOSO: “Un risultato economico molto basso. Mi risulta che ci sia stata una ricapitalizzazione nel 2005 per 150 mila euro dal commissario prefettizio”. 

TREVIA: “Dal 2006 al 2011 che tipo di gestione c’è stata? Nel 2011, la società aveva una passività 215 mila euro di passivo accumulati nel corso degli anni. Investitura del sindaco Chiappori, non ha approvato il bilancio di previsione”.

TREVIA: C’è stata un’ingerenza sullo spostamento della famiglia Sciglitano?”

TOSO: “Durante le indagini Surace dice che era pericoloso il banco. Poi nella chat con l’avvocato Basso, Carpano dice che lo spostamento è voluto da Surace”.

IL PRESUNTO PESO ELETTORALE DI SURACE:

TOSO: Chi è stato intercettato parlava di un bacino di 500 voti”.

TREVIA:”Ho conteggiato un massimo 200 persone”.

TREVIA: Ci sono stati dei contatti diretti con degli elettori da parte di Surace Domenico o Giovanni nelle telefonate? Per un riscontro del voto? Per l’avvenuto scambio. Anche non direttamente?

TOSO: No.

TOSO:” Surace ha fatto una cena con Scolari nella sua pizzeria. Giovanni parla con la moglie e in questa conversazione ambientali disse che avrebbe dovuto intercedere con il figlio per far assumente come cassiera la compagna di Scolari come cassiera nella GM.  Suo figlio, però, disse che di queste cose non ne voleva sentir parlare e poi l’assunzione non si fece. Scolari non vota a Diano Marina”.

LA PAROLA PASSA ALL’AVVOCATO UVA (difesa Bregolin, Za Garibaldi)

Sa perché Pilati chiama Surace?

UVA: “Pilati chiama Surace per lamentarsi del consigliere Carpano per i fuochi d’artificio. Pilati chiede a Surace di chiamare il sindaco o il vice sindaco per far spostare le date. Surace risponde che non lo farà perché non è compito suo”.

TOSO: “Nelle telefonate Surace aveva un comportamento molto controllato”.

UVA: “Surace, Za, Manitta, Bregolin a che partito politico appartenevano?2

TOSO: “Forza Italia, An. Negli ultimi tempi erano collegati all’On. Minasso, erano della stessa corrente politica”.

È LA VOLTA DELL’AVVOCATO LAMBERTI (DIFESA CHIAPPORI)

LAMBERTI: “Surace era un politico di vecchia data. Per quale ragione nel 2011 non si candidò?”

TOSO: “Non lo so, Surace disse a mezzo stampa: “faccio un passo indietro”. Nel 2011 Surace e Basso Angelo erano dello stesso partito”.

LAMBERTI: “Lei ha dichiarato che il bacino di utenza era idoneo a modificare la posizione degli schieramenti. Sulla base di quali elementi ha detto una cosa del genere?”

TOSO: “Le attività investigative dicevano che Surace poteva garantirsi un cospicuo pacchetto di voti”.

TOSO: “Chiappori non ha mai fatto parte del gruppo ristretto. Nella vicenda Sciglitano Carpano si confrontò con Chiappori”.

LA DEPOSIZIONE DEL SOVRINTENDENTE CORRADO DI FALCO.

“Dal 1990 sono in servizio presso il comando di Polizia Municipale di Diano Marina. Io coadiuvavo il mio collega nei servizi del mercato, la spunta, marcavo gli assenti e venivano inseriti gli altri. Il mercato era stato spostato nella zona est di Diano Marina. Corso Roma Est, Via Campodonico, Piazza Costituzione, Viale Kennedy, via Mimose.

Sciglitano Carmelo aveva un posto fisso in via delle Mimose, era il primo che si riscontrava. Vendeva maglieria. C’era anche la moglie e il figlio, Sciglitano Giovanni.

Non ero sempre presente nel mercato, un mio collega, Morriconi era presente e tiene la contabilità dei posti. Mi ricordo che c’erano dei problemi, come c’erano da tutte le parti. Nel 2011 furono cambiate le zone, molti ambulanti erano scontenti dei posti. Avevano scelto dei posti che non erano convenienti. In via delle Mimose non passava molta gente, e quindi mi è capitato che il sig. Sciglitano mi aveva detto se si potesse fare qualche modifica. Mi chiese se c’era qualche posto vuoto, se c’era qualche possibilità di spostarsi.

Non mi aveva detto che aveva avuto rapporti con il comune. Gli avevo detto di andare all’ufficio del comune. Mi ha detto che sarebbe andato a parlare all’ufficio licenze a vedere se si poteva cambiare posto.

Il pubblico Ministero passa alla prima contestazione a Di Falco.

BOGLIOLO: “Sul verbale rilasciato alla squadra mobile aveva dichiarato che Sciglitano aveva parlato con Carpano e Bregolin della vicenda”.

DI FALCO: “Non lo ricordavo, aveva intenzione di chiedere lo spostamento del suo banco”.

Seconda contestazione a Di Falco da parte del PM Bogliolo.

Lei dichiarò che Sciglitano le disse:“Vengono, Vengono, promettono, promettono, chiedono i voti ma poi quando c’è da fare un favore.…”

DI FALCO: “Fu uno sfogo di Sciglitano, ci parlai due volte in tutto. All’epoca i politici andavano al mercato a lasciare i santini”.

BOGLIOLO: “Lei ha avuto contrasti con Surace Domenico?

DI FALCO: “C’è stato un diverbio con Surace. Mio fratello lavorava come guardiano del porto poi per esigenze di personale era stato mandato a casa. Era stato licenziato. Ho avuto da ridire con Surace. La risposta di Surace è che non facevano beneficenza. Io poi da quel giorno non ebbi più rapporti con Surace”.

La PAROLA PASSA ALL’AVVOCATO BOSIO (Difesa Sciglitano)

DI FALCO:”Ebbi rapporti solo con Sciglitano Carmelo. Il titolare della licenza mi sembra che fosse Sciglitano Carmelo.

BOSIO: “La licenza è intesta a Papalia Carmela”.

DI FALCO:”Il mercato è suddiviso in vie, ci sono zone suddivise per il settore merceologico”.

 

LA DEPOSIZIONE DELL’EX VICE-COMANDANTE FRANCESCO PARRELLA.

“Dal 2004 al 2007 sono stato ufficiale di Marina, Dal 2008 sono entrato come vice-comandante poi ho svolto le funzioni di comandante. 

Surace Domenico lo conoscevo da tempo, a Diano ci si conosce tutti. C’è stato un frangente in cui lui era assessore al demanio. Mi riferì un episodio. 

Tra la fine del 2004 e il 2005 lo incontrai assieme a Mistretta franco, vice comandante, mi chiesero di aver un occhio di riguardo nei confronti di una concessione demaniale vicina, non fare i controlli. Poi ebbi contatti con lui per la GM spa, ci diede alcune indicazioni sulle quali svolgemmo attività. 

Era opinione diffusa, anche per l’esperienza politica precedente, che Surace era molto vicino ad alcuni soggetti della lista Chiappori. Era frequente che Surace fosse in Comune. Le volte che io andavo in comune lo vedevo spesso negli uffici. Una volta lo vidi dietro al bancone, area riservata ai dipendenti. Aveva una certa confidenza con il personale. Io con Basso Angelo avevo un buon rapporto.

Angelo Basso mi riferì che aveva avuto una vicenda politica con Surace, ovvero che la prematura fine della sua amministrazione sarebbe riconducibile a diatribe con Surace.

LE FAMIGLIE CALABRESI:

PARRELLA: “A Diano Marina, le famiglie calabresi più rinomate sono: Papalia, Attisano, De Marte, Surace, De Marte, poi ci sono altre collegate da legami di parentela. Potevano esserci qualche centinaio di residenti e votanti. Il padre di Domenico lo vedevo più volte con gli Attisano, Papalia e li vedevo più volte nei negozi”. 

IL CONTROESAME DELL’AVVOCATO UVA (difesa Bregolin e Za Garibaldi)

PARRELLA: “Fine estate autunno 2011, gli agenti Morriconi e Di Falco sono si occupano del mercato settimanale. Mi ricordo che uno di loro mi disse che Sciglitano chiedeva di essere spostato. Feci un sopralluogo con Carpano al mercato per la questione della pericolosità per fargli constatare che il problema non sussisteva”.

LA DEPOSIZIONE DI ROBERTO ELENA (EX amministratore delegato di GM SPA).

“Ero presidente e poi amministratore delegato della GM SPA, poi mi hanno cacciato dopo le elezioni del 2011. Facevo l’agente immobiliare e poi ho continuato a farlo. Insieme a me c’erano Pietro Novaro Mascarello e Zunino Francesco. Era nell’aria che mi avrebbero sostituito con Surace, ma a me non lo ha detto nessuno. Il mio è sempre stato un ruolo tecnico, non politico. Surace ha sempre preso molte preferenze, ogni qualvolta si presentava le prendeva”.

IL RAPPORTO CON SURACE:

“I miei rapporti con Surace erano normali. Credo siano diventati meno buoni rispetto a situazioni di carattere personale. In particolare sono venuti meno perché Surace ha avuto accesso a delle intercettazioni in cui io non parlavo bene di lui con Rodolfo Leone”.

I CONTI DELLA GM SPA

ELENA: “Gli utili sono sempre venuti e sempre reinvestiti. Abbiamo speso 3 milioni di euro per mettere in sesto tutta la questione”.

L’avvocato TREVIA: Gli utili nel corso della sua amministrazione sono stati sempre di poche migliaia di euro 1000 euro nel 2002, nel 2003 15 mila euro e via dicendo. Complessivamente la società ha avuto un passivo di 215 mila euro e nel 2005 il commissario l’ha ricapitalizzata con 150 mila euro”.

TREVIA: Quali sono stati gli utili e come li ha investiti? 653 mila euro dal 2003 al 2011 a sono stati corrisposti a Garibaldi Sergio, elettricista”.

ELENA: “Quando noi abbiamo ricevuto le spiagge in condizioni pessime. C’erano problemi di sicurezza.

TREVIA: “423 mila euro nei confronti del geometra Cipriani”.

ELENA: “Si è occupato della sicurezza”.

TREVIA: “Studio legale Basso (Angela, figlia dell’ex sindaco Angelo Basso)? più o meno 100 mila euro?”

ELENA: “Sono consulenze legali che nel corso degli anni che sono risultate utili”.

TREVIA: “La gestione Surace fino a oggi ha reso 600 mila euro di utili”.