Home, Politica — 21 ottobre 2017 alle 17:37

IMPERIA. CASO TEKNOSERVICE. IL COMITATO “LA VOCE”: “IL SINDACO AFFRONTI IL PROBLEMA CON PIU’ CORAGGIO, IL CONSIGLIERE RUSSO… “

“Siamo rimasti folgorati dalla chiara lettera aperta del consigliere Russo sulla situazione della raccolta rifiuti ad
Imperia”. Lo scrive Giovanni Ferrero, presidente del Comitato “La Voce”, rappresentato in consiglio comunale da…

di Redazione

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“Siamo rimasti folgorati dalla chiara lettera aperta del consigliere Russo sulla situazione della raccolta rifiuti ad Imperia”. Lo scrive Giovanni Ferrero, presidente del Comitato “La Voce”, rappresentato in consiglio comunale da Paolo Re, Natalia Riccò e Ester D’Agostino. Il tema è il contenzioso legale davanti al Tar tra Comune di Imperia e Teknoservice, ditta incaricata del servizio di raccolta rifiuti, e la recente presa di posizione del consigliere del Gruppo Misto Antonio Russo, ormai ex presidente, dopo le dimissioni, del Gruppo Rifiuti Zero.

“Avevamo già letto il contenuto del ricorso al Tar da parte di Teknoservice e leggiamo ora il suo punto di vista, qualificato dagli anni spesi per trasformare i rifiuti in materiali da riciclare a costo zero, anziché con massicci conferimenti in discarica pagati da noi cittadini.

Mai prima di oggi erano stati richiamati gli antefatti – irrisolti e anzi procrastinati a dispetto del cambio nella Amministrazione della Città – che impediscono secondo il Consigliere di realizzare il cambio di passo atteso da tutti noi che avevamo sostenuto il cambiamento propostoci – ma non realizzato – dal sindaco Capacci.

Al sindaco e a tutta la sua giunta è stato imputato di non aver saputo realizzare la discontinuità proposta agli elettori, ma non possiamo dire che fosse una promessa ingannevole. L’intenzione c’era ma è mancato il coraggio di rompere con il passato, mettendo le mani dentro i nodi che il Consigliere evidenzia così nettamente. Peccato che non lo abbia fatto prima!

Infatti i nodi sono presenti in tre ambiti:

● Quello della organizzazione locale dei rifiuti, risalente alla struttura di EcoImperia e alle persone che vi hanno operato e continuato ad operare con il passaggio a Tradeco e Teknoservice. Ci preoccupa il riferimento all’intreccio di ruoli tra i quadri direttivi e i rappresentanti sindacali, oltre che alla politica clientelare che non sarebbe mai venuta meno.

● Quello del mancato controllo effettuato da questa Amministrazione in maniera ambigua e poco trasparente, preferendo giocare su diversi tavoli senza il coraggio di portare avanti le scelte. Troviamo inspiegabile il comportamento Teknoservice sulla incompleta distribuzione dei kit differenziata.

● Quello della inadeguata campagna di sensibilizzazione civica dei cittadini alla raccolta differenziata. Ci domandiamo quanto sia stato speso (inutilmente) visti i risultati così scarsi.

Noi cittadini siamo indignati da queste notizie, per molti aspetti solo una conferma di quanto conosciuto, ma mai esposte da un testimone diretto, che è stato promotore e guida del Gruppo di Lavoro Rifiuti Zero.

Siamo colpiti da quanto detto sull’ambito organizzativo locale, che inquina e pregiudica qualsiasi soluzione si voglia adottare per la gestione rifiuti. Anche le soluzioni in-house sono esposte a questi rischi, dato il rapporto politico interno alle partecipate. Il riferimento esplicito a EcoImperia lo confermerebbe avvalorando la nostra tesi sulla responsabilità storica delle forze politiche/civiche oggi all’opposizione.

Sul fronte dei controlli è ormai chiaro dalla esperienza Tradeco e Teknoservice che il ricorso a contestazioni ‘a posteriori’ sulle inadempienze sia inefficace. Se il nostro Comune spende una decina di milioni/anno (quasi il 25% del bilancio) per il servizio rifiuti, lo deve presidiare costantemente sul campo in modo da prevenirle, riducendo le elevate spese legali. Il cambio dei dirigenti nel settore Ambiente ha portato ben scarsi benefici al riguardo. A questo lavoro dovrebbe aggiungersi quello dei VVUU, purtroppo carenti nell’intervenire con la vigilanza sul comportamento dei cittadini. Con il 25% del bilancio speso per rifiuti e verde pubblico, i VVUU dovrebbero vigilare in proporzione. Invece, si continua a preferire il lucroso presidio del traffico, con i facili appostamenti sui limiti di velocità, lasciando le briciole al controllo civico, causa del nostro degrado rifiuti.

Sulla educazione civica alla differenziata gli sforzi sono stati tanto generosi quanto inadeguati alla nostra realtà cittadina, dove le norme sono considerate un punto di partenza su cui lavorare per sottrazione: ciascuno si sente libero di rispettarle come ritiene, autogiustificandosi per la scarsa Amministrazione della Città.

Ad Imperia occorreva una campagna di educazione massiccia e costante, scuole incluse, non episodica. Questo obiettivo è stato trascurato da chi ha lavorato alle singole campagne educative, rivelatesi inadeguate L’Amministrazione, ormai priva di autorevolezza e consapevole delle carenze ereditate in EcoImperia ma proseguite con Tradeco e Teknoservice, si è mossa con troppa cautela sul fronte delle azioni correttive. E’ un circolo vizioso che – dopo 4 anni di sofferenze – porta ancora a conferire in discarica il 65% di indifferenziata, contro il 35% previsto, con impatto sulle tasche dei cittadini, compartecipi del vizio.

Noi della Voce riconosciamo l’impegno di chi ha lavorato nel GdL Zero Rifiuti, ma riteniamo che questi sforzi sarebbero stati più fruttuosi se accompagnati da una gestione globale dei problemi relativi all’appalto rifiuti.

Suggeriamo all’Amministrazione di non ignorare l’appello del rappresentante del Gruppo di lavoro Zero Rifiuti, ma di affrontare il problema di Imperia con più coraggio, affrontando con decisione i tre ambiti: situazione interna ereditata da EcoImperia, controlli preventivi e costanti sul campo, massiccia educazione civica dei cittadini accompagnata da vigilanza adeguata. Qualsiasi soluzione voglia intraprendere il nostro Comune, senza la soddisfazione di queste esigenze globali continueremo a perdere tempo e denaro, a spese degli utenti.

 

 
 
 
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