Attualità, Home — 6 dicembre 2017 alle 09:18

IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVA IL PIANO SOCIOSANITARIO 2017-2019. TOTI:”COMINCIA UNA LIGURIA MIGLIORE”. VIALE:”IN POCHI MESI…”/ECCO CHE COSA PREVEDE

La vicepresidente Viale ha quindi ripercorso le tappe che hanno preceduto l’approvazione del Piano sociosanitario, dalla presentazione del Libro Bianco nel febbraio del 2016 all’approvazione delle tre leggi di riforma

di Redazione

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“Sono molto soddisfatta dell’approvazione oggi del Piano sociosanitario 2017-2019 che segna una nuova epoca rispetto al piano approvato dalla precedente amministrazione di centrosinistra. In pochi mesi, con le tre leggi di riforma approvate dall’Aula e oggi con il Piano sociosanitario, abbiamo delineato la sanità del futuro, che va verso l’efficientamento e l’azzeramento del disavanzo, senza chiudere ospedali e, anzi, riaprendo numerosi pronto soccorso, garantendo al contempo il passaggio dalla visione ‘ospedalocentrica’ del vecchio piano ad una effettiva integrazione ospedale-territorio, individuata come prioritaria. È uno straordinario risultato che mette al centro la persona e non la malattia. Ora si apre la sfida vera ovvero l’attuazione di questo Piano“. Così la vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Sonia Viale al termine della discussione odierna in Consiglio regionale, che ha portato all’approvazione del Piano sociosanitario 2017-2019.

“Il Piano non è, come qualcuno ha affermato, uno strumento organizzativo – ha aggiunto la vicepresidente Viale – ma, secondo quanto previsto dalla legge, delinea le azioni da promuovere rispetto alla fotografia di quello che sarà la Liguria nei prossimi tre anni, le priorità per grandi sistemi e non per livelli organizzativi, strumenti questi ultimi propri delle aziende con i piani organizzativi aziendali. In altre parole il Piano delinea la rete ospedaliera per i prossimi anni, non quella territoriale relativa, ad esempio, alle Case della salute”.

Circa le critiche sulla mancanza di personale, la vicepresidente ha sottolineato che “durante la discussione i consiglieri di opposizione hanno dimenticato il concorso per gli infermieri bandito da questa amministrazione: giunto a conclusione secondo i tempi previsti, entro la fine dell’anno garantirà l’assunzione di un centinaio di infermieri e, a seguire, scorrendo le graduatorie, di altri professionisti nei primi mesi del 2018, superando così le criticità di un settore molto importante nel sistema sociosanitario.

“Un bel regalo per la Liguria questo Natale. Abbiamo approvato il piano socio sanitario della regione: cure più efficaci, maggiore assistenza domiciliare per i pazienti, nuovi pronto soccorso, minori costi per il contribuente. Così sotto l’albero comincia una Liguria migliore”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in un post sulla sua pagina Facebook commenta l’approvazione in Consiglio regionale del Piano sociosanitario 2017-2019.

 

La vicepresidente Viale ha quindi ripercorso le tappe che hanno preceduto l’approvazione del Piano sociosanitario, dalla presentazione del Libro Bianco nel febbraio del 2016 all’approvazione delle tre leggi di riforma: la prima sull’istituzione di una governance di sistema (Legge 29 luglio 2016 N. 17 che mantiene le cinque Asl e istituisce Alisa), la seconda sull’integrazione ospedale-territorio (Legge 18 novembre 2016 N. 27 che istituisce il direttore sociosanitario e i Dipartimenti Interaziendali Regionali), e la terza sul sistema di accreditamento e autorizzazione (Legge 11 maggio 2017 N. 9) “che ha sanato una situazione ormai intollerabile in cui ogni Asl concedeva accreditamenti e autorizzazioni in base a regole diverse sul nostro territorio”, ha concluso la vicepresidente Viale.

Il Piano Sociosanitario 2017-2019 

Riorganizzazione della rete ospedaliera

  • - Mantenimento di tutti gli 11 ospedali presenti sul territorio e loro potenziamento
  • - Riapertura Pronto Soccorso negli ospedali di Cairo M., Albenga, Bordighera (con l’impegno alla valutazione circa la trasformazione del punto di primo intervento di Rapallo in Pronto soccorso, ove si verifichino le condizioni di sostenibilità)
  • - Mantenimento DEA II livello ospedale Santa Corona di Pietra Ligure
  • - Area metropolitana genovese, realizzazione ospedale del Ponente agli Erzelli

Integrazione ospedale – territorio verso una sanità sempre più a chilometro zero che metta al centro la persona per garantire la libertà di scelta nell’accesso al servizio sanitario e la continuità dei percorsi assistenziali, dall’accoglienza all’integrazione tra assistenza primaria, ospedaliera, domiciliare e residenziale:

  • - percorsi di dimissione protetta
  • - sistema di valutazione della persona non autosufficiente e del suo fabbisogno assistenziale con criteri omogenei in tutto il territorio
  • - coinvolgimento dei medici di medicina generale (accordo per la gestione delle cronicità), dei pediatri di libera scelta, della rete delle farmacie territoriali
  • - implementazione nuovo sistema unico di prenotazione Cup regionale
  • - implementazione attività ambulatoriale e territoriale
  • - potenziamento reparti a bassa e media intensità

Istituzione dei Diar – Dipartimenti interaziendali regionali per condividere le ‘best practice’, garantire una presa in carico globale del paziente e una maggiore uniformità ed equità della risposta sanitaria su tutto il territorio al fine di abbattere le liste d’attesa.

Azzeramento del disavanzo e raggiungimento del pareggio di bilancio entro il 2020: partendo dai 94 milioni di perdite nel 2015 il documento prevede una riduzione a 64 milioni nel 2017, a 49 milioni nel 2018 (pari a 45 milioni) fino a 34 milioni nel 2019 (60 milioni).

Efficientamento – migliore utilizzo della Centrale acquisti, razionalizzazione delle strutture con l’eliminazione dei duplicati organizzativi, monitoraggio dell’appropriatezza (prescrittiva, diagnostica, terapeutica, organizzativa, economica) oltre che della qualità percepita da parte degli utenti

Nuove tecnologie – implementazione nuove tecnologie applicate all’assistenza sanitaria con specifiche azioni di formazione del personale, oltre che degli aspetti legati alla comunicazione e alla trasparenza. Percorso di apertura di ambulatori infermieristici sul territorio.

Malattie rare – realizzazione di una rete delle cure dei soggetti con malattie rare in modo da garantire la continuità socioassistenziale dall’età pediatrica all’età adulta, attività formative e informative rivolte a specialisti, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, pazienti e cittadini, istituzione di centri di risorse biologiche istituzionali nelle Asl e negli Icrrs.

 
 
 
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