Cronaca, Home — 27 marzo 2018 alle 19:29

PROCESSO PER LA MORTE DI MARTINA ROSSI. CARLO VERDONE ESCLUSO DALLA LISTA TESTIMONI, SÌ DEL GIUDICE ALLE INTERCETTAZIONI/L’UDIENZA

Rimosso l’attore Carlo Verdone dalla lista dei testimoni nell’ambito del processo che vede sul banco degli imputati Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, accusati di tentata violenza sessuale ai danni della 20enne imperiese Martina Rossi e di aver provocato la sua morte in conseguenza di altro reato.

di Redazione

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Rimosso l’attore Carlo Verdone dalla lista dei testimoni, nell’ambito del processo che vede sul banco degli imputati Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, i due 27enni di Castiglion Fibocchi (Arezzo) accusati di tentata violenza sessuale ai danni della 20enne imperiese Martina Rossi e di aver provocato la sua morte in conseguenza di altro reato.

La ragazza ha perso la vita cadendo dal balcone del sesto piano dell’hotel Sant’Ana a Palma de Majorca nel 2011. Secondo l’accusa Martina sarebbe caduta per fuggire a un tentativo di violenza sessuale da parte dei due ragazzi, mentre per la difesa la ragazza si sarebbe suicidata.

A proporre come testimone il noto attore era stata la difesa, in particolare l’avvocato Tiziano Baroni, sostenendo che vi fosse un’analogia tra un suo film e la morte di Martina Rossi. Il PM Roberto Rossi si era opposto alla citazione e, durante l’udienza odierna ad Arezzo, è stato lo stesso avvocato Baroni a ritirare la proposta. Il motivo della richiesta sarebbe stato legato alla volontà di dare una risposta altrettanto mediatica a quanto fino ad oggi è stato raccontato a livello nazionale”, come ha spiegato lui stesso.

In seguito, il presidente del collegio Angela Avila ha rigettato l’ipotesi del “ne bis in idem” (ossia non celebrare un processo due volte, in Spagna e in Italia), avanzata dagli avvocati dei due imputati, così come l’opposizione alle intercettazioni, che saranno ammesse tutte al processo.

Vanneschi e Albertoni non hanno più preso parola dopo che sono stati iscritti nel registro degli indagati. Con tutta probabilità, saranno chiamati a testimoniare i turisti presenti in hotel al momento dei fatti, che affermano di aver sentito un grido disperato, e la cameriera, testimone oculare della caduta, che invece è sicura che si sia trattato di un suicidio.

LA RICOSTRUZIONE DELLA VICENDA

Martina Rossi muore nell’agosto del 2011 cadendo dal balcone di un hotel a Palma de Maiorca, dove era in vacanza con alcune amiche.

Secondo una prima ricostruzione, la notte della sua morte Martina torna in hotel dopo una serata in discoteca, ma invece di rientrare nella propria stanza, raggiunge alcuni ragazzi di Arezzo, conosciuti in vacanza, nella loro camera. Da quel momento si apre il giallo sulla morte di Martina.

Secondo il racconto dei giovani la 20enne di Imperia (a Genova in quegli anni per studio) si sarebbe buttata dal balcone volontariamente dopo aver fumato uno spinello. Una versione ritenuta credibile dalla giustizia spagnola, che archivia il caso come suicidio. I genitori di Martina, però, non si arrendono. Non si danno pace, non credono all’ipotesi del suicidio.

La procura della Repubblica di Genova riapre il caso con un’ipotesi di reato drammatica. Martina sarebbe volata giù dal balcone nel disperato tentativo di fuggire a una violenza sessuale. Il fascicolo passa alla Procura di Arezzo per competenza territoriale, in quanto nel registro degli indagati vengono iscritti due ventenni aretini, Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi.

Nel corso delle udienze preliminari sono state depositate nuove prove, dalla testimonianza del portiere dell’albergo dove ha trovato la morte Martina, che raccontò di aver visto la 20enne imperiese ancora vita, agonizzante, dopo la caduta dal balcone e la cui versione smentirebbe quella dei due giovani indagati, sino alle intercettazioni telefoniche e ambientali. Queste ultime riguardano due telefonate di un’amica di Martina, secondo cui la giovane imperiese si sarebbe buttata volontariamente dal balcone, e le conversazioni tra i due giovani aretini indagati nell’ambito delle quali sarebbe emerso il presunto tentativo di violenza sessuale.

 

 
 
 
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