STRISCIA LA NOTIZIA E CAPITAN VENTOSA TORNANO A IMPERIA PER UNA TRUFFA ONLINE. “QUELL’ASSEGNO…”/ECCO COSA E’ SUCCESSO

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Il Tg satirico Striscia la Notizia è tornato a Imperia con il suo inviato Capitan Ventosa,
questa volta per occuparsi di una truffa online. A chiedere l’intervento di Striscia…

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Il Tg satirico Striscia la Notizia è tornato a Imperia con il suo inviato Capitan Ventosa, questa volta per occuparsi di una truffa online. A chiedere l’intervento di Striscia un imprenditore, proprietario di una ditta di autotrasporti di persona con sede a Savona, vittima di un tentato di truffa. L’inviato del tg satirico, dopo aver raccolto la segnalazione, si è spostato a Imperia, a Borgo Foce, per incontrare Ivan Bracco. L’ispettore capo della Polizia Postale del capoluogo, oltre ad aver spiegato la tipologia di truffa e i metodi per individuarla, ha anche denunciato lo smantellamento, da parte del Ministero dell’Interno, degli uffici di Polizia Postale sul territorio italiano.

LA PUNTATA

LA DENUNCIA DELL’IMPRENDITORE

“Mi è capitato in due occasioni diverse di ricevere richieste di preventivo dall’Inghilterra, da parte di una persona che mi chiede un servizio di trasporti per un tot di giorni. Il problema è che quando faccio il preventivo, in questo caso era circa 1.200 euro, vengo contattato dal cliente che mi dice che avrebbe intenzione di mandarmi un assegno, prima del servizio. Ho successivamente ricevuto un assegno pari a 8.700 pounds, oltre 9 mila euro.

Mi sono un pò insospettito nel momento in cui questa persona mi ha chiesto molto velocemente di versare l’assegno e altrettanto molto velocemente rendere i soldi della differenza. Il problema è che mi ha chiesto di renderli a un’altra persona ancora. Quello che non capisco, però, è dove sta la magagna. Perché se io incassassi veramente i soldi, potrei fare la truffa io a lui”.

IVAN BRACCO – LA TRUFFA E COME RICONOSCERLA

Il segnalatore ha subito una truffa che purtroppo è in grande ripresa nell’ultimo periodo, in quanto l’assegno oggetto del contendere una volta versato in banca viene regolarmente pagato e il segnalatore lo incassa sul suo conto. Ma non è così, in realtà. Perché dieci giorno dopo, quando la Banca trova l’assegno che è provento di furto o comunque fraudolento blocca il contro del segnalatore.

L’unico modo per capire se l’assegno è falso sarebbe appunto versarlo in banca, perché dopo 10 giorni si capisce se è coperto da valuta o no. Ma il fatto è che certamente non è coperto, perché questi sono assegni proventi di attività illecite e pertanto non bisogna versarli, ma subito sporgere denuncia. Se si versa, infatti, il segnalante incorre nel reato di riciclaggio di denaro. Bisogna recarsi subito presso gli uffici di Polizia Postale“.

LO SMANTELLAMENTO DELLA POLIZIA POSTALE

“Bisogna recarsi subito presso gli uffici di Polizia Postale, sempre però che li troviate aperti. Da quattro anni, infatti, è in atto da parte del Ministero dell’Interno una riorganizzazione degli uffici ed è previsto il taglio di quasi tutti gli uffici provinciali della Polizia Postale. Ad oggi gli uffici sono ancora aperti, ma di fatto si stanno chiudendo per mancanza di organico”.

CAPITAN VENTOSA

“Ma come? Le truffe su internet aumentano a dismisura e gli enti che sono preposti ai controlli diminuiscono? Io mi stimo e mi incoraggio e soprattutto vi stimo e vi incoraggio a stare molto attenti a questi tipi di assegni”.

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