Cronaca, Home — 11 aprile 2018 alle 19:03

IMMIGRAZIONE CLANDESTINA: IN 13 DENTRO UN’AUTO DIRETTA IN FRANCIA, 27ENNE ARRESTATO DALLA POLIZIA

Notte concitata per la Polizia che ancora una volta pone un freno al traffico di esseri umani, traffico divenuto un vero e proprio “business” e che non intende arrestarsi

di Redazione

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Notte concitata per la Polizia di Ventimiglia che ancora una volta pone un freno al traffico di esseri umani, traffico divenuto un vero e proprio “business” e che non intende arrestarsi: in manette un afghano, M. Dost di 27 anni, in Italia con regolare permesso di soggiorno rilasciato a Udine. Il servizio, predisposto dal Dirigente della Polizia di Frontiera dr Santacroce e finalizzato alla repressione del traffico di esseri umani, ha visto l’impiego di ben tre pattuglie.

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Proprio nelle ore più buie, un’auto con targa straniera, con un “carico” il cui peso la costringeva ad insolita andatura, veniva avvistata in prossimità dell’autostrada; posti all’inseguimento ed allertate le altre pattuglie, gli Agenti si avvicinavano all’auto che, ignara della presenza della Polizia, aveva raggiunto il pedaggio autostradale. Con azione simultanea, i poliziotti intimavano l’alt prima che l’auto potesse proseguire.

Malgrado la sorpresa, l’uomo seduto al lato passeggeri riusciva a fuggire mentre l’autista, dapprima cercava di scappare utilizzando la portiera per colpire gli Agenti e, successivamente, opponeva forte resistenza scagliandosi contro i poliziotti. Messo in sicurezza il “passeur” , veniva aperta la vettura e, nel vano bagagli, rinvenuti, ammassati in modo disumano, ben 11 stranieri di nazionalità afghana e gambiana tra cui alcuni tre ragazzi non ancora maggiorenni.

Uno di loro, in grado di esprimersi alla meglio in lingua francese, dichiarava di essere stato contattato, nei pressi del fiume dove si trovava, da alcuni stranieri che, unitamente agli altri stranieri, lo avevano accompagnato in un piazzale in attesa che arrivasse l’auto che li avrebbe condotti in Francia. Per il viaggio venivano richieste somme che, dopo una sorta di “contrattazione” si concordavano in 150 euro per passeggero.

Al termine delle formalità di rito, il Passeur veniva tratto in arresto e condotto al Carcere di Imperia a disposizione della Autorità Giudiziaria, gli altri stranieri invece, lasciati liberi sul territorio.

 
 
 
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