Attualità, Home, PROCESSO "LA SVOLTA" — 9 aprile 2014 alle 11:51

LA SVOLTA. CAPUTO:”HO AFFITTATO UN TERRENO AI PELLEGRINO, POI HO CHIESTO UN CONSIGLIO A PEPPINO MARCIANÒ.É DI FAMIGLIA”

Prosegue la “sfilata” di testimoni durante la mattinata. Al centro dell’udienza Federico Paraschiva, imputato, e dei suoi rapporti

di Selena Marvaldi

La svolta

Imperia -Prosegue la “sfilata” di teste in questa mattinata di udienza del processo anti ‘ndrangheta “La Svolta”. E’ il turno di Vincenzo Caputo, sanremese che si siede al banco dei testimoni e risponde in merito alle domande che vertono sui rapporti commerciali che aveva con i Pellegrino: “Ho affittato loro il terreno sotto casa per il deposito di un camion che veniva usato probabilmente per trasportare terra. Ho parlato con la famiglia Marcianò che conosco da molti anni perchè ad un certo punto la famiglia Pellegrino ha dato la disdetta, ma avevano lasciato lì il materiale, io non riuscivo più a entrare nella mia proprietà nè a rintracciare le persone direttamente interessate, se no ci parlavo direttamente”.

Ho chiesto un consiglio, parlando con Peppino perchè non sapevo cosa fare con il terreno”. “Non era meglio chiedere a un legale?” interroga l’avvocato. Interviene poi il Presidente Luppi: “Lei non si è indispettito che dopo la richiesta di consiglio non ha ricevuto risposta?” “Mi ha detto di aspettare un pochino e vedere cosa succedeva” risponde il signor Caputo.Ma come mai ha deciso durante una passeggiata di parlare con una persona anziana che non sapeva avesse rapporto con i Pellegrino, di questo problema del contratto di locazione?” “Sono persone di famiglia - interviene Caputo – Nel discoros è uscito questo problema e se ne è parlato”.

Il testimone successivo è Michelangelo De Masi autista di autobus da 18 anni : “So benissimo che la signora Palmero ha subito un furto nella sua attività, mi hanno chiesto se avevo visto un’auto blu una Matiz con a bordo delle zingare – inizia a spiegare il signor De Masi – Mi hanno detto che se le vedevo dovevo avvisare. E’ una cosa che mi succede spesso di fare con il mio lavoro”.

Nel 2009 ho deciso di noleggiare  un’auto per una vacanza con la famiglia. Europcar mi ha chiesto la carta di credito, ma era scaduta così ho chiamato Federico Paraschiva che è venuto con lo scooter per portarmi la carta, ma poi mi sono ricordato che ce l’aveva anche mia sorella così non l’ho chiesta a Federico“. “Conosco anche Vincenzo Marcianò – conclude la sua testimonianza De Masi - da sempre, da quando eravamo ragazzini”.

Biasi Joseph, piccolo imprenditore residente a Ventimiglia, viene interrogato sulla sua conoscenza con Federico Paraschiva e Vincenzo Marcianò: “Li conosco da sempre, saranno 25 anni. Quando la signora Paraschiva aveva subito il furto mi ha chiamato Federico dicendo che andava a fare la denuncia e se io vedevo la macchina con le zingare dentro di chiamarlo”.

A proposito delle notizie del coinvolgimento di Marcianò con la criminalità Biasi dichiara: “Sono rimasto allibito perchè non conoscevo queste cose, conoscevo Vincenzo come una amico perchè andavamo nella stessa scuola e conoscevo il padre perchè aveva un bar sulla spiaggia dove andavamo sempre d’estate. Rimasi sorpreso. Commentando i fatti con Paraschiva anche lui era allibito, non se lo aspettava, ne abbiamo parlato chiedendoci se poteva essere vero o no. Non ci convinceva tutta la situazione in cui venivano dipinti come mafiosi”.