Attualità, Home — 14 novembre 2013 alle 20:27

CANONE DI GESTIONE, BRACCIO DI FERRO TRA IL COMUNE E LA SOCIETÀ CHE GESTISCE IL DEPURATORE – La parola passa al perito del tribunale

Sarà affidata ad un tecnico nominato dal Tribunale di Imperia la perizia che dovrà stabilire quanto il Comune di Imperia dovrà corrispondere alla società che gestisce il depuratore di Imperia. Il braccio di ferro tra il Comune e l’ATI (associazione temporanea d’impresa) composta da Siba spa, Ferrero Attilio Costruzioni Spa e Comar srl dura ormai da qualche mese. La società […]

di Gabriele Piccardo

depuratore
Sarà affidata ad un tecnico nominato dal Tribunale di Imperia la perizia che dovrà stabilire quanto il Comune di Imperia dovrà corrispondere alla società che gestisce il depuratore di Imperia. Il braccio di ferro tra il Comune e l’ATI (associazione temporanea d’impresa) composta da Siba spa, Ferrero Attilio Costruzioni Spa e Comar srl dura ormai da qualche mese. La società ha chiesto al Comune di adeguare il canone di gestione concordato tra le parti oltre 20 anni fa. Il Comune, invece, sembra intenzionato a far rispettare alla lettera il contratto avanzando la proposta di un adeguamento Istat del canone e degli importi.

Le imprese, però, parlano di costi molto più elevati rispetto alla previsione fatta negli anni 80 e perciò chiedono una revisione del contratto con un sensibile aumento degli importi. Da qui la decisione di stanziare 62 mila euro per la gestione del depuratore sino al 31 dicembre prossimo e l’accordo tra le parti di nominare un perito del tribunale per definire l’importo dei costi di gestione per i mesi a venire.

“Abbiamo deciso – spiega l’assessore al bilancio Guido Abbo – di accogliere con riserva la soluzione proposta dai legali delle società, ovvero, di affidarci ad una perizia preventiva a fine conciliativo sulla cifra che il Comune dovrà versare alle società che gestiscono il depuratore. Il nostro obiettivo è quello di trovare la quadra in tempi rapidi evitando un contenzioso giudiziario che metterebbe a rischio il servizio”.