Home, Politica — 24 novembre 2013 alle 14:13

IL COORDINAMENTO REGIONALE DI SEL INTERVIENE SUL CASO “AGNESI” – Nattero: “Imperia non può permettersi di perdere una delle ultime attività manifatturiere rimaste sul territorio”

“Dal 28 febbraio è prevista la chiusura del Mulino, cosa che comporterebbe la perdita del lavoro per 28 dipendenti, 5 interinali e 4 di una ditta d’appalto, per un totale di  37  posti persi, senza poi contare l’indotto portuale che lavora sui carichi di grano che rappresentano la metà del traffico commerciale del porto di Imperia”. A scrivere è il […]

di Gabriele Piccardo

carla nattero

“Dal 28 febbraio è prevista la chiusura del Mulino, cosa che comporterebbe la perdita del lavoro per 28 dipendenti, 5 interinali e 4 di una ditta d’appalto, per un totale di  37  posti persi, senza poi contare l’indotto portuale che lavora sui carichi di grano che rappresentano la metà del traffico commerciale del porto di Imperia”.

A scrivere è il gruppo consiliare di Sinistra Ecologia e Libertà in Regione e il coordinamento regionale del partito di Nichi Vendola. “Va anche chiarito che questo sarebbe solo l’inizio di una dinamica che porterebbe inevitabilmente alla chiusura di tutta la fabbrica, essendo il mulino il cuore produttivo della stessa, e quindi al licenziamento di tutti i 130 dipendenti in organico.

Errate scelte del management della Colussi e un marketing sbagliato sono tra le cause primarie della crisi di una azienda  strategica per Imperia che va salvata mantenendo gli attuali livelli occupazionali.

SEL- proseguono –  è consapevole che la crisi del pastificio Agnesi si inserisce in una più generale crisi del territorio imperiese da cui solo una sinergia positiva tra istituzioni, attori sociali, associazionismo, lavoratori può indicare una strada di uscita, una strada radicalmente diversa da quella intrapresa fino ad oggi”.

“Il gruppo consiliare di SEL Liguria ha approvato, insieme a tutto il Consiglio regionale,  un ordine del giorno con il quale si impegnano il Presidente e la Giunta regionale ad intervenire presso la Colussi per fermare l’annunciata chiusura del Mulino”  – dichiara il capogruppo regionale Alessandro Benzi – ma, a fronte dell’aggravarsi della situazione, sarebbe opportuno che la Regione Liguria si impegnasse ulteriormente, attivando ogni strumento utile, anche per esempio i fondi europei della prossima programmazione, per promuovere progetti specifici che valorizzino i prodotti di eccellenza nel campo agroalimentare come quelli realizzati dal Pastificio Agnesi la cui lavorazione si realizza ad Imperia”.

“L’attenzione su questa vertenza vitale deve rimanere alta – prosegue  Carla Nattero del Coordinamento regionale di Sel – “ occorre scongiurare la chiusura di Agnesi e salvaguardare le attività del pastificio.

Chiediamo alla Regione Liguria di favorire il rilancio del marchio Agnesi come un marchio di qualità in grado di competere come prodotto di eccellenza sui mercati nazionali ed internazionali. Imperia non può permettersi di perdere una delle ultime attività manifatturiere rimaste sul territorio, lo storico simbolo della sua tradizione nel settore agroalimentare.  Non solo non ci rassegniamo al fatto che possano essere perduti ulteriori posti di lavoro ma riteniamo che il modello di sviluppo dell’imperiese debba radicalmente cambiare, debba abbandonare la rendita speculativa e immobiliare che ha impoverito il nostro territorio  a favore di uno sviluppo misto (agroalimentare, portuale, turistico, culturale) che possa, al contrario, valorizzarne le potenzialità. E’ necessario Investire, per esempio, per realizzare il distretto agro-alimentare che da dieci anni attende di essere effettivamente attuato.”.

Dal 28 febbraio è prevista la chiusura del Mulino, cosa che comporterebbe la perdita del lavoro per 28 dipendenti, 5 interinali e 4 di una ditta d’appalto, per un totale di  37  posti persi, senza poi contare l’indotto portuale che lavora sui carichi di grano che rappresentano la metà del traffico commerciale del porto di Imperia.

Va anche chiarito che questo sarebbe solo l’inizio di una dinamica che porterebbe inevitabilmente alla chiusura di tutta la fabbrica, essendo il mulino il cuore produttivo della stessa, e quindi al licenziamento di tutti i 130 dipendenti in organico.

Errate scelte del management della Colussi e un marketing sbagliato sono tra le cause primarie della crisi di una azienda  strategica per Imperia che va salvata mantenendo gli attuali livelli occupazionali.

SEL è consapevole che la crisi del pastificio Agnesi si inserisce in una più generale crisi del territorio imperiese da cui solo una sinergia positiva tra istituzioni, attori sociali, associazionismo, lavoratori può indicare una strada di uscita, una strada radicalmente diversa da quella intrapresa fino ad oggi.

“Il gruppo consiliare di SEL Liguria ha approvato, insieme a tutto il Consiglio regionale,  un ordine del giorno con il quale si impegnano il Presidente e la Giunta regionale ad intervenire presso la Colussi per fermare l’annunciata chiusura del Mulino”  – dichiara il capogruppo regionale Alessandro Benzi – “ma, a fronte dell’aggravarsi della situazione, sarebbe opportuno che la Regione Liguria si impegnasse ulteriormente, attivando ogni strumento utile, anche per esempio i fondi europei della prossima programmazione, per promuovere progetti specifici che valorizzino i prodotti di eccellenza nel campo agroalimentare come quelli realizzati dal Pastificio Agnesi la cui lavorazione si realizza ad Imperia”.

“L’attenzione su questa vertenza vitale deve rimanere alta” – prosegue  Carla Nattero del Coordinamento regionale di Sel – “ occorre scongiurare la chiusura di Agnesi e salvaguardare le attività del pastificio.
Chiediamo alla Regione Liguria di favorire il rilancio del marchio Agnesi come un marchio di qualità in grado di competere come prodotto di eccellenza sui mercati nazionali ed internazionali. Imperia non può permettersi di perdere una delle ultime attività manifatturiere rimaste sul territorio, lo storico simbolo della sua tradizione nel settore agroalimentare.  Non solo non ci rassegniamo al fatto che possano essere perduti ulteriori posti di lavoro ma riteniamo che il modello di sviluppo dell’imperiese debba radicalmente cambiare, debba abbandonare la rendita speculativa e immobiliare che ha impoverito il nostro territorio  a favore di uno sviluppo misto (agroalimentare, portuale, turistico, culturale) che possa, al contrario, valorizzarne le potenzialità. E’ necessario Investire, per esempio, per realizzare il distretto agro-alimentare che da dieci anni attende di essere effettivamente attuato.”.