PORTO. CANTIERE PALAZZINE. SOPRALLUOGO DEL COSTRUTTORE TASCA:”CALTAGIRONE CLIENTE DIFFICILE, QUI TUTTI FALLITI TRANNE NOI”/ É SCONTRO CON LA GO IMPERIA

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Sopralluogo questa mattina presso i cantieri delle opere a terra del porto turistico di Imperia da parte di Gianni Tasca, titolare dell’impresa Aldo Tasca. La Aldo Tasca è la società cui Caltagirone affidò i lavori di realizzazione delle opere a terra dello scalo. I lavori sono fermi orma da anni, ma la società veneta è ancora responsabile, in qualità di custode giudiziario, dell’area attualmente fuori dalla concessione in capo alla “Go Imperia”.

Avvicinato dal cronista di ImperiaPost, Tasca ha spiegato: “Siamo qui per controllare la situazione, per la consueta manutenzione. Vogliamo sistemare l’area, mettere in ordine. Denunce penali sull’area? Non mi risulta. So di aver perso un sacco di soldi per questo cantiere. Sono spariti tutti e non so di chi sia la colpa. Caltagirone? È un cliente un po’ difficile. Tutte le imprese che hanno lavorato in questo porto sono fallite, tranne noi. Diciamo che chi ha lavorato per lui é stato stritolato. I materiali all’interno dell’area? Sono nostri solo in parte. Della nostra società la responsabilità dell’area? No. Perché allora siamo qui? Le recinzioni, quelle sono nostre, per la manutenzione. Si devono ancora stabilire le limitazione del cantiere, in particolare per quel che concerne le aree demaniali. Chiedete alla Go Imperia comunque”.

Abbiamo così contattato l’amministratore unico della “Go Imperia” Vincenzo Costantini per avere chiarimenti sulla situazione. “L’area strettamente cantieristica é di competenza della società Aldo Tasca – spiega Costantini – In particolare la recinzione di tutta l’area. La società Aldo Tasca doveva custodire e provvedere alla manutenzione dell’area. Quella che è stata fatta sino ad oggi però non è certamente stata una custodia. Ma siccome noi stavamo pagando una cifra per il mantenimento della recinzione, abbiamo inviato una contestazione formale. La cifra? Prima erano 60 mila euro al mese, poi 50 mila. Da quando siamo arrivati noi si è passati a 10 mila euro al mese.
“Credo comunque che dovremo delimitare ulteriormente l’area di cantiere, così che alla società Aldo Tasca rimarrà solo una porzione dove ora insistono i materiali di sua proprietà e di proprietà delle società ad oggi fallite. Noi ci occuperemo invece dell’area che avrebbe dovuto ospitare lo yacht club. Penseremo noi a ripulirla, perché è un immondezzaio. C’è da fare un lavoro immenso sui materiali”.