IMPERIA. “SENTINELLE IN PIEDI” CONTRO LE UNIONI CIVILI. “IN PIAZZA PER LA FAMIGLIA. CI AUGURIAMO NON SI RIPETANO CONTESTAZIONI, CON INSULTI E OFFESE”/IL PRESIDIO ALLE 18

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Alle ore 18 di fronte al Comune di Imperia si terrà il presidio delle
“Sentinelle in piedi” contro le unioni civili e a favore della famiglia

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Questo pomeriggio alle ore 18 di fronte al Comune di Imperia si terrà il presidio delle “Sentinelle in piedi” contro le unioni civili e a favore della famiglia.

“Ci siamo. Oggi, sabato 23 maggio e domani domenica 24 le Sentinelle in Piedi veglieranno in 100 piazze italiane. Da Nord a Sud, da Est a Ovest, questa rete di persone, accomunate dalla passione per l’uomo e l’amore per la nostra società, si darà appuntamento nei principali centri italiani e resterà in silenzio, per un’ora leggendo un libro.

Non per una protesta, non per una manifestazione, ma per una testimonianza libera e pubblica. Per affermare il legame con la realtà che si cerca di dimenticare e quindi per esprimere dissenso verso provvedimenti legislativi che annientano la nostra società distruggendo la famiglia e per affermare la bellezza dell’essenza di ciascuno di noi, in quanto uomini e donne.

Pubblicamente testimonieremo il nostro no al testo sulle cosiddette “unioni civili” in discussione al Parlamento, che equipara le unioni fra persone dello stesso sesso al matrimonio e apre la strada all’abominevole pratica dell’utero in affitto, ribadiremo il nostro no ad ogni tentativo di introdurre l’ideologia gender nelle scuole in particolare all’emendamento, approvato dalla Camera, inserito nella riforma della scuola.

Rimarcheremo la pericolosità di un testo, il ddl Scalfarotto, che vuole introdurre il reato di opinione costruendolo sull’omofobia, termine studiato a tavolino per zittire chi non si allinea al pensiero unico. Ma saremo in piazza soprattutto per dire sì alla famiglia, cellula fondante della nostra società, sì al diritto di ogni bambino a crescere con il suo papà e la sua mamma, sì a una società che non rinneghi, bensì valorizzi la ricchezza di ciascun individuo e riconosca il bene oggettivo inscritto in ognuno di noi e nella nostra essenza di uomini e donne.

Le 100 piazze per la famiglia si sono aperte domenica 17 maggio a Sassari e subito la città ha avuto modo di sperimentare come già ora stia diventando impossibile stare in silenzio fermi a leggere in una piazza. Un gruppo di contestatori infatti ha invaso la piazza regolarmente occupata dalle Sentinelle in Piedi insultando, offendendo, denigrando e schernendo i veglianti. Il tutto senza che le Forze dell’Ordine, presenti proprio per garantire il regolare svolgimento della veglia, intervenissero in alcun modo. Ci chiediamo come mai e soprattutto auspichiamo che quanto accaduto non si ripeta questo fine settimana: sarebbe l’ennesima conferma che in questo Paese non è più possibile esprimersi liberamente, come avviene nei regimi totalitari.

Emblematico quello che è accaduto a Rovereto: la veglia era stata regolarmente comunicata e fissata per sabato 23 maggio, tuttavia con una prescrizione di 3 pagine la Questura ne ha vietato lo svolgimento, mettendo nero su bianco la verità: ovvero che sussistono timori di “iniziative non preavvisate accompagnate da comportamenti finalizzati a volte anche a ingaggiare scontri diretti”.

Nella prescrizione si cita l’episodio del 5 ottobre scorso, quando un gruppo di anarchici ha aggredito e ferito alcune Sentinelle giunte sul posto poco prima della veglia. Insomma, siccome potrebbero arrivare dei violenti con l’intento di far del male a chi veglia, si cede alla logica di chi vuole impedire la libertà di espressione.

È arrivato il momento in cui non è più possibile stare a guardare: quando la famiglia viene minacciata, quando il matrimonio è attaccato nella sua sostanza, quando i bambini diventano oggetto di diritto, quando l’essenza stessa dell’essere umano è violata nella sua natura di uomo o di donna, occorre fare qualcosa. Arriva il momento in cui ciascuno è chiamato a fare la propria parte per non essere complice dell’altra. Quel momento è adesso!”.

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