IMPERIA. DENTRO LE CUCINE DELLA SERIS PER L’ESAME DA CUOCO. ECCO COME FUNZIONA IL “MASTERCHEF COMUNALE”/IL REPORTAGE

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Sono in corso in queste settimane gli esami per selezionare i cuochi e gli aiuto cuochi che, una volta assunti a tempo indeterminato dalla Seris, società partecipata del Comune di Imperia incaricata della gestione del servizio di refezione scolastica, presteranno servizio nelle mense comunali imperiesi. ImperiaPost ha voluto assistere a una prova d’esame per cuochi.

L’ESAME DA CUOCO

L’appuntamento è per le 13.30 di fronte all’ingresso di refettorio e cucina del plesso scolastico Sauro di via Gibelli alle ex Ferriere. Al nostro arrivo sono presenti circa una decina di candidati. La tensione è palpabile, tipica dell’atmosfera pre-esame. Gli aspiranti cuochi si ripetono a vicenda ricette e nozioni su alimentazione e norme di sicurezza in cucina.

L’esame è suddiviso in due parti. Pratica, con la preparazione di un piatto estratto a sorte (15 le possibilità), e orale, con domande che spaziano dalla normativa haccp, in particolare sicurezza e igiene sul posto di lavoro, sino ai rapporti di lavoro e alle principali nozioni nel campo dell’alimentare e del nutrizionale.

Tre i candidati per ogni sessione, che verranno giudicati da una speciale Commissione composta dal dirigente del settore servizio sociali del Comune di Imperia dott.ssa Sonia Grassi, da un nutrizionista, dott. Graziano Mauri, da un tecnico alimentare, dott. Alessio Armelio, e da uno chef professionista, Davide Cane del ristorante “Il Gambero”.

Si aprono le porte. Si entra nel refettorio. Una fila di sedie destinata ai candidati e di fronte un tavolo rettangolare riservato alla Commissione. Vengono chiamati i primi tre candidati. Scelgono da un’ampolla tre bigliettini: sono le pietanze che dovranno cucinare. Filetto di platessa in umido, Seppie in umido con piselli, Filetto di pollo salvia e limone.

Si parte. Tutti e tre i candidati entrano in cucina e osservati dai membri della Commissione, con tanto di penna e block notes, iniziano a preparare i piatti estratti. Una sorta di “Masterchef comunale”. Nella cucina c’è tutto l’indispensabile. Freezer con surgelati, frigo, fornelli, forno, dispensa, stoviglie, pentole e posate. Un’addetta alla cucina fornisce ai tre candidati tutto l’occorrente. Ogni tanto gli aspiranti cuochi (in realtà già con una certa esperienza alle spalle, anche nelle stesse mense comunali) chiedono consigli allo chef Davide Cane.

La preparazione delle pietanze termina in circa 40 minuti, impiattamento compreso. Infine spazio alla pulizia e all’igienizzazione della cucina.

Terminata la prova pratica, i piatti vengono disposti su un carrello, a disposizione della Commissione per l’assaggio. I membri assaporano il gusto, valutano la consistenza, i sapori, poi esprimono la loro valutazione scritta.

Messi da parte i piatti, inizia la prova orale. Una decina di domande a testa. Tra un candidato e l’altro la Commissione si riunisce e dopo pochi minuti di conclave esprime il verdetto. Assunto, non assunto. Di tre candidati solo uno ce l’ha fatta. Agli altri auguriamo le migliori fortune lavorative.

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