23 Luglio 2024 11:40

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23 Luglio 2024 11:40

ADDIO NASCITE ALL’OSPEDALE DI IMPERIA. DOPO UN MESE DI POLEMICHE L’ASL ESCE ALLO SCOPERTO:”OSTETRICIA A SANREMO PERCHÈ…” /LA REPLICA

In breve: L'ASL dopo settimane di polemiche ha diffuso una nota stampa con la quale spiega nel dettaglio i motivi che hanno portato alla decisione di chiudere il reparto di ostetricia dell'Ospedale di Imperia per allestire un unico punto nascite a Sanremo.

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L’ASL dopo settimane di polemiche ha diffuso una nota stampa con la quale spiega nel dettaglio i motivi che hanno portato alla decisione di chiudere il reparto di ostetricia dell’Ospedale di Imperia per allestire un unico punto nascite a Sanremo.

Nel documento si legge che il punto nascite unico è necessario “per garantire un più adeguato livello di assistenza alla donna e al bambino” e per quanto riguarda la scelta di Sanremo perchè “l’analisi dei flussi di mobilità dimostra che i due terzi delle donne che partoriscono nella nostra provincia provengono dalla zona di Ventimiglia e Sanremo”.

ECCO IL TESTO

Nessuno di coloro che hanno scritto in questi giorni sui quotidiani e soprattutto sui social media si è posto la domanda principale:
Perchè è necessario progettare un unico punto nascite nella nostra provincia?

La risposta è

1) necessità di garantire un più adeguato livello di assistenza alla donna al bambino concentrando le nascite in un centro specializzato in grado di assistere gli attuali 130 parti (in oggi a Imperia si fanno 674 parti, mentre a Sanremo 626) e con gli standard previsti dalla normativa per i punti nascita con oltre 100 parti/anno.

2) Attenta analisi del dato epidemiologico e del tasso di natalità e fecondità (continua decrescita delle nascite nella nostra provincia) con una previsione superiore di poco i 1000 parti nel 2020.

3)Previsione che nei prossimi anni uno dei punti nascita non supererà i 500 parti (standard minimo previsto dal ministero e dalle linee guida internazionali) con conseguente possibile chiusura di uno dei due.

E ancora:

Perchè unificare presso lo stabilimento di Sanremo?

la risposta è

1) L’analisi dei flussi di mobilità dimostra che i due terzi delle donne che partoriscono nella nostra provincia provengono dalla zona di Ventimiglia e Sanremo, solo un terzo proviene dal distretto imperiese.

2) baricentricità della sede di Sanremo

3)identificazione dell’ospedale di Sanremo come sede dell’emergenza nella rete ospedaliera della ASL 1, progetto iniziato due anni fa per l’esigenza di razionalizzare l’offerta dei servizi e di ridurre i recapiti doppioni o triploni.

In ogni caso il progetto ASL prevede di mantenere tutte le principali tappe del percorso nascita nei distretti affinchè nel reparto fisiologico solo l’atto finale sia eventualmente ospedalizzato. Così come è previsto il mantenimento della guardia pediatrica e ginecologica nello stabilimento di Imperia oltre ai letti di osservazione breve pediatrica.

Pertanto dato atto della necessità di unificare il punto nascita per garantire maggiori e migliori standard alla donna e al bambino resta il fatto che in oggi nessuno dei due reparti funzionanti è in grado di garantire gli standard sopra indicati e necessitano entrambi di interventi di ampliamento e ristrutturazione con costi equivalenti (stima 800/900000 €).

Per quanto riguarda infine l’affermazione “alla faccia della spending review!” è doveroso osservare che le spese di investimento già sostenute e quelle che si dovranno sostenere sono “una-tantum”, mentre le economie derivanti dall’accorpamento (stimabili in circa 450mila €) sono “a regime” e, pertanto, reperibili negli anni a venire. Si evidenza, infatti, che progetti come questi, nati da esigenze prioritariamente cliniche-assistenziali abbiano poi ricadute significative sul miglior utilizzo delle risorse umane potenziando servizi sul territorio che in oggi sono più critici e che saranno sempre più strategici nell’evoluzione del sistema sanitario.

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