IMPERIA. PROCESSO CASA SCAJOLA. L`ING. DE CICCO IN AULA:”I LAVORI SONO STATI PAGATI CON I SOLDI DI…”/ L’UDIENZA

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Imperia – Nuova udienza questa mattina in tribunale, dinnanzi al giudice monocratico Leopardi, per il processo che vede imputati con l’accusa di finanziamento illecito, relativamente ai lavori di ristrutturazione a Villa Ninina, l’ex Ministro Claudio Scajola e Ernesto Vento, amministratore della società Ar.co., esecutrice materiale dei lavori. In totale sono otto le opere contestate, realizzate dalla ditta Arco tra il 2004 e il 2010 per un valore, secondo la Procura, superiore a quello realmente pagato poi da Claudio Scajola che avrebbe così beneficiato di un finanziamento illecito.Stamani sono tornati in aula l’ing. Giovanni De Cicco, all’epoca direttore dei lavori di ristrutturazione, e altri artigiani che hanno eseguito opere nell’ambito della realizzazione del campo di calcetto e degli attigui spogliatoi.

L’udienza è iniziata con le domande dell’avvocato di Ernesto Vento, Alessandro Moroni, all’ing. De Cicco, seguite dal controesame del Pubblico Ministero Alessandro Bogliolo.

“Sul piano contrattuale – racconta De Cicco – c’era un rapporto di fiducia. Lavoravamo in economia e in questo caso siccome era un lavoro importante, abbiamo pensato che Scajola avesse i mezzi per sostenere la spesa. Sua suocera aveva un terreno che voleva vendere e contemporaneamente noi cercavamo un terreno edificabile per costruire delle case. Abbiamo comprato il terreno della suocera di Scajola e la stessa, una volta venduto il terreno, ha dato una parte della somma alla figlia, moglie dell’onorevole, circa 400 mila euro. È passato molto tempo dall’inizio dei lavori al 2008, giorno in cui la moglie pagò.

Perchè tanto tempo per il primo pagamento? Era un terreno difficile da vendere in quanto c’era un problema di carattere urbanistico, poi fu approvata una variante dal Comune e fu possibile acquistarlo. Il terreno fu acquistato dalla società ‘Residenza Cascine srl’. I pagamenti per la realizzazione delle opere furono dilazionati. Il primo lavoro a villa Ninina lo eseguimmo per conto del Ministero. L’impresa Arco faceva tutta la parte edilizia, mentre tanti altri lavori come gli impianti elettrici, di riscaldamento, la piscina, il Ministro li faceva fare a degli artigiani che pagava direttamente. Io davo un’occhiata ai prezzi dei preventivi e davo l’ok. I lavori di perfezionamento li ha fatti la Ar.co con tecnici esterni: i muri a secco li facevano i turchi. Tra gli immigrati che lavorano nell’edilizia i turchi sono i più portati. I muri li hanno fatti loro, il Ministro li ha pagati direttamente. La finitura edilizia del campetto fu fatta da degli specialisti, un’impresa di Mondovì”.

Il PM Bogliolo: Le Cascine Srl ha acquisito il terreno della suocera di Scajola lei era socio di quella società?
De Cicco: Ero socio, gli altri erano Ivo De Michelis, Piero Gorlero, Giuseppe Saglietto, Luigi Pareti. La società fu costituita ad hoc per quell’affare.
Il PM Bogliolo: È a conoscenza globalmente di quanti operai operavano nella villa?
De Cicco: Non ricordo, qualcuno senz’altro.
Il PM Bogliolo: Fino al 2008 gli operai erano pagati regolarmente dalla società Ar.co?.
De Cicco: Io quando ho un debito presso molto il committente, gli operai erano stati tutti regolarmente pagati.
Il PM Bogliolo: È i materiali venivano regolarmente pagati?
De Cicco: Gaggero e Vento cercavano di ottenere delle dilazioni, 90-120 gg. L’impresa era regolare nei pagamenti.
Il PM Bogliolo: La valutazione economica fatta in questo appalto dalla società Ar.co veniva utilizzata anche in altri casi. Il pagamento era collegato a eventi ipotetici o possibili come nella vendita del terreno?
De Cicco:”Il fatto di praticare dilazioni anche lunghe era consuetudine, Giulio Riva ha detto alla ditta Ar.co: ti faccio fare il lavoro se posso pagare in due anni. In questo caso, (quello di Scajola) i 4 anni di tempo non era il massimo delle aspirazioni dell’impresa. Il computo metrico estimativo non lo feci io. È stato fatto in modo informale, andavamo dal committente in via verbale gli sottoponevamo i costi”.

È la volta dell’agente di polizia Andrea Di Domenico, responsabile della sicurezza dell’ex Ministro Scajola: “Conosco Claudio Scajola  dal giugno del 2001 quando fu nominato Ministro dell’Interno. Ero il responsabile del Servizio di protezione alla persona, del sistema di sicurezza di Scajola fino al novembre del 2009, poi il livello nel 2010 fu abbassato e mi occupai di altro. Lo seguivo dappertutto. Il 90% delle volte lo seguivamo h24 fino a casa quando era protetto da altro personale, dai Carabinieri. Nel 2001 abitava in piazza della Vittoria a Imperia. Spesso andava a fare dei sopralluoghi nella villa per vedere il giardino e dare indicazioni ai giardinieri e poi i lavori di ristrutturazione della casa. La casa aveva bisogno di lavori di ristrutturazione. Ci occupammo anche della sicurezza in eventi particolari come quando invitò il Ministro Sarkozy o per la ricorrenza del matrimonio. Il nostro compito era garantire la sicurezza fino all’ingresso, io lo seguivo a volte fino a dentro casa. Posso ricordare una signora bravissima come decoratrice, e poi ricordo i turchi per come hanno realizzato i muretti con delle pietre con mezzi rudimentali, faceva piacere guardarli per la loro maestria. Ho avuto modo di vedere il campetto ma non sono riuscito a vedere l’erba posata. I turchi lavorarono anche ai muretti del campetto, è la stessa mano”.

L’avvocato Alessandro Moroni interroga i testi per alcune conferme:

Roberto Colagiovanni: “Io faccio impianti idrotermo-sanitari. Abbiamo fatto dei lavori anche all’esterno, nel campetto di calcio con tubazioni. Per quanto riguarda i lavori del campetto fui pagato da Scajola. Erano intorno ai 20 mila euro”.

Piero Gorlero: Sono amministratore GBC impianti elettrici. Sì ho fatto dei lavori nel giardino e dal campo di calcio”.

Damiano Donatiello: “Mi occupavo della contabilità di Arco fino al 2013. Per ogni partita c’erano i costi, gli incassi e le fatture”.

Franco Zanchetta: “Noi costruiamo recinzioni. Abbiamo fatto un campo da tennis per Scajola. Noi siamo stati segnalati dalla “Mondo,” ditta che segue l’erba sintetica, la trattativa era stata fatta con il geometra. Reteplastic ha fatturato a Scajola, indicativamente sui 30 mila euro. Abbiamo ricevuto acconti da 3 mila euro e poi un assegno da 17 mila euro con 3% di sconto firmato da Scajola”.

Giampaolo Lupi: Io faccio serramenti, finestre e porte. Feci i serramenti degli spogliatoi. Sono stato pagàto da Scajola, qualche migliaia di euro”.

L’udienza è stata rinviata al prossimo 8 aprile, giorno in cui saranno sentiti, il titolare della ditta Masala, i due periti di parte e uno nominato dal Pubblico Ministero. Nella stessa data saranno sentiti anche i due imputati, Claudio Scajola ed Ernesto Vento. Il prossimo 20 maggio, invece ci sarà la discussione e probabilmente anche la sentenza.