IMPERIA. LETTERA DAL CARCERE PER FAR RITRATTARE LE ACCUSE AI TESTIMONI. IN DUE A PROCESSO PER INTRALCIO ALLA GIUSTIZIA /LA STORIA

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Si fa sempre più intricata la vicenda relativa al giro di usura e estorsione che, al termine di una lunga indagine
dei Carabinieri e del conseguente processo, ha visto condannato Andrea De Iaco a 8 anni e 11 mesi di carcere

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Si fa sempre più intricata la vicenda relativa al giro di usura e estorsione che, al termine di una lunga indagine dei Carabinieri e del conseguente processo, ha visto condannato Andrea De Iaco a 8 anni e 11 mesi di carcere. Lo stesso De Iaco, infatti, accusato di essere al centro di un vero e proprio circuito di prestiti e usura, risulta imputato anche in un altro procedimento parallelo, con l’accusa di intralcio alla giustizia. 

Nel dettaglio, De Iaco avrebbe spedito dal carcere, dove era detenuto proprio per l’accusa di usura, una lettera a R.C., 39 anni di Imperia, anch’egli a processo con l’accusa di intralcio alla giustizia,  con la quale offriva alle vittime di usura, parti offese nel processo che vedeva sul banco degli imputati proprio De Iaco (tra le quali anche l’ex assessore Antonio Gagliano), il pagamento delle spese legali in cambio del ritiro di tutte le accuse in sede processuale.

Nella lettera inoltre venivano “paventate gravi conseguenze lesive per i dichiaranti laddove non avessero ritrattato”. La missiva però è stata intercettata dagli inquirenti che hanno così denunciato sia De Iaco che Campagna per intralcio alla giustizia.

I due imputato sono difesi rispettivamente dagli avvocati Nicola Ditta e Giovanni Di Meo. Secondo i legali il contenuto della lettera inviata da De Iaco sarebbe stato travisato.

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