21 Luglio 2024 07:19

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21 Luglio 2024 07:19

VENTIMIGLIA. IL MINISTRO ALFANO NEGA L’INCONTRO AL SINDACATO DI POLIZIA CHE INTERVIENE CON UNA LETTERA APERTA/I DETTAGLI

In breve: la sezione provinciale di Imperia del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia ha reso pubblica la lettera indirizzata direttamente al ministro per sollicitare il suo intervento immediato per porre rimedio alla pesante situazione che vede come protagonisti i migranti a Ventimiglia.

ALFSIULP

In merito alla visita di questa mattina, 7 maggio 2016, da parte del ministro Alfano in quel di Ventimiglia per decidere delle sorti del centro di raccoglimento migranti, conclusosi con la decisione della sua chiusura, la sezione provinciale di Imperia del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia ha reso pubblica la lettera indirizzata direttamente al ministro per sollicitare il suo intervento immediato per porre rimedio alla pesante situazione che vede come protagonisti i migranti a Ventimiglia. Ecco il testo:

Signor Ministro,
non essendo stata concessa la possibilità di poterLa incontrare oggi a Ventimiglia, in occasione
della Sua visita alla città e ritenendo importante rappresentarLe la difficile quanto drammatica situazione
lavorativa nella quale, agiscono, senza soluzione di continuità, tutti gli operatori delle forze di polizia presenti
su questa difficile zona di confine e quelli della Polizia di Stato in modo particolare, oltremodo impegnati a
preservare l’ordine e la sicurezza pubblica in un territorio, martoriato, da ultimo, da uno smisurato quanto
drammatico problema connesso con i flussi migratori, che nell’ultimo anno ha assunto dimensioni abnormi, (lo
stanziamento di migranti sugli scogli di Ventimiglia per tutta la scorsa stagione estiva aveva anche a livello
mediatico fatto i l giro del mondo) Le invio la presente.

In merito a quanto sopra, a questa O.S. preme sottolinearLe, per un Suo autorevole intervento
che, la zona del ponente ligure e Ventimiglia in particolare sia uno dei canali strategici di transito per il
raggiungimento degli altri Paesi Europei ove la massa umana che fugge dalla guerra e dalla miseria è diretta.
In questo scenario, del quale Lei sicuramente oggi avrà piena contezza, quello che emerge in
maniera preponderante è l’abnorme sproporzione tra il fenomeno costituito dall’imponente quanto
multietnico numero di migranti che si è quotidianamente chiamati a “trattare/gestire” per i quali si ipotizza un
esponenziale aumento con l’arrivo dell’imminente stagione estiva, e i ridottissimi quanto stremati organici
delle forze di polizia effettivamente a disposizione (organici di gran lunga inferiori anche a quelli
normativamente previsti dall’obsoleto D.M. del 1898 sia per numero che per qualifica, con particolare
deficienza di sottoufficiali).

Organici della Polizia di Stato dell’intera provincia e in particolare della Questura, dei due
distinti Commissariati di P.S. di Sanremo e Ventimiglia, già da anni in sofferenza, che rivelano l’impotenza
concreta di poter far fronte ai bisogni di sicurezza della cittadinanza di tutta la provincia di confine, con
vocazione turistica che nei mesi estivi arriva tranquillamente a raddoppiare la popolazione, anche rispetto ai
non meno importanti problemi connessi con la micro criminalità, il contrasto al commercio abusivo, alla
prostituzione e non ultimo al traffico di sostanze stupefacenti.

Si sottolinea, come, ad esempio, nonostante gli immani sforzi, il Commissariato di P.S. di
Sanremo abbia dovuto far fare doppi o tripli turni di servizio per esprimere almeno una volante a turno o il
Commissariato di P.S. di Ventimiglia, ultimo presidio italiano di legalità, proprio l’altro ieri, 5 maggio non sia
riuscito ad esprimere neppure una “volante” sulla sera e ieri, 6 maggio quella sul pomeriggio.
L’attuale situazione geopolitica internazionale determinatasi impegna alacremente, nella città
di confine, tutto il personale della frontiera e non solo, nelle specifiche operazioni di “riammissione”, ora
“respingimenti”, che quotidianamente si concretizzano con le forze dell’ordine francesi rispetto al comune
fenomeno dei clandestini/irregolari (che oscillano tra i 50-70 al giorno).

Per quanto concerne specificatamente il personale della Questura di Imperia, relativamente
all’aspetto strettamente migranti, l’Ufficio Immigrazione è al collasso! N nel particolare l’assolvimento degli
obblighi previsti dalla vigente normativa degli “accompagnamenti” nazionali, relativa agli irregolari individuati
sul territorio della provincia di Imperia, da “accompagnare” presso i centri CIE dislocati pressoché tutti nel Sud
Italia, ha assunto, per la Questura di Imperia il carattere della “quotidianità”, con un impiego ed impegno di
risorse umane impari rispetto alle reali potenzialità degli organici e dei mezzi disponibili, servizio
particolarmente oneroso che sta lentamente ma inesorabilmente logorando psico-fisicamente tutto il
personale a ciò preposto, pregiudicando altresì la funzionalità e l’efficienza di tutto l’apparato sicurezza in
provincia.

Personale inviato da Imperia a Caltanisetta piuttosto che a Bari, ecc. ecc., servizi che
evidentemente incidono pesantemente sotto il profilo lavorativo/familiare essendo costretto il personale ad
assentarsi dal proprio Ufficio e dalla propria famiglia per più giorni.

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