DA IMPERIA A TOKYO. ELEONORA SI TRASFORMA IN “YURIKO TIGER”, MODEL-COSPLAYER FAMOSA IN TUTTO IL GIAPPONE. “IN POCHI CREDEVANO IN ME, MA IO…” /L’INTERVISTA

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Eleonora Guglielmi, nata e cresciuta a Imperia, adesso ventitreenne, vive stabilmente a Tokyo e, con il nome di Yuriko Tiger, è diventata la seconda persona italiana più famosa in Giappone. Imperiapost l’ha incontrata per farle raccontare la sua storia.

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A 19 anni è partita da sola per il Giappone, per inseguire i suoi sogni. Parlava poco inglese e qualche parola di giapponese e non aveva nessuna sicurezza di trovare opportunità, ma la sua passione era talmente forte che non ha avuto esitazioni. Eleonora Guglielmi, nata e cresciuta a Imperia, adesso ventitreenne, vive stabilmente a Tokyo e, con il nome di Yuriko Tiger, è diventata la seconda persona italiana più famosa in Giappone. Imperiapost l’ha incontrata, approfittando del suo ritorno a Imperia per qualche giorno, per farle raccontare la sua storia.

COME TUTTO È INIZIATO

Da quando ho 11 anni sono appassionata del Giappone, di fumetti, di cartoni animati e di tutto il mondo manga”, spiega, “dal 2008 ho iniziato a travestirmi come i personaggi di queste storie e a gareggiare per il miglior costume, inoltrandomi nel mondo del cosplay. Il mio amore per la cultura giapponese non solo è nato, ma è scoppiato. Volevo viverlo a 360 gradi io stessa, ma anche condividerlo con gli altri, solo che in Italia è poco conosciuto.

Da quando avevo 15 anni lavoravo in panetteria, mentre a casa mi dedicavo alla mia vera passione. Ho iniziato come autodidatta: mi occupavo del trucco, dei vestiti, delle parrucche. Ho finito per vestirmi in stile manga 24 ore su 24. I miei genitori hanno sempre pensato che questa passione si sarebbe fermata prima o poi, finché non ho preso un aereo per andare a vivere in Giappone, a 19 anni. Lì hanno capito che facevo sul serio.

Pochissime persone credevano in me, specialmente a scuola hanno sempre cercato di tarparmi le ali, i compagni mi bullizzavano considerandomi ‘la sfigata che ama il Giappone’. I professori mi hanno sempre detto che il mio sogno non si sarebbe mai realizzato. Ma io non ho mai ceduto”.

LA SCELTA DEL NOME GIAPPONESE

Il mio nome, Yuriko Tiger, rappresenta i due lati di me. ‘Yuriko’ l’ho scelto a 14 anni: era il nome di un personaggio di un videogioco di lotta che raffigurava una ragazza piccola e minuta, ma che all’occorrenza si trasformava in una gatta fortissima. In giapponese significa ‘la ragazza del giglio’, un’immagine dolcissima.

Questa prima parte rappresenta il lato dolce e impaurito della mia personalità, ma che all’occasione usa la grinta necessaria per affrontare il mondo. ‘Tiger’ l’ho aggiunto poco prima di partire per il Giappone, in un momento in cui avevo bisogno di diventare più forte e di tirare fuori il coraggio che non avevo. Dovevo trasformarmi da gatta a tigre per riuscire a partire da sola e a realizzare i miei progetti”.

UNA VOLTA IN GIAPPONE: LA SVOLTA

“Dopo i primi 3 mesi di ambientamento ho capito che quello era il mio mondo, sono dovuta tornare in Italia perché il visto era scaduto ma ho deciso di ripartire subito per il Giappone per viverci e per lavorare. In poco tempo sono subito stata notata e ho avuto moltissime esperienze lavorative nel mondo del cosplay, raggiungendo importanti traguardi: ora lavoro come modella per eventi, mi occupo di una rivista tutta mia, chiamata Cosplay Channel, gestisco un programma radio, sono ambasciatrice e icona cosplay per diverse società di intrattenimento come la Bandai Namco e la Sugoi Japan.

Tantissime esperienze che qui in Italia sarebbero state impossibili”, continua, “Sono stata sul red carpet per l’anteprima nazionale del film Suicide Squad a Tokyo, impersonando Harley Queen, sono una modella professionale per eventi di videogiochi, fumetti e tutto ciò che riguarda il modo del cosplay e del manga. Sono ambasciatrice del videogioco Tekken 7, mi esibisco agli eventi per promuovere il prodotto, vado ai meeting per incontrare i fan, fare foto, vendere le mie stampe”.

ESSERE TALENT-MODEL-COSPLAYER

“Definire in italiano ciò che faccio è difficile” spiegaLà sono un talent, in sostanza sono una tuttofare in campo artistico. Ballo e canto in giapponese, mi creo i costumi dei personaggi dei fumetti e cartoni giapponesi, mi trucco, poso per le copertine delle riviste. Ho studiato un po’ di make up a Bologna in un periodo in cui sono tornata in Italia, ma per il resto ho imparato con l’esperienza. Così come il giapponese: sono partita che non lo parlavo quasi e con il tempo l’ho migliorato sempre di più.

Il mondo del cosplay è molto vasto, c’è chi è più propenso per l’arte del cucito, e si crea anche i costumi più complessi da sé, c’è chi si specializza nel make up, e via dicendo. Quello che amo di più del mio lavoro è la comunicazione, è la possibilità di poter condividere il mio amore per questa cultura con tutti. Forse è proprio per questo che sono apprezzata dai giapponesi, nonostante io sia straniera: i cosplayer giapponesi sono degli “idol”, delle divinità, e non comunicano con il pubblico. Io invece trasmetto tutto il mio amore e la passione ai miei fan, loro lo sentono e mi seguono con affetto”.

PROGETTI FUTURI

Ad Halloween lavorerò per un programma radio televisivo, impersonando Harley Queen e in un evento cosplay a Tokyo. C’è inoltre il progetto di diventare l’immagine di Wonder Woman per promuovere il film!
Tra 10 anni non so cosa farò. Sicuramente il lavoro basato sull’immagine non può durare per sempre, ma mi piacerebbe continuare l’esperienza come attrice”.

CONFRONTO CON L’ITALIA

Il Giappone è avanti 10 anni per la tecnologia e offre infinite possibilità lavorative, al contrario dell’Italia. Lì hai la possibilità di fare qualcosa senza avere un diploma e di lavorare nel campo artistico se sei una persona interessante e con del talento. In Italia il più delle volte sono solo criticata: nessuno sa che lavoro e impegno c’è dietro.

Quello che manca in Giappone è la comunicazione. Se arrivi una volta in ritardo al lavoro, quel lavoro lo perdi. Per questo sono così amata: il mio punto forte è proprio il mio rapporto amichevole con il pubblico. L’amore per il paese che mi ha accolto a braccia aperte non finirà mai.

Se potessi lasciare un messaggio per Imperia direi: prima di giudicare una persona bisogna imparare a conoscerla e a non sottovalutarla. Se si ha un grande sogno non significa che sia impossibile realizzarlo”.

 

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A cura di Gaia Ammirati

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