1 Marzo 2024 06:31

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1 Marzo 2024 06:31

IMPERIA. IL CASO TAGGIASCA-GIUGGIOLINA APPRODA IN CONSIGLIO COMUNALE CON UNA MOZIONE DI FOSSATI E CASANO: “IL COMUNE SI OPPONGA A…”/ECCO IL TESTO

In breve: La mozione ha già ottenuto il consenso di alcuni esponenti della maggioranza, tra cui Alessandro Savioli. Posizione difficile, invece, per il Pd che...

taggiasca

La querelle Taggiasca-Giuggiolina approda in consiglio comunale (9 novembre, a partire dalle ore 18) con una mozione depositata dai consiglieri comunali di opposizione Giuseppe Fossati (Imperia Riparte) e Alessandro Casano (Fratelli d’Italia) nella quale si chiede al Comune di Imperia di opporsi “a che si proceda con l’iter della DOP con la sostituzione della Cultivar taggiasca senza previa effettiva verifica della sussistenza di una “coesione territoriale, ampia convinta e coesa”.

La mozione ha già ottenuto il consenso  di alcuni esponenti della minoranza, tra cui Alessandro Savioli. Posizione difficile, invece, per il Pd che annovera tra i consiglieri Silvano Anfossi, dipendente della Cia,  proprio una delle associazioni autonome che “ha fatto istanza al Ministero delle politiche agricole per sostituire il nome Taggiasca con un suo sinonimo nello Schedario delle varietà di olivo, operazione preliminare alla costituzione di un Comitato per l’ottenimento della Dop per le olive in salamoia Taggiasca”.

IL TESTO DELLA MOZIONE

Che durante l’estate è emersa la notizia che Coldiretti, Cia e Confagricoltura, insieme al Consorzio Dop Riviera ligure, hanno fatto istanza al Ministero delle politiche agricole per sostituire il nome Taggiasca con un suo sinonimo nello Schedario delle varietà di olivo, operazione preliminare alla costituzione di un Comitato per l’ottenimento della Dop per le olive in salamoia Taggiasca;

– Che la normativa comunitaria impedisce infatti di ottenere il riconoscimento della Dop dell’oliva taggiasca, perché nella denominazione è inserito il nome di una varietà vegetale;

– Che l’unica possibilità percorribile per la registrazione della DOP sembra essere quella di rimuovere il conflitto tra il nome della denominazione d’origine ed il nome della varietà vegetale, sostituendo il termine originario della varietà (“taggiasca”) con un suo sinonimo (“giuggiolina”) nel Registro delle Varietà e nello Schedario olivicolo;

– Che l’operazione “Giuggiolina”, da un lato, risulta potenzialmente molto rischiosa per le aziende del settore, in particolare medio/piccole, e, in genere, per il comparto interessato, in quanto non dà garanzie di un futuro migliore a tutte le aziende del settore, dall’altro lato rischia di cancellare con un colpo di spugna storia, cultura, tradizione e il patrimonio di chi da generazioni ha portato avanti l’economia del territorio garantendo lavoro e remunerazione a centinaia e centinaia di famiglie;

– Che, nonostante l’importanza e delicatezza di una tale scelta, solo in data 27.10.2016, la Regione Liguria, attraverso l’Assessore di riferimento Stefano Mai ha convocato una riunione di tutti i sindaci della Provincia di Imperia, per informarli, dell’iter intrapreso per l’ottenimento del marchio DOP dell’Oliva Taggiasca;

CONSIDERATO CHE:

– Si è formato un comitato spontaneo denominato “Salva Taggiasca”, che, attraverso incontri sull’intero territorio, ha provveduto ad informare gli operatori e la cittadinanza sull’argomento, raccogliendo in poco tempo diverse centinaia di firme contro la sostituzione del nome, in quanto, con l’istituzione della DOP taggiasca tante piccole aziende che fanno vendita diretta, per avvalersi del nome taggiasco o taggiasca, sia per l’olio che per le olive in salamoia, dovranno rinunciare a tale denominazione, ovvero passare necessariamente attraverso una certificazione che, oltre a cambiare completamente i tempi di produzione, complicherebbe l’iter produttivo, accrescendone sensibilmente i costi;

– Che il comitato suddetto incontrando prima in Camera di Commercio e successivamente in Regione Liguria il dott. Barrichello, Funzionario regionale deputato alla stesura del progetto DOP con previa sostituzione della cultivar, ha ricevuto, come da progetto, garanzie che la sostituzione avverrebbe solo nel caso in cui ci fosse sul territorio una condivisione “ampia, convinta e coesa” focalizzando l’attenzione sugli interessi consolidati e legittimi.

– Che, peraltro, la Regione Liguria non risulta aver attivato alcun percorso o strumento di consultazione diretta dei soggetti interessati, volto alla verifica effettiva e reale dell’esistenza, o meno, di una condivisione “ampia, convinta e coesa”;

RILEVATO CHE

Ad oggi viste le diverse centinaia di firme raccolte dal comitato “Salva taggiasca” il territorio pare diviso e non coeso e, in ogni caso, occorre attivare un idoneo processo di consultazione dei soggetti interessati, al fine di verificare se sussista, o meno, la “coesione territoriale, ampia, convinta e coesa”, prevista quale espresso vincolo e condizione del progetto in questione

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

a formalizzare alla Regione Liguria ed a tutti gli organismi interessati la formale opposizione del Comune di Imperia a che si proceda con l’iter della DOP con la sostituzione della Cultivar taggiasca senza previa effettiva verifica della sussistenza di una “coesione territoriale, ampia convinta e coesa”, mediante attivazione di strumenti di consultazione diretta dei soggetti interessati, con particolare attenzione ai produttori ed egli operatori della filiera del territorio imperiese.

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