DA MILANO ALLA PICCOLA BOTTEGA DI REZZO. LA STORIA DI ROBERTA: “MI HANNO ACCOLTO COME IN FAMIGLIA. NON SONO PIU UN NUMERO, SONO IO”/L’INTERVISTA

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Hanno abbandonato Milano per trasferirsi a Rezzo, piccolo borgo di 366 abitanti nell’entroterra di Imperia. E’ la storia di Roberta Arosio, 50 anni, che dal giugno scorso, insieme al suo compagno, gestisce il negozio di alimentari “Il Cavagno”. 

“Tutto è iniziato una decina di anni fa – racconta Roberta a ImperiaPost Tornavamo da un Capodanno in Corsica e decidemmo di fermarci qualche giorno qui a Rezzo da alcuni amici. Fu amore a prima vista. Mi innamorai immediatamente di Rezzo. Conoscevo già una parte della Liguria, perché da piccola venivo molto spesso a Savona. Solo la costa, però, l’entroterra non l’avevo mai visto. E’ davvero straordinario. Poco dopo decisi di cercare una casa. Trovai un rudere e diedi una svolta alla mia vita, acquistandolo e ristrutturandolo”.

“A Milano nei mesi successivi all’acquisto della casa a Rezzo cambiarono molte cose prosegue Roberta – Cambiamenti che mi spinsero a volermene andare, a cambiare vita. Collaboravo con una società che si occupa di formazione e sicurezza. In quegli anni trascorrevo le vacanze a Rezzo e in un’occasione venni a sapere che la titolare della bottega del paese voleva vendere. All’inizio non ero molto convinta, poi lo scorso anno sono tornata a Rezzo per Natale. La bottega era ormai chiusa e la proprietaria era pronta a mollare la licenza. Mi dissi ‘o ora o mai più’ e decisi di tuffarmi in questa avventura, comprando la bottega”.

“Ci siamo trasferiti da Milano a Rezzo insieme al mio compagno nel maggio scorso – continua Roberta – Il 26 giugno abbiamo aperto. Siamo stati accolti benissimo in paese, come in una famiglia. Dialetto? Siamo messi piuttosto male, ma stiamo imparando. Ovviamente le differenze con Milano sono evidenti. A Milano sei un numero, qui a Rezzo sei tu. Ci sono rapporti confidenziali con tutti. Ci si dà del tu con il Sindaco.  Cosa mi manca di Milano? Le amicizie, gli affetti e un pò di cultura”.

“Io adoro camminare – conclude Roberta – Vado sempre a passeggio con il mio cane. A Milano passavo delle ore al parco, qui esco di casa e sono in mezzo alla natura, è fantastico. Il paese è meraviglioso. Non solo ci hanno accolto come in famiglia, portandoci addirittura la pasta fresca, ma hanno anche sopportato la nostra incapacità nei primi tempo. Io non avevo mai affettato un salame, mai pesato un formaggio. Ci ho messo un pò a prenderci la mano. All’inizio mi chiedevano un etto di prosciutto e magari me ne uscivano due. Ora però sto imparando e sono sempre più felice e convinta di aver cambiato la mia vita”.