21 Luglio 2024 06:04

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21 Luglio 2024 06:04

IMPERIA. LETTERA DI UN OPERAIO AGNESI A COLUSSI: “PER ME IL 16 DICEMBRE 2016 AVRÀ SEMPRE UN MARCHIO DI INFAMIA. PROVO UN DOLORE ENORME”

In breve: Maurizio Vitarelli, 43 anni, operaio dello stabilimento Agnesi di Imperia, che ha chiuso i battenti ieri, venerdì 16 dicembre, dopo quasi 200 anni di storia, ha scritto...

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Maurizio Vitarelli, 43 anni, operaio dello stabilimento Agnesi di Imperia, che ha chiuso i battenti ieri, venerdì 16 dicembre, dopo quasi 200 anni di storia, ha scritto una lettera al patron dell’azienda, Angelo Colussi, per esprimere le proprio sensazioni, il proprio dolore, per la fine di un’epoca.

“Caro sig. C.

Esprimo un pensiero personale, condivisibile o meno; premetto che, nella sua situazione, probabilmente mi sarei comportato come lei o -forse- avrei riflettuto un po’ di più, chi può dire? Non sono cosi ottuso da non sapere che lei ed i suoi dipendenti più prossimi siete in possesso di dati che io non conosco.
Per quanto mi riguarda oggi, 16 dicembre 2016, avrà un marchio a fuoco nella mia memoria, un marchio di infamia. Perché il glorioso stabilimento di Imperia della Pasta Agnesi chiude definitivamente i battenti; anche se avrò l’opportunità di fare ancora qualche giorno qua dentro, rimane l’ultimo giorno in cui produrrò dei pacchetti di pasta.
Il dolore morale che mi provoca è enorme, semplicemente enorme.
Vede, da quando sono nato, il fabbricato è sempre stato nei miei occhi e nel mio cuore. Mio padre lavorava nella fabbrica che c’era accanto, la Sasso; un’altra ferita ancora aperta… E mia madre comprava gli spaghetti qua, sfusi e venduti a peso, incartati al momento.
Io sono entrato a lavorare qua poco più di 15, quindici, anni fa. Non ero mai stato assunto in una grande azienda; qua ho imparato cosa vuol dire alzarsi alle 5 di mattina, collaborare coi colleghi, farsi turni notturni, e tutte quelle cose che riguardano il Lavoro in una grande fabbrica, per l’appunto. Ho avuto momenti belli, brutti, duri, difficili e gioiosi. E la gioia di ottenere una retribuzione giusta, equa per aver fatto un buon lavoro: perché, comunque andasse, io quando entravo davo il massimo. Ovviamente ho anche sbagliato, sono un essere umano e l’errore capita, nessuno è infallibile.
Tutto ciò per dirle che la chiusura darà un danno terribile non solo a noi operai che rimarremo disoccupati, ma a tutta l’economia della zona, probabilmente di tutta la provincia.
Vede, sig. C., l’Agnesi era (quanto mi duole dire ‘era’) un prodotto locale e contemporaneamente mondiale, chi lavorava qua sapeva che la pasta da lui lavorata poteva arrivare ovunque, ovunque. Capisce quanto uno poteva sentirsi orgoglioso?
Ora tutta questa passione sparirà. È la vita, è il mondo.
Oggi, 16 dicembre 2016, alle ore 11:25, io, Maurizio Vitarelli, ho prodotto il mio ultimo pacchetto di Pasta Agnesi”.

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