PIEVE DI TECO. “RED CARPET”. IL GRUPPO “CITTADINI ATTIVI IMPERIA” SCRIVE AL SINDACO ALESSANDRI:”SPERPERO DI DENARO PUBBLICO. CI AUGURIAMO CHE…”/LA LETTERA

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Anche il gruppo “Cittadini Attivi Imperia” entra nel merito della spinosa vicenda dei “Red Carpet” , con una nota stampa rivolta al Sindaco Alessandro Alessandri

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Nelle ultime settimane sono stati stesi oltre 50 chilometri di tappeti rossi in 32 comuni liguri, su iniziativa della Regione, al fine di promuovere il territorio e incentivare il turismo. Anche Pieve di Teco è uno dei luoghi in cui è stato posizionato il red carpet e l’iniziativa ha sollevato non poche polemiche. Dopo l’ironico video di Sarah Disabato, consigliere comunale M5S di Collegno, anche il gruppo “Cittadini Attivi Imperia” entra nel merito della vicenda, con una nota stampa rivolta al Sindaco Alessandro Alessandri

“È superficiale sostenere il mantra “bene o male, l’importante è che se ne parli” , generalizzando. Sia il nostro gruppo, sia la consigliera hanno scelto Pieve come sfondo del video, conoscendo bene il patrimonio storico del paese e la bellezza dei portici e del pavimento antico, coperto malamente dal tappeto acrilico tanto acclamato dal presidente Toti.

Un luogo simile andrebbe preservato e valorizzato, non nascosto come polvere sotto uno zerbino. D’altra parte se il nostro video è servito, o servirà, a portare più turismo nella vostra cittadina ne siamo assolutamente felici, ma il nostro mantra non cambia: “sono soldi pubblici spesi all’insaputa dei cittadini” e spesi male.

A nostro avviso, viste le recenti notizie sulla revisione del Red Carpet su Dolceacqua e Cervo, da parte della sovraintendenza, sosteniamo che non sia assolutamente spropositata la nostra posizione.

Ci teniamo inoltre ad aggiungere che sicuramente il Red Carpet non rappresenta una priorità per i cittadini liguri, bensì uno sperpero di denaro pubblico che poteva ricevere una destinazione migliore, al fine di risolvere dei problemi prioritari. Ad attrarre i turisti sono i nostri borghi, il nostro mare, il nostro entroterra, la buona cucina con i prodotti tipici; non serve uno zerbino per far conoscere la nostra regione.

Ci auguriamo per il futuro di non dover più assistere a spese di questo tipo, nella speranza di vedere presto i cittadini protagonisti nelle scelte per la destinazione dei fondi”.

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