22 Giugno 2024 10:35

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22 Giugno 2024 10:35

DIANO MARINA. RIFIUTI. SI VA VERSO LA GESTIONE PUBBLICA. APPROVATO IN CONSIGLIO L’ACQUISTO DELLE AZIONI DI ATA/ LA DISCUSSIONE

In breve: Un passaggio quasi obbligato, il piano B è stato definito dall'assessore alle partecipate Luigi Basso, per scongiurare un'altra emergenza rifiuti.

ATA DIANO

Diano Marina. Un altro passo verso la gestione pubblica del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. È questo il significato dell’approvazione, avvenuta ieri sera con i voti della maggioranza, della delibera relativa all’acquisizione delle quote azionarie di ATA, la società in house del comune di Savona, di Vado Ligure e di altri comuni del comprensorio, che dallo scorso luglio del 2015 gestisce il servizio rifiuti nel comune di Diano Marina. Un passaggio quasi obbligato, il piano B è stato definito dall’assessore alle partecipate Luigi Basso, per scongiurare un’altra emergenza rifiuti.

Ma il consiglio comunale ha visto anche l’approvazione, con la sola astensione del consigliere del M5S Borgarello, del nuovo regolamento sulla definizione agevolata delle controversie tributarie che prevede il pagamento degli importi, così come previsto dalla nuova normativa, senza le sanzioni e gli interessi di mora. Il comune di Diano Marina, però all’articolo 6, si è riservato la possibilità di notificare il diniego alla definizione agevolata.

“In questo provvedimento c’è la possibilità di contemplare l’albo della cittadinanza attiva? – interviene il consigliere del M5S Borgarello – Si può integrare con questo strumento? Si può ampliare a tutti i tributi o sanzioni riconducibili al comune?”

 “Non si può fare, non è possibile cambiare l’importo oggetto dell’accertamento. è un importo predeterminato”. Ha replicato l’assessore al bilancio Luigi Basso. 

Si è passato poi all’approvazione del Documento Unico di Programmazione (D.U.P.) 2018 – 2019 – 2020;

“È chiaro – spiega l’assessore al bilancio Basso – che la programmazione triennale è la base dell’agire dell’amministrazione ma siamo troppo soggetti ai cambiamenti normativi. È un obbligo di legge a cui noi ottemperiamo. All’interno del Documento Unico di Programmazione ci sono anche molti dati che non ci interessano relativi all’economia internazionale ma ci sono anche quelli su cui possiamo fare delle riflessioni come per esempio il movimento demografico, il numero dei nuclei familiari, la presenza degli stranieri che si attesta al 12,6%, ben oltre alla media nazionale.

“Tutte le perplessità che si ha leggendo il DUP sono anche le nostre – ha detto il consigliere di Diano Riparte Michele Calcagno–  A pagina 20 dobbiamo modificare la Isonizzazione sismica che è cambiata, da 3 S siamo passati a 2.Il dup dovrebbe programmare il triennio dell’amministrazione, ma l’unica opera importante è quella del campo sportivo ma che non è nel dup. Non ci sentiamo di approvarlo per le carenze del documento”.

Borgarello (M5S): “Il dup viene redatto immaginando che l’amministrazione operi in maniera trasparente ma così non è. Questo DUP non vale niente perché questo è il valore che gli state dando. Si dovrebbe fare una pianificazione molto più trasparente sul lavoro che sta facendo l’amministrazione”.

Il sindaco Chiappori: “Siamo sulle sabbie mobili, non è come essere a casa nostra che abbiamo mille lire e sappiamo come spenderle. Non vogliamo fare un libro dei sogni, quello che abbiamo detto, abbiamo fatto e continueremo così. Purtroppo dobbiamo fare i conti con il pareggio di bilancio”

La pratica passa con il voto favorevole dei consiglieri di maggioranza mentre quelli di minoranza votano in modo negativo.

Infine si è passato alla discussione sul punto caldo della serata: l’acquisizione della partecipazione azionaria detenuta dal Comune di Vado Ligure (SV) nella Società ATA. S.p.A.;

“Questo – ha detto l’assessore Luigi Basso – è un atto determinante per l’iniziativa amministrativa del comune. La delibera verte sull’acquisto di parte delle quote di Ata dal comune di Vado Ligure per 5 mila euro. A mio avviso questa proposta di delibera è quasi un atto dovuto in quanto la delibera è un atto di indirizzo del consiglio comunale del 2015. Il tutto trae origine nel giugno del 2015 quando naufragò il progetto comprensoriale dei rifiuti. All’epoca fu una scelta sbagliata in quanto non si tenne conto delle densità abitative diverse anche in base alla stagionalità. Il comune di Imperia non aveva le risorse per far fronte alla gestione del servizio in 35 comuni. Poi la rescissione del contratto e noi abbiamo indirizzato la scelta verso una società pubblica. Siamo andati avanti con ordinanze per il servizio ad Ata.

La provincia di Imperia ha emesso un decreto presidenziale a novembre del 2015 designando gli ambiti sulla base della densità media abitativa nel corso dell’anno cercando bacini omogenei. I bacini diventano operativi al 1° gennaio del 2021. Il sindaco di Diano Marina ha approvato il progetto definitivo per la raccolta e smaltimento dei rifiuti e poi il consiglio comunale, lo scorso 7 agosto, ha bocciato la convenzione per la gestione dei rifiuti.Il presidente della provincia ha diffidato l’amministrazione nell’approvare la convenzione e l’amministrazione ha impugnato davanti al TAR questi due atti. Questo è l’iter che ci ha portato qui oggi.

L’ordinanza andrà a scadere il 31.12.2017 e noi abbiamo pensato al piano B, riprendendo la delibera del 2015. ATA ci ha mandato una nota con cui ci ha informato che il 1° gennaio cesserà il servizio perché superato la soglia degli affidamenti in base alla legge Madia. Chiediamo al consiglio comunale di acquisire una quota per continuare in house ad avere la gestione del ciclo dei rifiuti almeno fino al 2020. La partecipazione in ATA l’avrei portata perché svolge attività di verde pubblico e arredo urbano, piste ciclabili e manutenzioni di edifici, è una società che ha un amplio spettro con un capitale sociale di 120 mila euro, i soci sono il comune di Savona, il comune di Vado Ligure e altri comuni. Noi diventeremmo il 3° socio come importanza in questa società pubblica”.

“Ho molti dubbi non molto per l’importo economico – ha detto Borgarello del M5S – ma su come verranno gestiti i rifiuti. Sulla carta ATA è splendida, ha qualche debito ma ha delle grandi potenzialità. Dobbiamo controllare la società e impostare bene i servizi che loro ci dovranno corrispondere. Non condivido l’ingresso all’interno di una municipalizzata che sta a Savona, noi possiamo gestire i nostri rifiuti da soli. Bene il ricorso al Tar ma non avvallo questa scelta perché dobbiamo trattare con ATA prima di entrare come socio sul servizio anche sul discorso della differenziata. Mi asterrò e ci godremo lo spettacolo, chiedo che venga messo agli atti del protocollo Rifiuto-risorsa, è materiale che dev’essere trasformato in una risorsa economica”.

“Se non approviamo la delibera la risorsa-rifiuto – ha replicato l’assessore Basso – te la trovi a casa tua perché nessuno raccoglie più la spazzatura. Non esiste che non possiamo gestire la raccolta dei rifiuti”.

Angelo Basso (Diano Riparte): “Se il Tar ci desse torto sarà un problema. Attualmente Ata agisce tramite ordinanza poi sarà attraverso una convenzione. Mi dicono che dovrebbe avere un camion in ogni comune dove la differenziata viene raccolta. Invece mi dicono che un camion raccoglie la differenziata di parecchi comuni e poi quando arriva alla pesa c’è qualcosa che non quadra. Non pesano quanto è la differenziata di Diano Marina, Diano Castello o di Arentino e dunque non abbiamo le diminuzioni in bolletta che noi speriamo di avere. L’umido lo lasciano stazionare lì e non ci mettono i prodotti. C’è da rimodellare la convenzione in modo da migliorare. Noi preferiamo meditare ancora sul tema”.

“Abbiamo dato il servizio ad Ata, una società pubblica, – interviene il sindaco Giacomo Chiappori – perché ci siamo sentiti più al sicuro. Se al 31.12 non abbiamo un piano di riserva finisce che ce la mangiamo la spazzatura, non possiamo più derogare. Questa amministrazione pensa per tutti e non vogliamo volere delle rogne. Cinquemila euro ci rendono responsabili per quella cifra. È del tutto evidente che entro la fine dell’anno dovremmo fare un contratto di servizio e magari possiamo mettere anche quello che Borgarello sogna. La tassa è esattamente quello che entra e quello che esce”.

La pratica passa a maggioranza con l’astensione della minoranza.

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