IMPERIA. DAL CANTO LIRICO ALLA MUSICA POP. LA CANTAUTRICE 29ENNE GIORGIA CAMPOVERDE SCRIVE NUOVE CANZONI:”GIOCO SUL CONTRASTO TRA LA MIA IMMAGINE E…”/LA STORIA

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Una cantautrice originale e “fuori dagli schemi”.  Stiamo parlando di Giorgia Campoverde, 29enne imperiese, da sempre appassionata di musica, che tra poco registrerà due nuovi suoi brani intitolati “Una come me” e “Ogni”.

Con un passato da modella, Giorgia è un soprano lirico e si dedica completamente alla musica, componendo i suoi pezzi e sperimentando nuove sonorità.

COM’È NATA LA TUA PASSIONE PER LA MUSICA?

“Ho scoperto il canto lirico a 16 anni. Ho studiato con Pierluca Porri e Walter Barbaria, che tuttora lavorano nei migliori teatri di Parigi e Barcellona. Ho sempre avuto la passione per la musica fin da piccola. 

Quando avevo 15 anni ho iniziato a fare la modella, ho sempre sfruttato la mia immagine. Andavo malissimo a scuola, ma non l’ho mollata grazie ai miei genitori che mi sono sempre stati vicino nei momenti difficili. La svolta c’è stata quando ho iniziato a frequentare la scuola di spettacolo di Arma di Taggia. Lì ho imparato recitazione, dizione, portamento. Una scuola completa.

In seguito mi sono diplomata alla scuola statale Piaget di Roma, come dirigente di comunità. Ho conosciuto Luciano Federico di Radio Freccia, Franco Carli e Alessandra Torre, scrittori di diversi format televisivi.

Nel frattempo ho sempre portato avanti la musica leggera e moderna, dato che purtroppo il canto lirico non ha molti sbocchi”.

QUANDO HAI INIZIATO A SCRIVERE LE TUE CANZONI?

“Nel mio piccolo ho sempre scritto, ma senza metrica, e alla fine ne ho fatto un’attività. Sono registrata alla SIAE come cantautrice. Scrivo i miei pezzi e collaboro con un arrangiatore per le musiche.

Il mio primo brano, che ho portato ad Area Sanremo, è stato “Maledetta”. Non sono stata scelta, c’era molta concorrenza e inoltre non sono mai stata aiutata da nessuno, ho sempre fatto tutto solamente con i miei sforzi.

Il secondo brano è in inglese e si intitola “If I can”. L’inglese/americano lo considero la mia seconda lingua madre, poi conosco un po’ lo spagnolo, il francese e il portoghese parlato in Brasile.

Ho anche realizzato diverse cover remixate, tra queste “Volare” e “Wake up Alone” di Amy Winehouse”. 

PARLACI DEL TUO NUOVO PROGETTO.

“Sto portando avanti un nuovo progetto di musica, con brani che registrerò prossimamente all’Ithil World Studio di Imperia.

 I miei nuovi pezzi saranno in uno stile totalmente diverso. I primi arrivavano dalla lirica, poi contaminati dalla musica jazz e dalla melodica per questioni di contesto. Crescendo ci si rinnova sempre. I prossimi saranno in stile radiofonico, con sonorità dance, pop e “trap”.

Saranno intitolati “Una come me” e “Ogni”.

Credo che i miei testi non siano banali, analizzo sempre i problemi che ti portano a fare determinate cose. Valuto i pro e contro, anche se allo stesso tempo sono molto istintiva, colgo molto l’occasione.

Sono stata contattata da Claudio Buja dell’Universal Music Publishing, che vuole sentire miei nuovi pezzi”.

DA DOVE PRENDI L’ISPIRAZIONE PER LE TUE CANZONI?

“Come in tutte le mie canzoni il tema è la vita vera. Prendo sempre spunto dalle diverse cose che ascolto e mi ispiro al mondo della musica, ma scrivo cose vissute veramente, anche attraverso persone che mi sono vicine. Le canzoni non sono per forza autobiografiche, ma di vita vera. Mi piace essere vera nel bene e nel male, anche se a volte dai fastidio, dato che viviamo in un mondo di falsità. Parlo anche di amori finiti, ma non il solito tipo di amore, perché io do sempre la colpa a me stessa, ho carattere particolare.

Inoltre, ci sono molte persone che mi ispirano e che ringrazio tantissimo. Ad esempio Cosimo Fini, alias Guè Pequeno, e Manuel Pruiti, due persone splendide che mi hanno chiesto di far sentire loro altri miei brani. Mirko 808, il “King dei beat”, comparabile con Charlie Charles, e molti altri che mi aiutano nel mio futuro, come Maurizio Lavarello che mi aiuta nelle basi e la mia amica Laura”.

È IMPORTANTE L’IMMAGINE NEL MONDO DELLA MUSICA? 

“L’immagine che mi sono creata, o che mi hanno creato, sembra della “velina” che canta. Appena senti la mia voce però non corrisponde all’immagine, e mi piace questo contrasto. Come se Gene Simmons dei Kiss cantasse un pezzo lirico, o come parlare del terzo mondo con addosso un Rolex.

La maschera che mi sono creata sembra che non c’entri niente con la musica, ma non è vero, l’immagine conta”.

ECCO ALCUNI BRANI DI GIORGIA CAMPOVERDE

“MALEDETTA”

“IF ONLY”