IMPERIA. CRISI POLITICA, L’AFFONDO DEL PD:”CAPACCI SINDACO GRAZIE A NOI. NON HA PIÙ LA MAGGIORANZA, SI DIMETTA”

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Nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina presso la sede del Partito Democratico in
via San Giovanni, non sono mancati dure critiche da parte del Pd all’operato del Sindaco Carlo Capacci

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Nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina presso la sede del Partito Democratico in via San Giovanni, non sono mancati dure critiche da parte del Pd all’operato del Sindaco Carlo Capacci.

Alla presenza del segretario cittadino Antonio De Bonis, affiancato dagli ex assessori della Giunta Capaccifreschi dimissionari (Giuseppe Zagarella, Fabrizio Risso, Giuseppe De Bonis, Enrica Chiarini), dal segretario provinciale Pietro Mannoni e dai consiglieri comunali Gianfranca Mezzera (capogruppo) e Oliviero Olivieri, il primo cittadino è stato invitato a dimettersi.

IL SINDACO CAPACCI SI DIMETTA

ANTONIO DE BONIS

“I consiglieri del Pd come abbiamo annunciato lunedì sono all’opposizione. Noi abbiamo una visione precisa del sistema democratico. Chi governa deve avere una maggioranza in consiglio comunale. Già come avete visto negli ultimi mesi, non certo per responsabilità del Pd, che ha retto in consiglio comunale in questi anni in maniera seria e costruttiva la maggioranza, sono saltati diversi consigli comunali.

Visto che non c’era più una maggioranza, abbiamo chiesto al Sindaco di fare un programma di fine legislatura per risolvere problemi che ci hanno visto lavorare per anni, vedi rifiuti e depuratore. Tutti ci accusavano di non prendere atto che la maggioranza non ci fosse più, di non rassegnare le dimissioni e di essere attaccati alle poltrone.

Per questo abbiamo chiesto al Sindaco di portare in consiglio comunale un programma di fine legislatura e su quello di porre la fiducia. Lo avevamo concordato con il Sindaco che però ha rimandato questo passaggio di mese in mese. Se la maggioranza già non c’era prima e ora anche i consiglieri del Pd sono passati all’opposizione, ci aspettiamo che il Sindaco non faccia appelli, ma che prenda atto che non c’è più una maggioranza e dia le dimissioni. In caso contrario adotteremo tutti gli atti per fargli capire che non ha più una maggioranza”.

RIVIERACQUA

PIETRO MANNONI

“Il casus belli è stata la consapevolezza che con il Sindaco Capacci si era deteriorato il rapporto di fiducia. Noi abbiamo una posizione strategica sulla gestione del sistema idrico, ovvero l’acqua pubblica. Il Pd non è a favore di Rivieracqua in quanto tale, in quanto la società ha una serie di problematiche e non è nata nelle migliori condizioni possibili, ma è favore dell’acqua pubblica. Il Sindaco ha sempre avuto l’atteggiamento di dire le cose e poi però di trascinarle per le lunghe tanto che fa pensare che abbia un’altra strategia. 

Un Sindaco è a capo di una coalizione condivisa, visto che è la coalizione che lo ha scelto, ed è evidente che lui è il regista e se non lo è la coalizione va in pezzi. Il Sindaco dice di non capire la politica, ma nel 2015 decise di intraprendere un percorso politico con Liguria Cambia alle elezioni regionali. È lui che ha deciso che di non essere più solo un Sindaco, un amministratore, ma un politico. Io gli dissi all’epoca quali erano i rischi a cui andava incontro, ma decise di andare avanti per la sua strada. 

È dopo le elezioni regionali che la maggioranza si è dissolta. Capacci essendo Sindaco politica la fa. Perché chi accetta di fare il Sindaco accetta di fare politica. 

Il primo gruppo saltato in aria è stato proprio il suo, Imperia Cambia. Il Sindaco doveva gestire la coalizione, invece non lo ha fatto. 

Io facevo parte del cda di Amat, nominato dal Sindaco, e nel momento in cui mi sono trovato in dissonanza tra ruolo politico e ruolo amministrativo mi sono dimesso. Mi sono sentito distante dalla posizione del Sindaco che ha avvallato la decisione del cda di presentare un’istanza di fallimento contro Rivieracqua. Noi non vogliamo che la gestione del servizio idrico nell’imperiese vada a un privato. Se Rivieracqua va gambe all’aria, l’ato idrico viene commissariato e si fa una gara che, per noi, sarebbe una sciagura”.

ANTONIO DE BONIS

L’istanza di fallimento di Rivieracqua è stata depositata in Tribunale subito dopo il cda di Amat. Evidentemente era stata preparata prima e dunque mi rifiuto di pensare, e sono libero di poterlo fare, che chi rappresentava il socio di maggioranza, ovvero il Comune di Imperia, non si sia confrontato con il Sindaco.

Ieri Capacci ha fatto un appello ai consiglieri comunali, dicendo che se arriva un Commissario il Comune rischia il default. E perché lo rischia? Perché Amat deve al Comune circa 8 milioni di euro. E allora perché chiedere il fallimento di Rivieracqua?  Per noi l’obiettivo era far saltare Rivieracqua”.

MEZZERA

“Per noi la richiesta di commissariamento dell’Ato, avvallata dal Sindaco Capacci senza coinvolgere la sua maggioranza, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Oggi il Sindaco Carlo Capacci dice che è a favore dell’acqua pubblica, ma avvallare il fallimento di Rivieracqua e il commissariamento dell’Ato significa agire in senso opposto. Con queste azioni si mettono in crisi tutti i Comuni che hanno già adottate tutte le misure per entrare in Rivieracqua. Soprattutto per noi che vogliamo l’acqua pubblica”.

CRISI POLITICA

MANNONI

“Il 30 novembre e l’1 dicembre affronteremo in consiglio comunale pratiche importanti per l’interesse della città. Successivamente ci auguriamo che il Sindaco prenda atto di non avere più la maggioranza e si dimetta”.

MEZZERA

“Per me la pratica dell’1 dicembre è inutile. La porta il Sindaco Capacci. Dice ‘posticipiamo di 60 giorni ingresso del Comune di Imperia in Rivieracqua per dare modo al Tribunale di decidere sul fallimento‘. Ma noi il 9 marzo scorso abbiamo già approvato in consiglio comunale l’ingresso del Comune di Imperia in Rivieracqua.

Il giorno che il Tribunale dovesse respingere la richiesta di fallimento di Rivieracqua al Comune di Imperia basterà adottare la delibera di consiglio del marzo scorso, ferma in un cassetto da 8 mesi. Noi discuteremo la pratica dell’1 dicembre per far capire ai cittadini la nostra posizione e per evidenziare le responsabilità del Sindaco”.

LA GESTIONE DEL DEPURATORE

GIUSEPPE DE BONIS

“La cosa impressionante è che dopo la delibera del consiglio comunale del 9 marzo che ha dato il via all’ingresso del Comune di Imperia in Rivieracqua, a giugno è stato approvato il bilancio preventivo, c’era così la disponibilità economica (63 mila euro, ndr) ed è stata fatta la determina per il pagamento, ma tutto si è fermato.

Il 27 ottobre il Comune, segnatamente il Sindaco, ha ricevuto una diffida della studio Bormioli, che è lo studio che sta tutelando i gestori del depuratore. Nella diffida si ricorda che a seguito delle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato la società è libera di abbandonare la gestione del depuratore. La scadenza fissata è il 30 novembre, data entro cui consegneranno le chiavi.

Per questo io ho dato una grossa accelerata nelle riunioni, insieme a Rivieracqua, per affidare la gestione del depuratore a Rivieracqua. Questo è avvenuto. Eravamo pronti solo per fare l’atto dal notaio. Condizione fondamentale era l’ingresso del Comune in Rivieracqua. Vi faccio notare che al 27 ottobre non c’è nessuna istanza di fallimento, nulla di ostativo, nulla che impedisca al Comune di entrare in Rivieracqua e di affidare così la gestione del depuratore. Ora invece siamo bloccati. L’unica verità è che ora potrebbe esserci un’ordinanza per la gestione del depuratore. E sapete a favore di chi? A Rivieracqua. E noi non ci entriamo. E’ fantastico”.

MEZZERA

“Oggi pensare di consegnare il depuratore a una società di cui la nostra partecipata ha chiesto il fallimento è assurdo. Se ipoteticamente, speriamo di no, Rivieracqua fallisse, cosa succederebbe? Anche la consegna del depuratore viene rinviata e i cittadini di Imperia dovranno sorbirsi ancora gli odori”.

CRISI POLITICA

ZAGARELLA

“Il Sindaco non si è portato in maggioranza il Pd, ma è Sindaco perché il Pd lo ha reso Sindaco al termine di un percorso condiviso con altre forze. Nel momento in cui si interrompe il rapporto fiduciario, si interrompe il rapporto con l’amministrazione. Rapporto che si è interrotto per ragioni politiche gravissime.

Nel momento in cui il Consiglio Comunale esprime all’unanimità la decisione di far entrare il Comune di Imperia in Rivieracqua, il Sindaco a prescindere da tutto è obbligato a portare avanti quella scelta. E’ il primo responsabile del fatto che quelle scelte vadano o meno a buon fine. Che una delibera sia bloccata per 8 mesi senza che nessuno le dia attuazione è inaccettabile, la prima responsabilità è del Sindaco. Io sarei curioso di sapere quali sono le posizioni del Sindaco nella conferenza dei Sindaci e nell’Ato provinciale. Il Sindaco non è un podestà, non può tenere posizioni differenti da quelle del proprio consiglio comunale. Invito tutti a vedere le posizioni adottate dal Sindaco”.

DONZELLA E RIVIERACQUA

MANNONI

“Dei conti di Rivieracqua e dell’inchiesta della Magistratura non parlo perché non è politica. Massimo Donzella è stato nominato presidente da agosto 2016. Ha lavorato per fare in modo che ci fosse una distanza minore tra quello che aveva fatto Rivieracqua fino a quel momento e le decisioni dell’ente d’ambito. Rivieracqua è il gestore unico del servizio idrico integrato della provincia di Imperia. La gestione di Rivieracqua prima di Donzella non era stata brillante. Passo indietro a Donzella? Io credo che abbia svolto nel miglior modo possibile il suo mandato. Il nostro giudizio non cambia”.

 

CONSIGLIO PROVINCIALE

GOUSEDE BONIS

“Il Sindaco nel suo emendamento presentato in consiglio provinciale asserisce che nelle società partecipate non vi dovrebbero essere persone che abbiano fatto politica e non siano state candidate. Faccio presente che, nella misura in cui una persona si candida, ha la volontà di amministrare e di fare politica. Io mi chiedo. Chi ha amministrato la Go Imperia come presidente, chi sta amministrando la Seris, chi ha amministrato Amat, non era forse candidato proprio alle ultime elezioni? Il mio ex Sindaco improvvisa, ci ragiona prima di dire le cose? O spara nel mucchio? Qui non giochiamo a Risiko e a Monopoli. Per ogni decisione ci sono ripercussioni su persone, situazione e cittadini. Bisogna essere cauti e lui molto spesso ha dimostrato di non essere cauto”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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