AL CASINO’ DI SANREMO L’ASSEMBLEA GENERALE DI CONFINDUSTRIA. QUATTRO PREMIATI ECCELLENTI E UN ANNUNCIO IMPORTANTE. DELLA PIETRA: “LAVORIAMO A…”/FOTO E VIDEO

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Grande partecipazione, ieri pomeriggio, al Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo, all’assemblea generale
di Confindustria Imperia, nell’ambito della quale è stato consegnato il prestigioso premio “Cento anni da qui”

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assemblea confindustria

Grande partecipazione, ieri pomeriggio, al Teatro dell’Opera del Casinò di Sanremo, all’assemblea generale di Confindustria Imperia, nell’ambito della quale è stato consegnato il prestigioso premio “Cento anni da qui”. Il riconoscimento, ideato dalla casa da Gioco per ricordare i suoi più di 110 anni di attività insieme ad altre prestigiose realtà imprenditoriali, che hanno superato il secolo di longevità aziendale, coniugando eccellenza, qualità e continua evoluzione, è stato consegnato a Pirelli, Gazzetta dello Sport, Fratelli Carli e Arimondo.

L’evento, patrocinato dall’OMI, Osservatorio Monografie d’Impresa del Dipartimento Cultura e Civiltà dell’Ateneo di Verona, è stato l’occasione per discutere, nella tavola rotonda “Dalla Provincia all’Europa, nuove opportunità di crescita e sviluppo per il nostro territorio”, con illustri relatori, delle potenzialità provinciali e regionali in rapporto con la vicina Francia nella dimensione sempre più globalizzata dove si dovranno coniugare tipologie alternative territoriali.

Alla tavola rotonda, moderata da Oscar Giannino, giornalista di Radio 24 – Sole 24 Ore, hanno preso parte Marco Scajola, assessore regionale, Giuseppe Bono, Amministratore Delegato Fincantieri S.p.A. e Presidente Confindustria Friuli Venezia Giulia, Stefano Pagani Ignari, Responsabile Ufficio Studi Cucina, Luciano Pasquale, Presidente della Camera di Commercio di Imperia, Savona e La Spezia. Presente anche Christian Estrosi, Sindaco di Nizza.

La giornata si era aperta con l’approvazione del Bilancio Consuntivo 2016 e Bilancio Preventivo 2017, per poi proseguire con la relazione del Presidente di Confindustria Imperia, Alberto Alberti.

In chiusura la consegna del premio “Cento anni da qui”  alla Gazzetta dello Sport, per i 100 anni del Giro d’Italia, alla Pirelli Spa, alla Fratelli Carli Spa e alla Arimondo Srl, leader nei propri settori di competenza, alcune con localizzazione anche nel territorio ligure.

PIRELLI

L’origine dell’attività di Pirelli risale al 1872, anno in cui Giovanni Battista Pirelli fonda a Milano la società in accomandita semplice “G.B. Pirelli & C.”, destinata alla fabbricazione di articoli in gomma elastica. Oggi leader mondiale nel settore dei pneumatici

GAZZETTA DELLO SPORT

Il primo Giro d’Italia della Gazzetta dello Sport si è svolto nel 1909 su idea del giornalista forlivese Tullo Morgagni. Da allora si è sempre disputato, salvo che per le interruzioni dovute alla prima e alla seconda guerra mondiale. L’edizione del 2017 è stata la centesima.

FRATELLI CARLI

La Fratelli Carli S.p.A. è un’ azienda alimentare italiana specializzata nel settore dell’olio di oliva nata ad Oneglia nel 1911; oggi apprezzata a livello internazionale.

ARIMONDO

Le origini dell’impresa Arimondo risalgono al 1791 per iniziativa di Giovanni Arimondo commerciante di generi alimentari, che tramandò la tradizione del pane, dei dolci e del buon cibo.

OSCAR GIANNINO

“La ripresa c’è, oggi l’ISTAT ha ci aggiornato la stima di un terzo trimestre +0.4, ci si aspettava forse qualcosa di più, però il ritmo annuale è +1.7. Rispetto ai due anni in cui avevamo più zero virgola qualcosa è comunque molto più solida.

Il commercio mondiale sta andando bene, molte decine di migliaia di imprese italiane sono posizionate nella parte migliore delle catene globali del valore, stiamo andando al 2017 con un record storico dell’export italiano intorno a 500 miliardi.

Siamo fuori dalla crisi? La risposta è no, noi abbiamo perso, nel momento più basso della crisi italiana due anni fa, più di 9 punti di PIL, un quarto della produzione industriale, il 27% totale di investimenti pubblici e privati del nostro paese. A questa fine 2017, con la ripresa in corso, ci arriviamo con 5 punti di PIL, rispetto al 2007 ne mancano ancora.

Con questo ritmo potremmo dire di essere tornati, se non acceleriamo la ricrescita, a fine 2007 solo nel 2022.

Ci sono segnali forti, abbiamo recuperato più di 900 mila posti di lavoro in tre anni, ma anche qui per tornare al livello precedente ne manca ancora. Li abbiamo recuperati però in posti di lavoro in cui come si vede è finita la decontribuzione, nell’ultimo anno il 90% sono a tempo determinato e non indeterminato e abbiamo un welfare che non funziona per tre grandi categorie italiane: i poveri assoluti, che sono 4.8 milioni, tanti, i giovani, perchè spendiamo il 75% della nostra spesa sociale per gli over 65enni, cioè per le pensioni, e le famiglie, e lo si vede da questo terrificante andamento della demografia italiana che, o riusciamo a invertire rapidamente e significa nel giro di qualche anno, non in pochi mesi, oppure disegna una prospettiva tragica.

Ricetta? Non solo bisogna fare in modo che l’economia continui a sprigionare al meglio la sua energia, ma per fare questo bisogna cambiare un po’ il welfare e cambiare un po’ il fisco, quindi anche cambiare la spesa. Noi abbiamo troppa spesa allocata male.

Per me è anche troppa spesa, ma la cosa fondamentale è riallocarla meglio. Una spesa sociale, che in Europa è un’eccezione per la quota così troppo elevata che da alle pensioni, impone di immaginare, non di abbattere da un giorno all’altro le pensioni, che sarebbe una follia totale, ma ci impone una severa opera di razionalizzazione.

Faccio un esempio, noi abbiamo oggi attualmente vigenti nel nostro paese 155 deduzioni e detrazioni per le persone fisiche di cui 80 riguardano le famiglie. Abbiamo centinaia di progetti di spese sociali per sostenere i poveri e le famiglie nei 500 comuni maggiori italiani, abbiamo aggiunto in questo anno che inizia, il REI, il reddito di inclusione, con 1,7 miliardi che però riuscirà al massimo a interessare con 400 euro al mese rispetto ai quei 4,8 milioni di poveri assoluti, neanche un terzo.

Nel fare la somma di tutti questi strumenti disordinatamente accumulati nel tempo c’è bisogno di una razionalizzazione che concentri le risorse sugli obiettivi che ho dato prima. Si può fare, se la politica e il nuovo governo dopo le elezioni avrà la forza e la voglia di farlo. Dobbiamo farlo , questo paese non può crescere di più in una condizione in cui ci sono troppi abbandonati a se stessi”.

ALBERTO ALBERTI

L’anno non è stato negativo come i precedenti, abbiamo dei segnali morbidi, tenui, di ripresa. Cerchiamo di seguire poi questa strada che questi segnali ci danno. Penso che ci sia la possibilità perchè parliamo del settore turistico che in questi ultimi due anni sta piano piano recuperando posizione, parliamo dell’agroalimentare che anche lui va benino, parliamo di un qualcosa che anche se va su numeri negativi, però, i segnali li da.

Il mondo dell’edilizia con lavori soprattutto fatti in francia, sta cominciando anche in questo senso una certa attività che può foriera di sviluppi interessanti per il futuro, come può essere interessante lo sviluppo per i periti francesi nel parco del Roja, che proprio il 7 dicembre viene finalmente dismesso, dopo 20 anni di pratiche varie. Anche questo può creare delle opportunità con dei volani incredibili. Sono moderatamente ottimista questa volta.

Cosa chiediamo alla politica? Noi vorremmo che ci lasciassero lavorare. Quello che la politica deve fare, deve riuscire a far si che vengano cambiate le regole. Noi per fare qualunque cosa, non si può aspettare mesi se non anni, quando i nostri vicini tedeschi e francesi in 30 giorni riescono ad avere le licenze e i permessi. Noi qui rischiamo di rimanere ultimi e sempre di più in Europa proprio per via di queste pastoie burocratiche che ci massacrano. A volte sono anche inutili, a volte sono dei doppioni. Dobbiamo rivedere le regole, se no non ce la facciamo.

Per uscire dalla crisi , l’amministrazione, la parte pubblica ci deve pensare lei. Nel senso che si deve ammodernare e deve essere più efficiente. Non deve inventare niente, basta copiare quello che fanno in Germania e in Francia. Copiare, niente di più”.

PAOLO DELLA PIETRA (Direttore Confindustria Imperia)

“Un grande successo, relatori di altissimo livello e quasi tutti i nostri imprenditori presenti. E’ un momento in cui Confindustria celebra non solo i suoi imprenditori, ma anche il territorio. La relazioni di Alberto Alberti è stata incentrata sull’attività svolta durante l’anno e su quelli che potranno essere i progetti futuri. C’è un progetto a cui stiamo lavorando da circa due anni. Nella nostra associazione sono presenti più di una decina di aziende che lavorano nell’ambito dei servizi tecnologici avanzati, soprattutto nell’ambito dell’elaborazione del software. Queste aziende vorrebber unirsi, mettersi tutte insieme, in un solo edificio, un solo Polo Tecnologico, che permetterebbe non solo di dare una casa alle imprese esistenti, ma anche di creare un marketing territoriale verso quelle aziende al di fuori di Imperia che potrebbero venire ad Imperia per alcuni fattori, ad esempio la velocità della fibra ottica e la qualità della vita. Perché anche se le classifiche ci relegano agli ultimi posti, per noi non è assolutamente così.

Gli imprenditori chiedono alla nostra associazione di fare fronte comune e di riunire tutte le aziende che hanno il medesimo interesse. Alla politica chiedono di attivarsi perché Imperia negli ultimi anni ha perso pezzi importanti che hanno costituito la storia ed è importante che si trovi una nuova identità e una nuova anima per questa città che si è un pò perduta.

Abbiamo individuato due aree, sulle quali stiamo facendo dei rendering. Gli architetti sono al lavoro. Poi dovremo colloquiare molto bene con la Regione Liguria per avere tutti gli incentivi che possono arrivare nell’ambito dei bandi europei.

Assemblea Generale Confindustria Imperia

Assemblea Generale Confindustria Imperia – Alberto Alberti



La premiazione



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