Attualità, Home, Politica — 28 febbraio 2018 alle 10:31

VENTIMIGLIA. GENERI DI PRIMA NECESSITÀ PER I MIGRANTI. LA DENUNCIA DI POTERE AL POPOLO:”DEVE ESSERE LO STATO AD OCCUPARSI DI EMERGENZE UMANITARIE SIMILI”

Così, in una nota stampa, Potere al Popolo, per denunciare l’emergenza migranti di Ventimiglia

di Redazione

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“Qualcuno, tempo fa, si era detto soddisfatto che Ventimiglia non fosse diventata un’altra Calais. E’ probabile che questo sia vero, ma non sono sicuro che la cosa meriti di generare “soddisfazione” dal momento che oggi il confine italo-francese, se confrontato con Calais, è anche peggioCosì, in una nota stampa, Potere al Popolo, per denunciare l’emergenza migranti di Ventimiglia. 

“Le condizioni in cui vivono decine di persone, bambini compresi, sono inumane: famiglie intere si accampano lungo il fiume, in condizioni igieniche preoccupanti e senza garanzia di assistenza sanitaria, per essere sfamate o per avere acqua potabile possono affidarsi solo ai solidali sui quali, fra l’altro, le istituzioni si sono accanite con sistematicità, e persino la chiesa delle Gianchette, che dava accoglienza a donne e bambini, ha dovuto chiudere i battenti lo scorso anno.

Associazioni di ogni genere hanno denunciato l’insufficienza delle strutture di accoglienza comunali presenti sul territorio e di fronte alla granitica indifferenza delle istituzioni, si sono organizzate come meglio potevano, rischiando multe, denunce e fogli di via semplicemente per aver rifiutato di girare la testa dall’altra parte.

Molto triste è anche il fatto che una situazione così grave, ormai da tempo balzi (se balza) agli onori delle cronaca solo quando il Burian di turno, o le piogge torrenziali, mettono nell’immediato a repentaglio la vita e l’incolumità dei migranti.

In realtà ad essere inaccettabile è ciò che avviene quotidianamente a Ventimiglia, la sistematica violazione dei più basilari diritti umani che chiunque può constatare facendosi un giro lungo il Roia e che nessun paese che voglia definirsi civile dovrebbe mettere in atto, quali che siano le convinzioni politiche del legislatore di turno.

Inoltre, lasciare che l’assistenza per i generi di prima necessità, per i vestiti, il ricovero, le cure, l’igiene e l’integrazione sia affidata esclusivamente all’iniziativa individuale di singoli o associazioni, è cosa che grida – forte- vendetta.

Perchè i solidali vanno senz’altro ringraziati, ma devono essere lo Stato e la politica istituzionale, ad occuparsi primariamente di emergenze umanitarie simili. Se con un minimo di lungimiranza storica e politica ci convincessimo finalmente che quella dei flussi migratori verso l’Europa è una realtà inarrestabile, oggi come in futuro, forse riusciremmo a gestire con maggiore consapevolezza e umanità situazioni simili.

Potere al popolo conta fra le sue fila persone che conoscono bene il confine, perchè da anni impegnate a portare solidarietà ai migranti: sappiamo bene, quindi, che le soluzioni non sono le deportazioni o gli sgomberi (uniche attività in cui le istituzioni si sono dimostrate stranamente zelanti), ma, se mai, la cancellazione del confine e la possibilità di autogestione dei percorsi di accoglienza.

In tale direzione, dunque, ci siamo impegnati e ci continueremo ad impegnare prima,durante e dopo le imminenti elezioni politiche.

Consapevoli che parlare di accoglienza, durante la campagna elettorale, è evidentemente considerato poco vantaggioso da tutte le forze in campo, noi ci rivolgiamo a coloro che ritengono che senza dubbio il principio di umanità valga molto di più di una manciata di voti e rivendichiamo con forza la necessità di un cambiamento sostanziale nella gestione dei confini ( di quelli fisici, ma sopratutto di quelli mentali)”.