Cultura e manifestazioni, Home — 25 aprile 2018 alle 12:55

IMPERIA. 25 APRILE, LE CELEBRAZIONI DELLA LIBERAZIONE D’ITALIA IN COMUNE. TRUCCHI:”LA LOTTA PARTIGIANA HA SALVATO IL NOSTRO PAESE”

A seguito del corteo dalla chiesa di Cristo Re alla vicina Piazza della Vittoria, dove c’è stata la deposizione della corona di alloro al Monumento dei Caduti, le celebrazioni per la Liberazione d’Italia, avvenuta il 25 aprile 1945, si sono spostate all’interno del Palazzo Comunale.

di Redazione

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A seguito del corteo dalla chiesa di Cristo Re alla vicina Piazza della Vittoria, dove c’è stata la deposizione della corona di alloro al Monumento dei Caduti, le celebrazioni per la Liberazione d’Italia, avvenuta il 25 aprile 1945, si sono spostate all’interno del Palazzo Comunale.

Durante la cerimonia, hanno preso la parola il sindaco di Imperia Carlo Capacci, l’ex consigliere regionale Lorenzo Trucchi, due studenti del Liceo Classico Vieusseux di Imperia e il sindaco dei ragazzi Tommaso Rosa.

Piccolo fuori programma prima dell’intervento del sindaco Capacci che ha chiesto informazioni in merito alla scarsa pubblicizzazione degli eventi in occasione della festa del 25 aprile.

“Prima che inizi a parlare il sindaco, vorrei chiedere una cosa - ha affermato Alberto De Infanti dal pubblico – Quanti manifesti della celebrazione di oggi sono stati appesi in città? Non sono riuscito a sapere quale fosse il programma della manifestazione. Non si fa così, ci vorrebbe tutta la città informata”.

“A ogni domanda ci vuole una risposta - ha replicato il sindaco Capacci - Il Comune di Imperia ha affisso 70 manifesti in tutta la città e negli edifici pubblici, ha invito comunicati stampa e ha divulgato il programma di questo evento di oggi. Inoltre, il programma è più o meno sempre uguale. Tutti sanno quando è il 25 aprile, così come tutti sanno quando è il 25 dicembre. Ringrazio tutti gli oratori e i 3 ragazzi che sono il nostro futuro”.

“Sono poco tecnologico e quindi non ho visto i comunicati stampa online – ha quindi concluso De Infanti – Io in giro non li ho visti, ma mi basta la risposta del sindaco”.

L’intervento del sindaco Carlo Capacci

“Tutti gli anni da 73 anni ci riuniamo per ricordare il 25 aprile e rafforzare i sentimenti verso la nostra nazione. La nostra patria esiste grazie a chi ha sacrificato il proprio futuro. I traguardi di tolleranza e diritti non vanno mai dati per scontati.

Oggi abbiamo la fortuna di celebrare di persona i partigiani presenti che sono venuti a testimoniare i fatti del 1945 e abbiamo l’onore e il dovere di ricordare i sacrifici dei caduti per la resistenza.

In quel periodo di fatti traumatici e straordinari è nata la patria in cui viviamo ed è stata scritta parte della storia. Ogni italiano è chiamato a riappropriarsi di quei valori e far rivivere il senso patriottico che ci è stato tramandato come una staffetta in una corsa che non deve mai avere fine.

Voi giovani non dimenticate mai l’importanza della nostra storia. Questo vi renderà davvero liberi. Ricordate che avete un compito, dovete tramandare ai vostri figli e nipoti quello che noi abbiamo cercato di tramandare a voi. Viva il 25 aprile, viva Imperia, viva l’Italia”.

L’intervento di Lorenzo Trucchi, ex consigliere regionale

“La resistenza è un tratto fondamentale della nostra storia contemporanea che ha determinato un cambiamento storico trasformando l’Italia in uno stato libero pacifico e democratico. La lotta partigiana ha sollevato il nostro paese e ha avviato la ricostruzione morale per salvaguardare l’indipendenza e l’integrità territoriale. I diritti dei cittadini e le libertà sono state conquistate attraverso una storia drammatica, non ce li ha regalati nessuno. Giorgio Napolitano ha detto che non è una eredità di cui beneficiare senza chiedersi da dove viene.

Non è solo la festa di una libertà conquistata, è anche la festa di una rinnovata unità, proiettata in Europa. Il nostro paese ha un debito inestinguibile verso i tanti giovani che hanno lottato e sacrificato la vita per riscattare l’onore della patria. Onore e rispetto di tutti i caduti.

C’è la comune constatazione che questi eventi non hanno conseguito solo la ricostruzione, ma anche la costituzione della Repubblica e dello stato moderno. Hanno portato avanti un progetto avanzato che ancora oggi assicura al nosto paese democrazia e libertà. I giovani italiani possono andare in altri paesi a studiare, a vivere.

I grandi capi della lotta antifascista seppero non solo resistere alla ferocia della dittatura, ma seppero delineare il progetto della nascita della repubblica. Pace e progresso e argine alle minacce del terrorismo alla convivenza civile.

Le forze si sono riconosciute in un disegno di ampio respiro storico con valori democratici, con il ripudio dei nazionalismi e della guerra. La resistenza non fu né rossa né bianca ma la lotta fu unitaria. Sono questi i meriti non cancellati della nostra storia. Ci sono stati 60 mila caduti in provincia di Imperia. Ci sono state 6 medaglie d’oro, Felice Cascione, Sergio Sabatini, Mario Dino Rossi, Silvio Bonfante, Roberto Di Ferro, Franco Ghiglia. Grande contributo per la lotta della libertà dell’Italia.

Nel 1929 quando venne eletta la nuova camera dei deputati scelti dal gran consiglio del Fascismo, a Imperia si registrò una delle più ampie manifestazioni del no.

A quasi 100 anni di distanza, in un mondo mutato, ci sono movimenti nazionalisti che pretendono di erigere nuovi muri, alimentando nuovi contrasti e paure.

Il governo Mussolini individuò nei cittadini nella religione ebraica una nuova categoria da sterminare così come era stato fatto con gli oppositori politici, strinse una forte alleanza con la Germania di Hitler. La dichiarazione di guerra del 1940 non è stato un incidente di percorso, è stato uno sbocco naturale. I partigiani liguri hanno costretto alla resa i fascisti ben prima dell’arrivo dei liberatori.

Fa parte della nostra costituzione il ripudio della guerra, il riconoscimento del diritto di asilo, l’abolizione della pena di morte, la scuola per tutti. Se oggi i confini sono aperti lo dobbiamo anche all’intuizione della proposta politica che gli uomini hanno portato avanti in quel momento drammatico. Quello che ha iniziato la resistenza è un percorso che è destinato a non interrompersi mai”.

Irene Alberti studente 5A Liceo Classico Imperia

“Cosa ci è rimasto di quel periodo? Torniamo al 1945, in quegli anni l’Italia era molto frammentata, le differenze messe da parte contro un nemico comune. Ho percepito la fratellanza. Il giorno della liberazione è stata diverso in ogni paese. Tra quei giovani aleggiava un senso di libertà nonostante l’orlo del baratro.  Tutti si aiutavano a sopravvivere. Purtroppo molti giovani vedono questa giornata solo come un giorno di vacanza senza comprendere il significato”.

Leonardo Fasciana 5A Liceo Classico Imperia

“Arrendersi o perire, non restavano altre scelte. Con queste parole Pertini lasciò l’insurrezione partigiana che portò alla liberazione antifascisti. Dopo 73 anni di libertà si avvicina quella svolta per cui le prossime generazioni erediteranno le conquiste dandole per scontate. La libertà ottenuta rischia di sbiadirsi. Bisognerà offrire lenti sempre più spesse. La libertà non è qualcosa da appendere al muro, ma un vestito di un cittadino libero. Il nostro ha il colore del pantano dei sentirei, la stoffa del coraggio. Non dobbiamo sentirci timidi di indossarlo ma andarne fieri. Non è da indossare in un giorno solo per una cerimonia. Questi valori fanno si che dal 1945 noi possiamo avere i nostri diritti. Io ho potuto votare grazie al 25 aprile, non assito più a libertà calpestate, non devo più scegliere tra la mia morale e quella dello stato, non mi confondo insieme a tanti elmetti in marcia, il mio lavoro non è più compromesso da regole repressive, io posso vedere la realtà sotto vari punti di vista grazie ai giornalisti autentici, io posso vivere.  Nella nostra città i nostri nonni o genitori hanno partecipato attivamente e hanno fatto sì che oggi fossimo qui. Questo è il vero spirito del 25 aprile. Dovremmo essere di esempio e faro per chi ancora vive in dittature”.

Tommaso Rosa, sindaco dei Ragazzi

“In questo giorno di festa voglio riflettere sul valore della sacralità della vita. Per quelli della mia età non è facile immaginare un periodo disumano come quello di 73 anni fa vissuto dai nostri nonni. Se oggi siamo qui è perché vogliamo riflettere sulla storia tramandata, piena di sangue versato per difendere i valori più alti dell’esistenza umana. A scuola lo studio della storia deve formarci come cittadini migliori. Con la guerra sempre si perde, l’unico modo di vincere una guerra è non farla”.

Ecco la diretta della cerimonia: