Cultura e manifestazioni, Home — 15 maggio 2018 alle 15:07

IMPERIA: “CREDERE disOBBEDIRE COMBATTERE”, GIOVEDÌ 17 MAGGIO IN BIBLIOTECA LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI MARCO CAPPATO

Testo un po’ autobiografico, dalla conoscenza di Marco Pannella al saluto a djFabo, e un po’ “saggio”, questo libro vuole essere una raccolta di idee e di strumenti per il futuro della democrazia

di Redazione

biblioteca-imperia-libro-marco-cappato

L’Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica e il Gruppo Radicale Adele Faccio ‘GRAF’ di Imperia annunciano che Giovedì 17 Maggio 2018, alle ore 20.45, presso la Biblioteca civica di Imperia, Marco Cappato presenterà il suo libro “Credere Disobbedire Combattere”. L’incontro è organizzato dalla Chiesa Valdese e da Apertamente.

Testo un po’ autobiografico, dalla conoscenza di Marco Pannella al saluto a djFabo, e un po’ “saggio”, questo libro vuole essere una raccolta di idee e di strumenti per il futuro della democrazia; la pratica e la teoria raccontate insieme, così come sono state vissute.

Il libro

“Credere Disobbedire Combattere”, come liberarci dalle proibizioni per migliorare la nostra vita. Autore: Marco Cappato; Editore: Rizzoli. Dalla libertà scientifica a quella sessuale, dall’antiproibizionismo ai diritti dei disabili: una difesa appassionata del nostro diritto alla libertà.

Non cambi il mondo, e non difendi la democrazia, facendo sempre ciò che ti dicono di fare; occorre assumersi la responsabilità di contravvenire a leggi ingiuste senza aspettare che qualcuno gentilmente lo conceda. L’obiettivo non è violare le regole, ma cambiarle, la cosa giusta da fare quando la legge si scontra con il vissuto delle persone, trascurando diseguaglianze rese ancora più profonde dalle proibizioni. Questo ha fatto Cappato accompagnando in Svizzera dj Fabo, aiutandolo a porre fine alla sua sofferenza a costo di esser perseguito penalmente nel nostro Paese; ed è ciò che farà ancora, per difendere il diritto di tutti di essere “liberi di sorridere, fino alla fine”. Eutanasia e fine vita, dunque, ma anche droghe, sesso, internet, genetica, scienza, diritti umani: contro le tante norme che in vari campi minacciano la libertà e criminalizzano comportamenti diffusi e realtà sociali ineliminabili, Cappato si batte con gli strumenti della disobbedienza civile e della nonviolenza, seguendo le orme di illustri personalità come Gandhi e di compagni di viaggio come Pannella. Intrecciando pratica e teoria, la sua storia radicale e le sue azioni – dall’arresto a Manchester nella campagna antiproibizionista alla difesa della ricerca sul genoma e le staminali, alla battaglia contro l’informazione manipolata e la limitazione della libertà digitale – spiega perché disobbedire civilmente è strumento indispensabile per chi vuole migliorare il sistema e difendere la libertà di tutti, cominciando dai settori, la scienza in primis, dove la presenza dello Stato non è soltanto inutile, ma controproducente. Lo fa in prima persona, assumendosi la responsabilità delle sue azioni, sperimentando alternative, creando conoscenza.

L’autore

Marco Cappato è nato nel 1971; laureato in economia, giornalista, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, promotore del Congresso mondiale per la Libertà di Ricerca Scientifica e della campagna Eutanasia legale; ex deputato europeo radicale, ex consigliere comunale e metropolitano a Milano, ex presidente di Radicali Italiani; cura l’edizione domenicale della rassegna stampa di Radio radicale “Stampa e regime”.

L’intervista all’autore

Ma i Radicali esistono ancora? Fra i gruppi parlamentari non ci siete

Sì, il nostro gruppo parlamentare non c’è (quando c’era si chiamava Gruppo Federalista Europeo), ma trovi il Partito Radicale tra le organizzazioni con status consultivo all’Onu e Radicali Italiani tra i promotori delle leggi di iniziativa popolare Ero straniero e per la liberalizzazione del trasporto pubblico romano. Poi incontri molti radicali nei verbali di carabinieri e polizia: non per fatti di corruzione ma per azioni di disobbedienza civile. Insomma, Radicali in circolazione ce ne sono ancora!

Oltre all’attività in Radicali Italiani, combatti le tue battaglie civili anche come front man dell’Associazione Coscioni: Mina Welby, altra grande anima dell’Associazione, ha raccontato la sua esperienza personale e il lavoro del vostro gruppo. Qualcosa è cambiato sul tema del fine vita? Il video appello al Parlamento giace ancora come lettera morta?

Il Parlamento continua a ignorare la nostra Legge di Iniziativa Popolare per la legalizzazione dell’eutanasia; ma è stata approvata mesi fa la legge sull’interruzione delle terapie e sul testamento biologico, malgrado i giochini dei partiti, spaventati dall’idea di assumersi finalmente la responsabilità di decidere. Intanto, chi ha i soldi o i contatti prova a risolvere nella clandestinità o andando all’estero, se è ancora in condizione di farlo.

Credere disobbedire combattere: è il testamento di un rivoluzionario che scorge da lontano i 50 anni o un grido di dolore verso una società sorda e disattenta?

I 50 anni li vedo da vicino, ma per un testamento è presto; ho voluto raccontare la vita vissuta finora e le idee messe insieme; sarei felice se a qualcuno facesse venir voglia di darsi da fare; a me è servito per fare il punto e pensare a qualcosa di nuovo.

Sai di rischiare una pena pesante nel processo che ti vede imputato, a Milano, di aiuto al suicidio, per aver accompagnato incontro alla dolce morte in Svizzera lo sfortunato Fabiano Antoniani: pentito di ciò hai fatto?

Il reato previsto dal codice penale fascista era chiaro, ma lo sono altrettanto i principi di libertà fondamentali contenute nella Costituzione e nei documenti internazionali sui diritti umani. Finalmente c’è un’occasione per fare chiarezza.

In un mondo di nanetti, la mancanza di un gigante come Marco Pannella si nota ancora di più. Due parole in suo ricordo?

“Essere irriconoscibili”: in due parole fu questo il testamento politico di Pier Paolo Pasolini indirizzato al congresso Radicale. Pannella ci riusciva, per creare nuove libertà, invece di campare sulle conquiste del passato: è l’opposto della politica marketing, che vende slogan scollegati dalla realtà.