Home, Politica — 30 giugno 2018 alle 14:55

IMPERIA: LUCIO SARDI (SINISTRA ITALIANA) ALL’ATTACCO DI CLAUDIO SCAJOLA. “STILE CHE RICORDA L’ISTITUTO LUCE, SUL PORTO VUOLE UN RITORNO AL PASSATO”

“Evidentemente il ‘sindaco del fare’, gli interessi dei soliti e non della città, vuole riportare indietro
le lancette del tempo per ridare il porto nelle mani di chi a suo dire ci ha messo i soldi per costruirlo”

di Redazione

sardi porto scajola

“Il neo eletto sindaco di Imperia Scajola, in occasione del passaggio di consegne con l’uscente Capacci, ha congedato i giornalisti presenti affermando che era finito il tempo degli annunci ed iniziava quello del lavoro amministrativo. Poteva essere un messaggio apprezzabile se fosse stato rispettato almeno per qualche ora”. Inizia così la nota stampa inviata ai giornali da Lucio Sardi, segretario provinciale di Sinistra Italiana, ex membro del cda di Go Imperia, e candidato Sindaco alle scorse elezioni con la lista “Sinistra per Imperia“, in merito all’operato dell’ex Ministro, neo Sindaco, nei primi giorni di mandato.

La nota stampa di Lucio Sardi – “Stile che ricorda l’Istituto Luce”

Scajola, dal giorno della vittoria al ballottaggio, ha inanellato una serie di annunci e messaggi che sarebbero stati , magari voglioso di esternare le sue volontà di cambiamento. Peccato che lui sia l’esatto contrario e non abbia le carte in regola per fare l’innovatore. In questi giorni i mezzi di stampa ci hanno raccontato delle gesta del neo sindaco che ha battuto ufficio per ufficio del Comune,  ficcando il naso in ogni cosa che gli sembrasse meritevole di rilievo e commento, con  uno stile che ricordava l’Istituto Luce. Mancava solo che Scajola, incontrando gli operai comunali, si cimentasse in disquisizioni sulla sostituzione delle mattonelle rotte (suo cavallo di battaglia in campagna elettorale) o il settore del verde pubblico dando consigli sulla semina della rotonda di Castelvecchio (suo punto cardine per il rilancio turistico della città). Ma dopo questo diluvio di banalità dell”uomo del fare dal basso’, degno della peggiore propaganda di regime (decadente), la politica degli annunci si è ‘elevata’ sulla vicenda del porto turistico.

La notizia che la curatela fallimentare (in tutti i sensi) della ‘Porto di Imperia spa’ ha in queste ore depositato una richiesta di risarcimento danni al Comune per la decadenza della concessione demaniale, sulla cui correttezza si è espresso il Tar ed il Consiglio di Stato con sentenze inequivocabili, poteva consentire al ‘sindaco delle soluzioni dal basso’ di dare una risposta chiara a difesa degli interessi della città. Invece, con ‘sorpresa’, scopriamo che il sindaco decisionista e portatore di enormi responsabilità su questa vicenda, ha pensato bene di riconoscere ragioni alle richieste della curatela, affermando che ‘quelli che hanno messo i soldi per costruire il porto (non) lo regalano’ e che ‘su questa vicenda del porto si è fatto un gran pasticcio nel passato’, quasi che le colpe siano di altri.

Non una parola sulle responsabilità di chi ha portato via da Imperia i soldi fatti vendendo i posti barca per lasciare alla città un’opera incompiuta e mal realizzata, con molte imprese anche locali non pagate per i lavori realizzati. Evidentemente il ‘sindaco del fare’, gli interessi dei soliti e non della città, vuole riportare indietro le lancette del tempo per ridare il porto nelle mani di chi a suo dire ci ha messo i soldi per costruirlo. Ovviamente il ‘sindaco del fare’ annuncia di aver messo su un team di esperti per risolvere la questione e di aver richiamato all’ordine l’amministratore della Go Imperia per i gravi ritardi che lui gli addebita sulla manutenzione del porto (roba di mattonelle ovviamente). Perchè così si capisce chi è il colpevole (la gestione pubblica del porto) e chi deve, secondo Scajola, essere risarcito del danno subito (i soci della Porto di Imperia spa). Insomma sul porto, mattonella su mattonella, il sindaco Scajola intende completare quel ritorno al passato (purtroppo fallimentare per la città) che la sua elezione ha rappresentato.

P.s. Tra gli annunci del ‘sindaco del fare’ c’è anche quello di voler incontrare personalmente gli altri sette candidati a sindaco per confrontarsi sui problemi della città. Vorrei risparmiargli il tempo di quell’incontro affinchè Scajola possa dedicarlo non alla sostituzione di qualche mattonella utile a ricostruire il suo sistema di potere, bensì a fare una riflessione solitaria su come si dovrebbe intendere l’interesse di una città che sta pagando il prezzo di molti errori del passato. Magari davanti a uno specchio”.

 
 
 
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