LA SVOLTA. IL SUPER PENTITO CRETAROLA: “PALAMARA MI DISSE DI FINGERMI PAZZO, DI SIMULARE UN SUICIDIO E COSI’ FECI”

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“Dovevo essere sporco, per mostrarmi affranto e incurante di ciò che era attorno a me, non dovevo lavarmi, tagliarmi i capelli o la barba. Quindi non mi lavavo, non parlavo con nessuno, nemmeno con i miei periti di parte. Dovevo raggiungere il mio obiettivo dell’infermità mentale”

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La svolta

Imperia – Prosegue il racconto del super pentito nel processo anti ‘ndrangheta “La Svolta”. Una volta arrestato per l’omicidio Delfino, Gianni Cretarola si trova in carcere a Sanremo e, sollecitato dal pm Arena, racconta il suo periodo in carcere.

All’inizio ero detenuto in carcere a Sanremo e incontro Carmelo Gullace, di San Ferdinando e attivo nel savonese, che mi suggerì l’avvocato da chiamare. C’era anche qualche altro personaggio di Ventimiglia e poi arrivò Antonio Palamara che mi disse di cambiare atteggiamento, di non essere così fiero”.

Antonio Palamaraspiega il pentitomi disse che dovevo fingermi pazzo e che dovevo simulare un sucidio mosso dal pentimento e dalla follia. Grazie ai compagni di cella che erano con me abbiamo legato mezzo lenzuolo alle sbarre della cucina, altre invece attorno al mio collo, poi mi verso addosso dell’acqua come se mi fossi orinato addosso e mi sono creato dei segni sul collo. Poi i miei compagni di cella hanno avvisato le guardie che mi hanno staccato da lì e mi hanno portato all’ospedale e poi all struttura psichiatrica di Costa Rainera. Avevo adottato una soluzione di mutismo assoluto, mi facevo vedere stanco e debilitato e poi le medicine le sputavo, chiedevo sempre le pillole”.

“Quando sono tornato in carcere a Sanremo mi sono fatto mettere nel reparto di degenza insieme ad Antonio Palamara che mi dice di continuare e perseverare. Dovevo essere sporco, per mostrarmi affranto e incurante di ciò che era attorno a me, non dovevo lavarmi, tagliarmi i capelli o la barba. Non mi lavavo, non parlavo con nessuno, nemmeno con i miei periti di parte. Palamara mi disse di non esagerare con gli atteggiamenti perchè se no mi avrebbero sedato”

Il pm Arena chiede poi come si comportava Cretarola durante le perizie psichiatriche: “Mi sono comportato uguale in tutte le situazioni, anche con i periti. Il test di Rorschach lo avevo già visto prima sono arrivato preparato così davanti alle tavolette mi sono buttato per terra fingendomi un bambino. Poi sono stato portato verso Montezemolo in una casa di cura. Io non mollavo perchè dovevo raggiungere il mio obiettivo quindi ottenere l’infermità mentale”.

“Ad un certo punto sono andato ai domiciliari quindi ho frequentato Palamara fino al 28 febbraio 2002, lui sapeva tutto chiaramente e parlavamo fuori dalla cella essendo in degenza. Questa sezione permetteva di passeggiare nell’aria grande che tocca a tutti quanti una volta ogni tanto, invece la degenza esce sempre in aria grande avendo così modo di incontrare a rotazione tutte le sezioni. Passeggiavo con lui per un po’ e poi il resto del tempo mi strusciavo contro il muro per fingere di essere pazzo”.

 

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