Franco Gabrielli cittadino onorario di Imperia, scelta inopportuna? In consiglio va in scena il teatro degli orrori /L’editoriale

Attualità Imperia

Il Capo della Polizia Franco Gabrielli ha rinunciato alla cittadinanza onoraria di Imperia. Ad annunciarlo, ieri sera, in consiglio comunale, tra lo stupore generale, il Sindaco Claudio Scajola.

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Il Capo della Polizia Franco Gabrielli ha rinunciato alla cittadinanza onoraria di Imperia. Ad annunciarlo, ieri sera, in consiglio comunale, tra lo stupore generale, il Sindaco Claudio Scajola. L’ex Ministro si è scagliato contro la minoranza, colpevole, a suo dire, di aver rivolto a Gabrielli accuse talmente infamanti da farlo desistere dall’accettare il conferimento della cittadinanza onoraria.

A ben vedere, però, Scajola non dovrebbe guardare solo in casa d’altri, ma a tutto il consiglio comunale, ieri sera protagonista di un vero e proprio teatro degli orrori.

Il voto favorevole di un’opposizione sempre più blanda e sbiadita

Gli interventi accomodanti dei capogruppo del PD, Fabrizio Risso, e di Imperia di Tutti Imperia per Tutti, Roberto Saluzzo, hanno destato, sotto il profilo prettamente politico, non poche perplessità. Un’opposizione così blanda e sbiadita poche volte si era vista nella storia recente di Imperia. La sinistra imperiese, da Grosso alla Nattero, da Zagarella a Verda, da Indulgenza alla Badano, è tristemente scomparsa, sostituita da partiti come il Pd e i socialisti, ogni giorno sempre più attenti a non alterare le dinamiche locali di potere che a rappresentare il proprio elettorato.

Ieri sera il candidato Sindaco di Imperia al Centro, quel Guido Abbo che secondo il Pd, ironia della sorte, era troppo centrista, si è astenuto, insieme a Edoardo, figlio dell’ex candidato Sindaco nel 2009 Paolo Verda, allontanato con classe (presidenza dell’Arte) dal Pd perché troppo “sinistroide”.

Mentre entrambi uscivano dall’aula, affiancati da Forza Italia, Lega, Vince Imperia e Progetto Imperia, sottolineando l’inopportunità di proporre al consiglio il conferimento della cittadinanza onoraria al Capo della Polizia da parte di un Sindaco ancora coinvolto in un processo a Reggio Calabria con l’accusa di aver favorito la latitanza di Matacena, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, Pd e Socialisti votavano a favore. Sorridenti, come se nulla fosse. Alla faccia di tutte le battaglie sull’opportunità e sulla trasparenza sbandierate negli anni passati. Il mondo capovolto in un attimo.

Il vicesindaco Giuseppe Fossati, con il quale non sempre questa redazione ha condiviso le posizioni, ma oggettivamente politico di razza, in uno degli ultimi consigli comunali dell’era Capacci, ha espresso un concetto che, a molti, forse per convenienza, forse per poco coraggio, sfugge. “Io posso anche essere d’accordo in linea di massima con la maggioranza – ha dichiarato – ma sono all’opposizione e quindi faccio opposizione, dunque mi astengo”. Parole che altri dovrebbero fare proprie.

Sia chiaro, qui si parla di opportunità, non di responsabilità penali più o meno riconosciute. La Dia, direzione investigativa antimafia, che ha condotto le indagini poi sfociate nel processo in cui è imputato Scajola, è un organo interforze di cui fa parte anche la Polizia di Stato, al cui vertice c’è proprio Gabrielli. E allora, come ha dichiarato il consigliere Verda, che problema c’era ad aspettare che il processo in cui è imputato Scajola si concludesse (tra pochi mesi, ndr) prima di proporre il conferimento della cittadinanza onoraria al Capo della Polizia e fugare ogni dubbio in materia di opportunità?

La bagarre tra Maria Nella Ponte (M5S) e il presidente del consiglio comunale

Due parole sul capogruppo del M5S Maria Nella Ponte e sul presidente del Consiglio Pino Camiolo. La Ponte, certamente, con il suo intervento, ha vanificato la critica, pur opinabile, ma politica, equilibrata e onesta, di Edoardo Verda, sproloquiando sul G8, sugli orrori della Caserma Diaz e sulle presunte colpe di Scajola, in veste, allora, di Ministro dell’Interno. Politicamente un autogol clamoroso, che ha permesso a uno Scajola, fino a quel momento piuttosto incupito, di recuperare energie e di riprendersi la scena, accusando la Ponte di critiche pretestuose, viziate da un rancore di fondo.

Maria Nella Ponte, però, il suo discorso, per quanto articolato con un retrogusto velenoso, in alcuni tratti fuori luogo, non l’ha terminato. Il motivo? Il presidente del Consiglio Camiolo l’ha interrotta, adducendo come motivazione il fatto che la capogruppo grillina avrebbe attaccato Scajola su questioni inerenti la “vita privata”. Una precisazione discutibile, per non dire altro, per mascherare, in realtà, un intervento arrivato per una precisa richiesta del Sindaco che, e lo si è visto chiaramente, gli aveva espresso tutto il proprio malumore per le parole della capogruppo grillina. E’ stato un errore, perché la Ponte, anche se in modo confusionario, stava criticando l’operato politico e amministrativo di Scajola e non aspetti inerenti la sua vita privata. La capogruppo grillina avrebbe dovuto poter terminare il proprio intervento, pagandone, eventualmente, le conseguenze, in base al contenuto, se sopra le righe. Non una bella pagina di democrazia.

Le dichiarazioni del consigliere Falciola sulla cittadinanza a Gabrielli

Un ultimo passaggio sul consigliere Luca Falciola che, dopo aver difeso Scajola dagli attacchi della Ponte, ha dichiarato qualcosa di politicamente aberrante sul conferimento della cittadinanza onoraria a Gabrielli. “Credo che se in qualche modo si riesce a far capire a livello centrale che Imperia c’è, io credo che sia molto intelligente, che sia molto utile creare collegamenti, sinergie, premiare chi è stato bravo, con la cittadinanza onoraria, e al contempo individuare una persona, che conosce il territorio, che può ascoltarlo, è un male questo? A chi dovremmo dare la cittadinanza onoraria? In realtà il messaggio interessante è questo. Che in questa sede, in questa aula importante, verrà dato un giusto riconoscimento a una persona che sicuramente potrà aiutarci nel nostro cammino che abbiamo iniziato qualche mese addietro. Il nostro voto sarà favorevole alla cittadinanza onoraria a Gabrielli. Che tra l’altro, leggevo prima, questo conferimento l’ha ricevuto anche in altri Comuni importanti. Magari il 7 Gabrielli verrà ad Imperia a ricevere l’onorificenza e magari tra qualche mese lui potrebbe tornare qui o noi andare la con dei piani operativi, tavoli tecnici, per concretizzare il nostro lavoro, non tramite commissioni inutili e prive di senso”.

Or Dunque, caro consigliere, Imperia voleva conferire la cittadinanza onoraria a Gabrielli per i suoi meriti, per le sue capacità, per la sua elevata statura morale, o per convenienza? Non sappiamo se Falciola, di solito molto preciso, si sia espresso male o meno, ma ne è uscito un discorso che, davvero, non fa onore a una città che, da anni, cerca di fuggire da certe, tristi, logiche di potere e clientelari.

Mattia Mangraviti e Gabriele Piccardo

 

 

 

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