Caos rifiuti Pontedassio: nuova fumata nera in Prefettura, confermate le azioni di protesta. “Chiesto il parere di un legale esterno”/Foto e Video

Entroterra Provincia

Nuova fumata nera nell’incontro tenutosi in Prefettura, a Imperia, tra i sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Fiadel), i Sindaci e la Cooperativa Proteo

Nuova fumata nera, questo pomeriggio, nell’incontro tenutosi in Prefettura, a Imperia, tra i sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Fiadel), i Sindaci e la Cooperativa Proteo per risolvere le problematiche relative all’appalto rifiuti nelle valli Impero e Arroscia.

All’origine dei malumori, lo ricordiamo, la decisione, non condivisa dai sindacati, da parte della Cooperativa, subentrata nella gestione del servizio di raccolta rifiuti, di non assumere i cinque operatori con il contratto di riferimento del settore, il Fise, ma con il contratto delle cooperative sociali.

Unica intesa trovata tra le parti, al momento, quella di verificare, attraverso un legale, la legittimità dell’azione della Cooperativa relativamentealle modalità di assunzione degli operatori. Al momento, dunque, sono state confermate tutte le azioni di protesta, dallo stato di agitazione, con il blocco degli straordinari, agli scioperi.

Fabrizio Clerico, presidente Cooperativa Proteo

“Abbiamo accolto la proposta dei Sindaci di fare una verifica per capire la legittimità di questo percorso, perché siamo assolutamente sereni che il contratto sia legittimo e che i lavoratori saranno tutelati oggi, come domani, in merito ai servizi che andremo a svolgere.

Siamo assolutamente trasparenti, esisteva un problema di retribuzioni che oggi non c’è più. La garanzia del futuro è stata data, perché anche il nostro contratto prevede le clausole sociali. Per i lavoratori non ci sono problemi, non capiamo questa chiusura del sindacato. Noi vogliamo esprimere il nostro modello d’impresa e quindi anche il nostro contratto. Riteniamo di avere questo diritto,  non vogliamo che ci sia una discriminazione in questo senso. 

Tempi? Accogliamo la proposta dei Sindaci di fare una verifica presso un loro legale di fiducia. Speriamo che arrivi il più presto possibile. Noi siamo assolutamente trasparenti, abbiamo dato la disponibilità ad andare sino in fondo, a chiedere un parere preventivo, perché riteniamo ci sia tutta la legittimità. 

La normativa va proprio in questo senso, per tutelare la libertà di impresa. Le imprese possono applicare il proprio contratto. Deve essere un contratto oggetto dei servizi di appalto, naturalmente mantenendo retribuzione e norme che trovano nel momento in cui accolgono i lavoratori.

Questo devo dire che l’abbiamo detto in tutte le sedi, siamo qui a ribadirlo. Speriamo che si vada oltre che questa rigidità perché crediamo di potersi esprimere serenamente”.

Avvocato Maria Sciortino (legale lavoratori e sindacati)

“L’obiettivo è trovare un’armonizzazione tra le parti. L’unica nota positiva è che i Sindaci rappresentanti dei Comuni affidatari del servizio si sono impegnati a chiedere una delucidazione in merito a quella a quello che è l’art. 12 del capitolato di appalto, ovvero che cosa si intende per contratto di categoria per il quale chiediamo l’applicazione.

Noi riteniamo che con l’applicazione del contratto Fise ambiente i lavoratori sarebbero maggiormente tutelati, perché disciplina in maniera più ampia quello che è il passaggio nei vari avvicendamenti della società che si possono susseguire in futuro. Non tanto per questo avvicendamento, per il quale abbiamo la certezza che i lavoratori verranno assorbiti dalla Cooperativa. Il problema si rappresenterebbe nel momento in cui la Cooperativa cessasse l’attività e quindi l’avvicendamento con la nuova società potrebbe portarci a non vedere assunti i lavoratori qualora si applicasse il contratto  di Cooperativa.

Ora valuteremo quelli che sono i chiarimenti. Noi riteniamo che potrebbero andare a sottolineare quella che è la nostra posizione”.

Sindacati (Luigi La Marca, Vincenzo Giacovelli, Antonio Russo)

“Basta vedere il caso dei lavoratori Ottagono, che nel passaggio dalla Cooperativa alla nuova azienda, la Tradeco, sono rimasti a casa. Non vorremmo che succedesse di nuovo. Per ora gli scioperi sono confermati. Chiediamo scusa ai cittadini, ma riteniamo che si debba trovare la soluzione giusta per tutelare i lavoratori”.

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