“No al razzismo”. Il rap di protesta del dianese Ginius:”Qui non vogliono i migranti, odio chi ci rappresenta”/Il video

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Ginius canta: “15 ragazzi arrivano, dalla guerra scappano e questi cosa gli dicono: ‘noi qua non vi vogliamo'”.

“Diano Marina”. È questo il titolo della nuova canzone di “Ginius”, nome d’arte del 22enne Lorenzo Casassa Vigna. Come si può intuire, il giovane cantante ha deciso di dedicare un suo brano alla città dove è nato e cresciuto, raccontandone pregi e difetti, senza dimenticare temi molto “caldi” in questo periodo storico, come l’accoglienza dei migranti.

Dopo un inizio più “leggero” in cui Lorenzo si concentra sulle bellezze del golfo dianese, “A me non serve scappare, mi basta Diano Marina”, “non sai quanto è bello viver qui, con alcuni accenni ironici a i turisti, “9 mesi di pace e tre di guerra coi turisti, si arriva poi al cuore della canzone, ovvero il timore di assistere a un razzismo sempre più dilagante.

In particolare, Ginius canta: “Odio quelli che ci rappresentano. 15 ragazzi arrivano, dalla guerra scappano e questi cosa gli dicono: ‘noi qua non vi vogliamo'”.

Una canzone per Diano Marina: l’intervista a Ginius

Perché una canzone su Diano?

Perchè ci sono nato, cresciuto e ci vivo tuttora – spiega – volevo descriverla secondo il mio punto di vista, nel bene e nel male. L’ho scritta due anni fa, ma ho aspettato il momento giusto e la base musicale giusta, che ho prodotto da solo. La canzone è divisa in due parti, la prima riguarda cose più positive, mentre la seconda si sofferma su tematiche più delicate”.

Com’è nata l’ispirazione?

“L’ho scritta 2 anni fa in seguito a una riunione dei sindaci del dianese in piazza a Diano Marina in vista dell’arrivo di 15 migranti. Invece di essere un dibattito costruttivo, si era trasformato in una specie di “gogna” generale. Mi ha dato molto fastidio e per questo ho deciso di scriverci sopra una canzone. Ho l’impressione che il razzismo si stia diffondendo. Non sopporto quando si parla prima di conoscere.

I migranti sono persone come noi, che hanno affrontato situazioni molto difficili. Basterebbe conoscerli meglio e si eviterebbe l’intolleranza e la paura. È tutta gente che vuole lavorare e che deve affrontare molte difficoltà di ambientamento.

Alle riprese del video hanno partecipato alcuni dei ragazzi arrivati 2 anni fa, proprio quelli contestati. Lavorano quasi tutti e hanno tutti voglia di fare, studiano, si impegnano”.

Inoltre, adesso sto svolgendo il mio anno di servizio civile in una cooperativa di Imperia che si occupa dell’accoglienza migranti. Un’esperienza che mi arricchisce molto”.

 

 

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