Mario e Sofia, il coraggio di cambiare: addio alla grande città per gestire il rifugio di Quarzina. “Siamo una pittrice e un liutaio, porteremo arte e tante idee”/La storia

Storie

Per conoscere la loro storia fuori dal comune, ImperiaPost li ha contattati. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Due cuori, tanta arte e…un rifugio. È così che si può riassumere in poche parole l’avventura di Mario e Sofia, rispettivamente di 26 e 25 anni, partiti da Milano e approdati a Quarzina, nel cuore delle Alpi Liguri, per gestire il rifugio del paese, da tempo meta di moltissimi imperiesi appassionati dell’entroterra.

Entrambi amanti della natura e dell’arte, Mario e Sofia hanno deciso di dire addio alla grande città per ritrovare la calma e l’autenticità della vita di montagna, portando una ventata di aria nuova nella piccola frazione del comune di Ormea. L’inaugurazione è in programma per oggi, sabato 20 aprile.

Per conoscere la loro storia fuori dal comune, ImperiaPost li ha contattati. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Sofia, Mario e il nuovo Rifugio di Quarzina

Come vi siete conosciuti?

“Io sono di Milano racconta Sofia – Mario è nato Madrid, poiché la sua famiglia è italospagnola.

Ci siamo conosciuti grazie ad un’amica in comune proprio nella capitale spagnola, nove anni fa. Da allora abbiamo affrontato una lunga relazione a distanza, prima tra Milano e Madrid e poi tra Milano e Cremona, dove Mario ha frequentato la scuola Antonio Stradivari di Liuteria“.

Com’è arrivata la decisione di prendere in gestione il rifugio?

“Bisogna fare una premessa. Entrambi abbiamo la passione per la natura, in particolare per la montagna. Io fin da piccola scio e sono stata insegnante di sci in Svizzera, Mario è uno scalatore e vorrebbe diventare istruttore di arrampicata. Parallelamente abbiamo due carriere artistiche. Mario è liutaio e violinista, io sono pittrice e scultrice.

L’idea del rifugio è nata l’estate scorsa, quando siamo venuti in val Tanaro per scalare. Ci siamo innamorati della zona e ci siamo messi alla ricerca di bandi, occasioni, per lavorare in montagna. Il destino ha voluto che, tramite il CAI di Ormea, abbiamo saputo che cercavano gestori per il rifugio di Quarzina. Ci è sembrato un segno del destino, perché è proprio il posto dove era partita l’idea, e abbiamo deciso di lanciarci. Con noi ci sarà il nostro cagnolone Pablo, 2 anni, dal carattere frizzante e giocherellone”.

Siete pronti quindi a lasciare la “grande città” per vivere in un piccolo paese di montagna?

“Decisamente sì. Abbiamo fatto tanti lavori in passato, anche contemporaneamente, per riuscire a mantenerci.

Qualche esempio? Babysitter, “panelista” (assaggiatrice di prodotti per indagini commerciali), lavapiatti, facchino, fattorino in bici e molti altri. Mario per un periodo suonava in metropolitana e per strada, piuttosto di poter fare arte. Abbiamo anche fatto esperienza nel mondo della ristorazione in un paesino in Liguria di ristorazione, vicino a Lerici, per 3 stagioni estive.

Vivendo in montagna, oltre a portare avanti il rifugio, potremo ritrovare uno stile di vita più calmo, avere un nuovo rapporto con il tempo, non più frenetico, ma legato alla natura e alle stagioni. Potremo quindi anche dedicarci di più all’arte.

L’idea, infatti, è quella di portare avanti il rifugio da una parte e, dall’altra, riuscire ad avviare attività artistiche e culturali. Diventare un punto di incontro per condividere le nostre passioni artistiche e le nostre idee con altri.

Tutti gli abitanti del paese ci hanno accolto con tanto affetto. Siamo curiosi, emozionati e molto felici. Non vediamo l’ora di partire”.

 

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