“No alla chiusura ospedali di Imperia e Sanremo”, in piazza San Giovanni “Cittadinanza Attiva” raccoglie le firme / la petizione

Attualità Imperia

Questa mattina, infatti, in via San Giovanni a Oneglia (martedì prossimo gli attivisti saranno al mercato di Porto Maurizio) sarà possibile firmare la petizione per dire no all’ospedale unico a Taggia. 

Gli attivisti di “Cittadinanza Attiva” scendono in piazza per dire no alla chiusura dei due ospedali di Imperia e Sanremo e i rispettivi pronto soccorso con una mobilitazione e una petizione popolare che sarà presentata nelle prossime settimane al governo della Regione Liguria.

Questa mattina, infatti, in via San Giovanni a Oneglia (martedì prossimo gli attivisti saranno al mercato di Porto Maurizio) sarà possibile firmare la petizione per dire no all’ospedale unico a Taggia. 

Ecco il testo della petizione: 

“La Regione Liguria vuole chiudere gli ospedali di Imperia e Sanremo e costruìre un nuovo ospedale nel Comune di Taggia a nord della stazione ferroviaria a ridosso deì torrente Argentina.
Così le due città più popolose della provincia perderanno Pronto Soccorso e Ospedale in cambio di un ospedale nuovo, il cui progetto costerà almeno 250 milioni di euro e che ospiterà gli stessi reparti attualmente esistenti.

Alle lunghe liste di attesa e a una carenza della medicina sul territorio si aggiungerà anche il disagio di dover raggiungere un ospedale sempre più lontano con i noti problemi di viabilità e danni all’economia e alla qualità della vita di tutta la popolazione provinciale e dei turisti.

La svendita degli ospedali di Sanremo e Imperia, se mai potrà avvenire, porterà ben pochi soldi, di gran lunga insufficienti per coprire le spese del nuovo ospedale, come anche i finanziamenti del Governo nazionale.

E molto meglio investire sul personale sanitario, sulle auto mediche, sull’innovazione tecnologica, sulla formazione, sulla medicina preventiva e sul territorio per abbattere le liste di attesa nei Pronto Soccorso, per esami e visite specialistiche, per gli interventi chirurgici in elezione e per ridurre le fughe di pazienti fuori Asl o fuori Regione”.

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