Monesi, “La Vecchia Partenza”: a tre anni dall’alluvione, c’è chi resiste. La storia di Maurizio e Simona. “Non abbandonateci”/ Il caso

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Nonostante le difficoltà, Maurizio e Simona non si sono mai dati per vinti e hanno continuato a mantenere viva la storica locanda “La Vecchia Partenza”. 

“Non abbandonate Monesi”. Lo affermano a gran voce Maurizio e Simona, gestori della storica Locanda “La Vecchia Partenza” nel cuore di Monesi, l’unica attività ancora in piedi in paese, dopo la terribile alluvione del 2016 che ha provocato enormi danni al territorio.

Maurizio e Simona non si arrendono: “Non abbandonate Monesi”

Nonostante le difficoltà e l’impossibilità di praticare la strada dal lato di San Bernardo di Mendatica, Maurizio e Simona non si sono mai dati per vinti e hanno continuato a mantenere viva la storica locanda “La Vecchia Partenza”. 

Mentre, nel frattempo, continuano i lavori per la nuova strada, i due gestori chiedono alle istituzioni di non abbandonarli e di prendersi cura della condizione degli asfalti sul lato Viozene-Upega, di competenza della Provincia di Imperia.

“Sono 3 anni che facciamo sacrifici – raccontano Maurizio e Simona, gestori della Vecchia Partenzaabbiamo cominciato dopo la terribile frana e abbiamo dovuto affrontare tante spese, minimi incassi e numerose difficoltà. 

Tutt’oggi facciamo sacrifici in attesa del ripristino della viabilità, che dovrebbe essere ultimata a fine settembre.

Al momento, l’unica strada d’accesso è dal lato Viozene – Upega. L’aspetto scandaloso è che, di questa strada, 13 km sono gestiti dalla Provincia di Imperia e sono completamente abbandonati. Noi per muoverci, anche solo per fare la spesa, dobbiamo percorrerla e ogni volta è un terno al lotto. Abbiamo rotto la coppa dell’olio dell’auto, abbiamo bucato. Il percorso è davvero precario e pericoloso.

Abbiamo più volte segnalato i problemi alle istituzione, ma niente è cambiato. È sconcertante il divario tra la parte di competenza della Provincia di Imperia e quella di competenza di Cuneo. La prima è in stato di abbandono, la seconda è sempre in ordine. 

Questo ci danneggia moltissimo. Già la situazione non è facile e le persone pensano che siamo chiusi e che a Monesi non ci sia niente. Se poi ci aggiungiamo che per raggiungerci, non solo bisogna fare un lungo percorso, ma la strada è anche dissestata, per noi è un disastro.

Lo chiediamo a tutti, istituzioni e non: non abbandonate Monesi”.

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