Imperia: Strescino a ruota libera. “Se il nuovo sono M5S e Sardine, preferisco la Meloni. Fratelli d’Italia casa mia”/L’intervista

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L’ex Sindaco Paolo Strescino, fresco di ritorno in politica, tra le fila di Fratelli d’Italia, ha concesso una lunga intervista al nostro giornale.

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L’ex Sindaco Paolo Strescino, fresco di ritorno in politica, tra le fila di Fratelli d’Italia, nominato responsabile regionale del dipartimento degli Enti Locali, ha concesso una lunga intervista al nostro giornale.

Ex Alleanza Nazionale, poi Pdl, infine Ncd, dopo la parentesi con il Laboratorio per Imperia, Strescino è tornato nella sua casa natale, il centrodestra, con l’adesione a Fratelli d’Italia.

Quando sono iniziati i contatti con Giorgia Meloni?

“Dopo le feste natalizie. Complice un messaggio natalizio di Massimiliano Iacobucci, si è rimesso in moto quel mondo li. Ho 43 anni, 21 anni li ho passati in quel mondo. Riprendo una mia passione, anche perché trovo sempre meno gente che fa politica per passione”.

Torna a fare politica nel centrodestra nonostante l’ultima esperienza, con il Ncd, si fosse poi rivelata negativa (candidato alle Europee nel 2014).

“Era un’elezione impossibile, lo si sapeva, in quel partito che faceva fatica a livello nazionale. Aver affrontato intera campagna elettorale con l’allora Ministro Lupi mi ha fatto però crescere”.

Che cosa ha in più Fratelli d’Italia?

“È la mia casa, è formata da questa generazione, la mia, che ha un percorso, duro, difficile. La Meloni e tutte le persone che hanno fatto la gavetta, da giovani, credo siano una garanzia per il Paese.

Ho sentito dare dell’ignorante a Boris Johnson, il Premier britannico. Io credo che certi temi non debbano più essere appannaggio di una certa parte. Che si faccia una distinzione, a destra sono tutti caproni ignoranti e sinistra tutti premi Nobel, sono valutazioni di ognuno. Io credo che non sia assolutamente così”.

Chi è, secondo Lei, il leader del centrodestra? Salvini, Berlusconi o la Meloni?

“Io credo che Giorgia Meloni abbia un fattore fondamentale, che può sembrare banale, ma non lo è, che è donna. È importante perché è una sorta di cambiamento, soprattutto a destra. Cosa dimostra di più, che avere un leader donna?

Siccome la Meloni l’ho vista sin da giovane, credo che possa essere un leader, eccome. Lo è già, ha un indice di gradimento elevatissimo tra gli italiani. In un partito che è comunque chiaramente collocato, con un raggio di manovra limitato rispetto a chi è più moderato, parlare chiaro, con idee chiare, è importante”.

Lei è stato nominato in Fratelli d’Italia per bloccare l’ingresso nel partito del vicesindaco Fossati? Solo fantapolitica?

“Non so se Fossati avesse questa idea.

Quindi bisogna fare attenzione a chi entra e a chi vuole entrare. Nella fattispecie non lo so, non mi risulta.

Parliamo del vicesindaco di Imperia, con il quale ho condiviso anche un percorso nello stesso partito. Bisogna essere inclusivi, non tagliar fuori le persone. Al contempo, questa incisività non deve essere proprio così inclusiva. Con i vertici del partito concordiamo che va bene allargare, però qui hanno tutti un nome e un cognome”.

Una delle critiche mosse nei suoi confronti è ‘sempre le stesse facce’. Lei cosa risponde?

“La gente è legittimata a dare i giudizi che ritiene. Se la novità a tutti i costi devono essere il Movimento Cinque Stelle o le Sardine, che non sanno cosa dire, piuttosto che una pletora di consiglieri comunali mandati a tavolino, che non sono neanche in grado di accendere un microfono, preferisco Strescino. Scusate se lo dico io. Preferisco Gianni Berrino, Chicco Iacobucci. Preferisco 10 mila volte Giorgia Meloni o chi le sta vicino”.

Posto che Fratelli d’Italia non è presente in consiglio comunale a Imperia, cambierà qualcosa nell’opposizione? Prenderete contatti con i consiglieri di minoranza?

“Io ho condiviso con il partito questo ruolo, perché è un ruolo che permette al partito e a me di avere un collegamento molto stretto tra tutti gli eletti, in questo caso della Liguria, che vanno da Ventimiglia a Sarzana.

A Ventimiglia Fratelli d’Italia ha un assessore e due consiglieri comunali. A Imperia abbiamo un bel buco, figlio evidentemente della scorsa campagna elettorale, quando Fratelli d’Italia, a Imperia, cacciò tutto il partito una settimana prima del voto. Quelli che poi si sono candidati con Fratelli d’Italia sono stati degli eroi. C’è solo da ringraziarli, ragazzi giovani che si sono davvero sacrificati.

Bisogna far funzionare un partito e il lavoro svolto sino ad oggi è stato estremamente capillare. Questo è il mio ruolo. Quindi salire, crescere nelle percentuali e lo puoi fare solo se presenti persone per bene, idee per bene, progetti, programmi.

Io sento in questi giorni parlare di infrastrutture. Negli ultimi 20 anni la regione Liguria quanti Ministri ha avuto? Tanti. Quando vedo a vedere la Juventus tendo a fare il Col di Nava e sono sempre un pò in imbarazzo. Si è parlato della Armo-Cantarana. Ne sento parlare da 40 anni. Sarebbe pronta nel 2025, bene. Però credo che la politica si sia via via distaccata dai problemi reali. Qui in Liguria ci sono aziende in ginocchio. Non si può fare finta di niente. Meno convegni e più fatti, se no finisce che crolla anche il Col di Nava e non passiamo più da nessuna parte”.

La vittoria di Scajola, a Imperia, è stata di fatto la vittoria del civismo sui partiti. Fratelli d’Italia come può riconquistare gli elettori? Non ce l’ha fatta neanche la Lega, seppur fortissima.

“Le elezioni di Imperia sono sempre un pò delicate. Il Laboratorio per Imperia (movimento civico riconducibile a Strescino, ndr) lo abbiamo fondato circa 10 anni fa. Quello era il tempo del civismo. Viste le esperienze civiche dopo, non so se è ancora il tempo.

Io ho cambiato idea e credo che la politica la debbano fare quelli che hanno studiato, quelli che hanno dato i volantini per strada, quelli che sono stati a contatto con la gente, che lavorano, che sanno cosa vuoldire pagare le tasse. Gli altri facciano pure la politica, però temo abbiano una visione un pò sbagliata delle cose. Riferimento ai Cinque Stelle? Anche.

Gli elettori a Imperia si riconquistano creando un gruppo di persone che abbiano una visibilità, serie, che abbiano dato e dimostrato di dare qualcosa alla città. Possibilmente con un intento comune. Il clima è decisamente favorevole al centrodestra, perché qui è stato sempre storicamente così. Si tratta di riuscire a incanalare le forze.

Le elezioni comunali di Imperia sono state un’ennesima spaccatura nel centrodestra. Io provai a dirlo all’epoca che non era stata gestita nel migliore dei modi la campagna elettorale. E non per via del candidato. Mentre all’inizio tutti ci tenevano a fare il Sindaco, quando è sceso in campo Claudio Scajola non ci teneva più nessuno. Perché vincere facile o vincere con qualcuno che ti da qualche cazzottone ben dato è molto diverso. Allora qualcuno ha detto ‘anziché salire sul ring, faccio che passo’. E poi perdi. Se non hai una squadra motivata perdi. E non è che hai perso contri Bibi e Bibò. Hai perso contro una persona che la politica la sa fare.

Un anno e mezzo prima delle elezioni ero in un bar. Ho visto entrare Scajola e ho detto ‘vedrai che si candida Sindaco’. Se me ne ero accorto io che ero fuori dai giochi da un bel pò, se ne potevano anche accorgere gli altri. Probabilmente se ne sono accorti lunghi. I partiti del centrodestra devono chiarirsi sulla provincia di Imperia, su che linea prendere. Fratelli d’Italia lo sa già. Capendo quello, diventa tutto più facile. I compagni di viaggio devono essere solidi. Non si possono girare dall’altre parte ad un certo punto”.

L’ipotesi che Lei alle Regionali si possa trovare Claudio Scajola come alleato c’è. Non avrebbe nessun problema?

“Se si dovesse presentare la questione, il partito, perché si parla di partito, non di Strescino, valuterà. È evidente che in ottica delle elezioni regionali bisogna vedere se un alleato in più va a rompere un equilibrio solido come quello del centrodestra”.

Su di Lei c’è un’etichetta da sempre. Strescino è o non è un fascista?

“Siamo nel 2020, è fuori posto, fuori tempo. Non mi pare abbia un gran significato. Poi c’è chi è fiero di essere comunista, c’è chi è fiero di essere fascista. Io qualche botta di fascista l’ho presa, però devo dire che quando ho amministrato la città di Imperia non mi pare di aver mai avuto problemi. Credo di essere stato il primo Sindaco ad aver preso e ad essere andato in un campo di concentramento, a Dachau, dove erano stati deportati degli imperiesi. Ma perché era una cosa che sentivo fosse da fare, perché non l’aveva mai fatta nessuno. Io credo che sia meglio parlino i fatti”.

Scajola quando parla del passato fa coincidere l’inizio del declino di Imperia con la sua amministrazione. Lei cosa risponde?

“Deve avere una particolare simpatia per me. Nel frattempo tra, Capacci, Commissario e Scajola, sono passate varie amministrazioni. Deve chiedere a loro. Se ci sono tutti gli asfalti distrutti, chiedetelo al Sindaco. Poi se è colpa mia, ditegli che ha ragione. Siccome so che c’è la teoria che bisogna studiare e leggere le carte, il problema è che io le pratiche le guardavo e su alcune non mettevo neanche la firma. Può essere che il declino sia iniziato da li”.

Tre punti cardine della politica di Fratelli d’Italia

“Io credo si debba necessariamente puntare sulla formazione della classe dirigente. Senza dirigenti di partito seri e preparati non riesci a fare le cose bene.

Bisogna sviluppare la cultura. Perché a Imperia si può sviluppare il Teatro, ma a me viene in mente il Festival Grock. L’ultima premiazione è stata fatta a Diano Marina. Grock è una figura mondiale. Poi si dice, compriamo Villa Grock e facciamo noi. Però bisogna anche tenere i conti. Perché poi chi verrà dopo non si sa.

Su questa terra bisogna puntare su infrastrutture e turismo. Ma vi sembra normale che voi andate in Germania e in un tunnel, sottoterra, c’è campo pieno sul telefonino? Può sembrare banale, ma per chi lavora in macchina tanto banale non è. Qui non ci si riesce. Altroché viadotti che crollano. Per forza, non riusciamo neanche a far funzionare il telefonino.

La qualità del territorio passa dalle strutture ricettive, da come teniamo l’entroterra. Ci sono tanti imprenditori che muovono, che investono. Secondo me bisogna portare queste istanze e non chiudersi attraverso gli slogan di partito, o sostenendo Salvini per la storia della Capitana. Cosa sui cui, per altro, sono d’accordissimo, sia con Salvini, che con la Meloni. Poi se qualcuno dice che sono fascista su questo tema, pazienza. Bloccare l’immigrazione indiscriminata lo fanno in tutto il mondo. Siamo gli unici che non riusciamo a farlo.

Bisogna parlare con le associazioni di categoria. Chi sta sul campo quotidianamente ti può riportare i problemi, segnalare le cose. E noi dobbiamo essere bravi a veicolarle. A chi andrà in Regione Liguria, a chi andrà a governare.

Perché il Governo centrale quando era un riferimento, su questa terra ha dato. Questo è inutile negarlo. Siamo italiani, non pensiamo di contare in maniera così determinante, purtroppo, in Europa”.

Sarà candidato alle prossime elezioni?

“No”.

Promesso?

“Si”.

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