Regionali 2020: Liguria, M5S chiamato al voto su ipotesi alleanza con il Pd

Politica

Giornata chiave quella di domani, giovedì 5 marzo, per il Movimento Cinque Stelle in Liguria.

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Giornata chiave quella di domani, giovedì 5 marzo, per il Movimento Cinque Stelle in Liguria. Gli iscritti alla piattaforma Rousseau, infatti, saranno chiamati ad esprimersi sull’ipotesi di alleanza con il Partito Democratico in vista delle prossime elezioni regionali.

Elezioni Regionali 2020: Liguria, voto M5S su alleanza con Pd

Gli iscritti alla piattaforma Rousseau, certificati e abilitati al voto e residenti nella regione Liguria, saranno chiamati ad esprimersi domani, giovedì 5 marzo, a partire dalle ore 12 e fino alle ore 12 di venerdì 6 marzo.

Sei d’accordo ad aprire una trattativa con il Partito Democratico e con altre forze civiche e politiche, per le prossime elezioni regionali in Liguria?”. Questo il quesito su cui dovranno pronunciarsi gli iscritti del M5S.

“Potranno votare – si legge nel regolamento – solo gli iscritti da almeno sei mesi, con documento certificato”.

Un’eventuale alleanza tra Pd-M5S-liste civiche potrebbe portare alla candidatura a presidente della regione Liguria del giornalista de “Il Fatto QuotidianoFerruccio Sansa. Avversario da battere il presidente uscente, espressione della coalizione di centrodestra, Giovanni Toti.

Nel caso in cui il voto degli iscritti fosse contrario all’alleanza con il Partito Democratico, il M5S correrebbe da solo. Candidato presidente, in questo caso, sarà con tutta probabilità Alice Salvatore, capogruppo uscente in consiglio regionale. 

Elezioni Regionali 2020: Liguria, voto M5S su alleanza con Pd. L’appello di Vito Crimi

“Anche per la Liguriascrive il leader politico del M5S Vito Crimi – è giunto il momento di compiere una scelta, e la affideremo agli iscritti con un voto on line. Una scelta che, anche in questo caso, metta al centro la rinascita e il rilancio di questa splendida terra che, soprattutto recentemente, ha dovuto affrontare grandi sofferenze e difficoltà.
Quindi dobbiamo decidere insieme se proseguire il percorso da soli, con il nostro candidato presidente, o se aprirci alla possibilità di realizzare un patto con altre forze civiche e non solo, anche eventualmente rinunciando al nostro candidato presidente a favore di un candidato civico. Ma sempre mettendo al centro i temi, i progetti, le cose da fare, per strappare la regione alla gestione fallimentare degli ultimi anni.

Non un libro dei sogni, ma proposte concrete che tutti si impegnino a rispettare e a realizzare, senza possibilità di deroghe, che dovrà necessariamente prevedere almeno questi punti:

  • Piano straordinario emergenziale per il contrasto al dissesto idrogeologico
  • Piano di riordino delle normative urbanistiche per la riduzione del consumo di suolo (Obiettivo Cemento Zero)
  • Iniziative di contrasto ai cambiamenti climatici e riduzione delle fonti fossili.
  • Rilancio sanità pubblica e stop alla privatizzazione degli ospedali
  • Impegno a promuovere presso il governo nazionale ogni iniziativa volta a revocare le concessioni autostradali ad Autostrade per l’Italia
  • Gronda: realizzazione del progetto esecutivo secondo gli esiti dell’analisi costi/benefici effettuata dal Ministero Infrastrutture e Trasporti nel 2019, sentiti gli enti locali.

Per questo gli iscritti della regione Liguria saranno chiamati a esprimersi su questa scelta, cioè se ‘aprire ad una trattativa con il Partito democratico e con altre forze civiche e politiche, volto a realizzare un programma che includa i predetti punti’.

E ovviamente condizione indispensabile è che le liste siano pulite. Non esistono battaglie facili e non si vince senza combattere.

Mettiamoci cuore, entusiasmo, passione, coraggio di guardare avanti, un approccio che ci ha sempre accompagnato, e grazie ai quali nessun obiettivo diventa impossibile”.

 

 

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