Coronavirus, Imperia: Croce Bianca, viaggio tra i volontari. “E’ dura, vedi la sofferenza negli occhi dei malati. Alcuni di noi positivi”/Foto e Video

Attualità Coronavirus Imperia

I volontari delle pubbliche assistenze sono in prima linea ormai da circa due mesi per l’emergenza Coronavirus, rischiando ogni giorno la propria vita.

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I volontari delle pubbliche assistenze sono in prima linea ormai da circa due mesi per l’emergenza Coronavirus, rischiando ogni giorno la propria vita.

ImperiaPost ha incontrato i giovani volontari della Croce Bianca di Imperia che nella giornata di ieri, lunedì 27 aprile, su disposizione del Consiglio Direttivo, si sono sottoposti ai test sierologici.

Coronavirus, Imperia: tra i volontari della Croce Bianca

Yoro

“Prima ho avuto un po’ di paura, ma quando ho visto i miei colleghi lavorare così, ho deciso di non mollare e ho continuato a lavorare con loro.

La situazione in giro, con la gente che va in giro, a me non piace molto. Noi stiamo rischiando le nostre vite per salvare le persone e loro vanno sempre in giro. Non va bene secondo me. È ancora troppo preso per uscire”

Enrico Bianchi

“All’inizio la situazione era molto pesante, non si sapeva a cosa si andava in contro, si aveva molta paura. Però quando si inizia farci l’abitudine, a dover mettere tutte le protezioni, occhiali, mascherine, copricapo e tutbe, si inizi ad essere più veloci e si acquisisce sicurezza e tranquillità per andare a svolgere tutti quei soccorsi che sono critici in quanto si rischia il contagio.

Adesso invece la situazione è un po’ più tranquilla, si va comunque vestiti, protetti, in maniera da non contrarre il virus dato che comunque siamo quelli più a rischio contagio.

Ora c’è un attimo di pausa, i contagi sono un po’ diminuiti , ma comunque gli interventi rimangono. Sono aumentati i servizi di dimissione, di trasporto da ospedale a ospedale, mentre prima si andava più sul territorio”.

Elisabetta Carpano

“La situazione è ancora molto delicata perchè comunque anche nei pazienti sospetti Covid, vedi la sofferenza nei loro occhi e sanno probabilmente a cosa vanno incontro. Non possono avere parenti accanto in un momento delicato.

Questa cosa qua mi da molto da pensare, ringrazio il cielo di avere i parenti che stanno bene. Sono contenta che nonostante questa situazione, tra tutti riusciamo ad essere molto spiritosi per quel poco che si riesce a fare.

Questi mesi sono stati molto intensi, tutto il vestiario che si deve indossare come autoprotbezione , adesso che inizia a fare più caldo, bisogna essere forti e grintosi e comunque avere voglia di fare.

Uno che non ne ha voglia non può farlo, ci vuole passione, determinazione e voglia di fare. Indossare questo vestiario non è semplice, fa caldo, le mascherine, i guanti. È rischioso però si fa tutto con il cuore”.

Roberto Trincheri

“Il consiglio direttivo ha deciso di far fare il test sierologico a tutto il personale dipendente e volontario che ha effettuato servizi negli ultimi due mesi.

In totale sono 25 i volontari che stanno facendo servizio attivo, 12 del personale dipendente e 4 del servizio civile. Speriamo bene.

Dai risultati che stanno già arrivando, ho alcune persone che risultano positive al Coronavirus, immunizzati, asintomatici senza rendersene conto. Ho due dipendenti che sono in attesa di tampone e che risultano positivi, con il virus in atto.

La situazione è in divenire, stiamo aspettando l’esito di tutti gli altri e dei nostri volontari. Una scelta importante e difficile , perchè potrebbe causare anche problematiche di servizio all’interno dell’ente.

Era doveroso per il personale in primis e per il personale che andiamo a prendere. Dobbiamo essere sicuri di stare bene e di poter svolgere il servizio. Un problema grande di questo Covid sono anche gli asintomatici.

Come vede la situazione?

“Sinceramente c’è un cambio di tendenza , i servizi sono diminuiti rispetto a un mese fa. Dai 17-18 servizi in un giorno siamo scesi ai 4-5 di questo periodo. Bisogna stare attenti.

Bisogna mantenere le misure di protezione, mascherine, guanti. Però diciamo che un cambio di tendenza a mio avviso c’è, speriamo che si stabilizzi, anche perchè la situazione era veramente difficile.

Speriamo di cuore che quanto prima questo Covid sia un ricordo, che ci ha messo duramente tutti a dura prova. Lo abbiamo superato abbastanza bene, almeno per quanto riguarda i miei volontari. Il morale è rimasto alto nonostante sia un servizio che colpisce molto dal punto di vista della testa.

Molti hanno il terrore di portare questo virus a casa ed è il motivo per cui abbiamo deciso di fare questi test sierologici per cercare di capire la situazione.

Noi ci siamo e tiriamo avanti in base a quello che succede”.

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