Coronavirus, Liguria: lettera Sindaci a Toti, scoppia caso politico. “Emergenza Covid trasformata in squallida campagna elettorale”

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Fratelli d’Italia all’attacco: “C’è chi si occupa, non di risolvere i problemi del proprio territorio, ma di come mettere in discussione ogni misura che Regione Liguria sta, tra mille difficoltà, attivando”.

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“Esprimiamo grande preoccupazione per l’atteggiamento di alcuni Sindaci e Amministratori, tutti riconducibili all’area di centrosinistra o loro fiancheggiatori, circa ‘la Fase 2’ in Liguria”. Lo scrive Massimiliano Iacobucci, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, con riferimento alla lettera inviata da 81, tra sindaci e amministratori, al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

Coronavirus, Liguria: “amministratori tornino a tutelare gli interessi dei cittadini”

“È evidente che, ormai da tempo – scrive Iacobucci – l’emergenza Covid 19 è stata trasformata in una squallida campagna elettorale in vista delle prossime elezioni regionali. Amministratori fino ad oggi silenti, lontani dalla gente, mostrano, finalmente, il loro vero volto. Mentre si decuplicano, giorno dopo giorno, da Sarzana a Ventimiglia, le richieste di assistenza, i segnali di estrema sofferenza di tutti i comparti che sono la spina dorsale dell’economia ligure, c’è chi si occupa esclusivamente, non di risolvere i problemi del proprio territorio e dei propri concittadini, ma di come mettere in discussione ogni misura che Regione Liguria sta, tra mille difficoltà, attivando.

Fratelli d’Italia chiede quindi, con forza, che gli amministratori locali tornino a svolgere il ruolo che gli è stato affidato dai loro concittadini: tutelarne in via esclusiva gli interessi, facilitarne la quotidianità nel rispetto delle regole e cercare, collaborando tra Istituzioni, di risolverne i problemi.

Ci appelliamo, in un’ultima analisi, così come hanno responsabilmente fatto i Sindaci più rappresentativi della provincia di Imperia vedi Ventimiglia , Sanremo, Arma di Taggia e tantissimi della Liguria tutta, che hanno anteposto l’emergenza sociale ed economica della nostra terra alle logiche di vecchia ‘micro corrente’ anni ‘80 per il solo intento di visibilità di qualcuno, e quindi non hanno firmato nessuna lettera correntizia. Così come va dato atto all’Anci che ha preso con determinatezza le distanze da quei propri rappresentanti che hanno firmato la petizione fregiandosi del titolo ANCI, ma senza averne la rappresentatività”

Uniti si vince , ma soprattutto si vince se si combatte la pandemia e la crisi economica senza cercare di farsi notare sparando sulla ‘Croce Rossa'”.

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