Coronavirus, Liguria: “dal 18 maggio Toti riapre tutto”, la rabbia di Salvatore (M5S). “Per la Regione l’emergenza è finita e lo impone anche ai malati”

Coronavirus Politica

Così Alice Salvatore, capogruppo MoVimento 5 Stelle in Liguria, in merito alla decisione del presidente della Liguria, Giovanni Toti, di riaprire tutte le attività

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“Da qualche giorno la Regione Liguria ha deciso che il coronavirus è terminato. Ha deciso che tutti devono riaprire, che le spiagge sono disponibili, che reparti speciali Covid possono essere chiusi e che tutto è finito. Sarebbe bello se solo fosse vero – Così Alice Salvatore, capogruppo MoVimento 5 Stelle in Liguria, in merito alla decisione del presidente della Liguria, Giovanni Toti, di riaprire tutte le attività e gli spostamenti, all’interno della Regione, dal prossimo 18 maggio.

Coronavirus: dal 18 maggio riaprono moltissime attività, critico il Movimento 5 Stelle

“Non basta cambiare dai selfie con i virologi a quelli sul balcone con la mascherina griffata per far finire un’emergenza sanitaria.

La Regione in questo momento sta dimenticando, convenientemente, tutti coloro che devono essere sottoposti a tampone, quelli che sono a casa ma sono ancora positivi, e tutti coloro che ancora hanno bisogno di cure. Nascondendo sotto un telo da mare fatto di belle foto e notizie ossessivamente orientate all’apertura quelle povere persone che ancora stanno combattendo l’emergenza.

Le aziende hanno il dovere di fare tamponi ai dipendenti o devono adeguarsi per le misure di sicurezza per accogliere i clienti. Ma questo ormai non è più negli obiettivi della Regione, questi problemi li lasciano tutti addosso ai cittadini.

Fino a ieri era tutto un abbracciarsi e volere il bene delle piccole aziende, oggi ognuno faccia per sé. L’unica idea buona per la Regione è far pagare l’ingresso alle spiagge pubbliche. Su quello, di richiedere soldi, non si sbagliano mai…

Bisogna che il terrore delle elezioni e la continua campagna elettorale della maggioranza in Regione lasci invece spazio alla vita delle persone comuni; pensino almeno una volta a chi ha bisogno.

Tamponi, test sierologici, aiuti alle aziende, controlli nelle Rsa. Non si possono dimenticare centinaia di anziani morti perché nessuno li ha protetti come avrebbe dovuto.”

E conclude:E’ ora che la Regione si assuma le sue responsabilità, che lo voglia o no.”

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