Coronavirus: “Liguria lavora su plasma iperimmune, fornite unità a Imperia per paziente ricoverato”. L’annuncio in conferenza stampa

Coronavirus Provincia

La Liguria si prepara all’utilizzo del plasma iperimmune per i pazienti positivi al Covid-19.

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“La Regione Liguria ha aderito al protocollo nazionale detto “Tsunami”, per lavorare al trattamento sul plasma iperimmune”. Lo ha annunciato la dottoressa Vanessa Agostini, responsabile centro trasfusionale Policlinico San Martino, nel corso dell’odierna conferenza di aggiornamento sull’emergenza Coronavirus in Liguria.

Un passo importante per procedere con la sperimentazione sul territorio nazionale, al fine di trovare utilità nel trattamento dei pazienti positivi e anche a livello di prevenzione.

La dottoressa Agostini ha anche comunicato che nella giornata di oggi sono state fornite “delle unità di plasma iperimmune a Imperia per un paziente ricoverato, a uso compassionevole”.

Giovanni Ucci, direttore generale ospedale Policlinico San Martino

“L’Ospedale sta riprendendo la sua vita normale. Sono riprese gradualmente le attività ambulatoriali. Il San Martino si sta preparando a un’eventuale ripresa dell’epidemia in autunno. Si teme una recrudescenza. Terremo liberi circa 100 posti letto. Abbiamo un piano in pronta attivazione per posti letto in terapia intermedia. I reparti verranno rapidamente trasformati in reparti covid all’occorrenza”.

Vanessa Agostini, responsabile centro trasfusionale Policlinico San Martino

“Stiamo lavorando al trattamento sul plasma iperimmune. L’ospedale San martino si sta attrezzando per il banking del plasma per periodi necessità. La Regione Liguria ha aderito al protocollo nazionale detto “Tsunami”.

Il protocollo prevede l’identificazione di donatori che sono stati pazienti Covid. Il plasma contiene l’anticorpo che consente di contrastare il virus. L’immunoterapia era già stata usata con Sars. Quello che al momento è stato fatto è stato recepire il protocollo che sarà al vaglio del comitato etico. Abbiamo stilato l’elenco pazienti che hanno avuto la malattia e si sono offerti per diventare donatori plasma.

Inizieremo da questa settimana a chiamare questi donatori per valutare se avranno i criteri per procedere alla donazione. Bisogna valutare la sicurezza del donatore e del ricevente. Verrà effettuato un pre-triage telefonico e gli idonei saranno convocati e sottoposti a esami specifici.

Il plasma donato sarà sottoposto a un ulteriore trattamento che si chiama inattivazione dei patogeni che garantisce più sicurezza. Avremo tre unità di plasma per ogni donazione, da utilizzare per uso clinico. L’obiettivo è dare alla popolazione ligure un trattamento che, dai primi studi, sembra essere promettente.

Non dobbiamo comunque abbassare la guardia. Il sistema trasfusionale ligure ha retto bene in emergenza grazie alla generosità dei donatori e grazie al lavoro del direttore dei centri trasfusionali e delle associazioni di volontariato. Invito tutti i donatori a continuare l’iter donazionale, sia di sangue che di plasma iperimmune.

Nonostante il protocollo Tsunami sia al vaglio del comitato etico, oggi siamo riusciti a fornire delle unita di plasma iperimmune a Imperia per un paziente ricoverato, a uso compassionevole”.

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