Imperia: “Delirio di onnipotenza, voi servi”. Abbo inquadra appunti per sbaglio, bagarre in consiglio/Il caso

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L’appunto, scritto a penna, è stato inquadrato nel corso della diretta streaming del consiglio comunale a Imperia.

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“Delirio di onnipotenza: voi servi”. L’appunto, scritto a penna, è stato inquadrato nel corso della diretta streaming del consiglio comunale a Imperia sulla scrivania del consigliere comunale di opposizione Guido Abbo (Imperia al Centro).

Imperia: tensione in consiglio per appunti Abbo

Gli appunti, scritti a penna, si riferivano alla question time dell’ex vicesindaco sul progetto di riqualificazione del parco urbano. Al termine di un elenco puntato, una sorta di traccia dell’intervento (“c’è da picchiare duro anche sul labirinto”), è comparso l’ultimo appunto, “Delirio di onnipotenza: voi servi”.

Un appellativo, servi“, che non è andato giù al consigliere di maggioranza Andrea Landolfi.

Ho letto gli appunti del consigliere Abbo – ha dichiarato Landolfi – Affermare che i consiglieri di maggioranza sono servi è di basso livello ed evidenzia la scarsa caratura di chi si prende la briga di pronunciare questa frase, cercando di nascondere la propria incapacità amministrativa. Nessuno è servo di nessuno. Sia la Ponte che Abbo hanno detto diverse volte che noi alziamo solo il dito“.

“Io nel mio intervento ho stigmatizzato la scelta di rinunciare al rifacimento della partenobile del parcourbano –  ha replicato Abbo – E’ una scelta folle. Nella foga del mio intervento ho parlato di delirio di onnipotenza del Sindaco. Lui è capacissimo di comunicare la sua felicità. Comunica come se fosse Dio sceso in terra.

Fa parte del suo personaggio. Non ho usato la parola di servi. L’ho scritta, come ho goffamente diffuso, ma non l’ho usata. Però confermo il concetto. La vostra amministrazione è appiattita sul Sindaco, nel bene e nel male. La ex sede Apt non si capisce ancora perché l’avete acquistata. Non esiste alcun contraddittorio in maggioranza, lo dimostra la conferenza stampa del Sindaco sui due anni di mandato, senza nessuno di voi.

Questo modo di fare politica non lo condivido. E’ il modello di gestione che voi avete portato al potere di questa città. La parola servi, ripeto, non l’ho usata. Se qualcuno si è offeso mi dispiace. Ma non chiedo scusa per il concetto”.

Io ho una storia familiare democratica che parla da sola – ha dichiarato il Sindaco Scajola Non ho mai confuso la democrazia con il casino, con l’anarchia. Chi governando non decide fa augurare ai cittadini che ci sia il dittatore. E’ il Sindaco che deve presentare il suo programma prima della candidatura, che giura davanti al consiglio comunale. Quello è il mio vangelo. Gli assessori sono i primi collaboratori del Sindaco, scelti dal Sindaco.

Non ho dovuto fare alchimie con i partiti, perché questa esperienza civica è stata fatta scegliendo le competenze. Nessuno riuscirà a mettere contro di me gli assessori, dicendo che offusco gli assessori. Io li devo offuscare, fatevene una ragione, perché gli assessori sono collaboratori del Sindaco. Sono quelli che mi aiutano per primi. Poi ho degli azionisti, i consiglieri comunali, che hanno votato e che sono i vigili custodi che il programma si realizzi.

Il mio unico obiettivo è realizzare il programma per l’interesse dei cittadini, mantenendo i conti in ordine”.

 

 

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